Quello di cui ho bisogno sono continue dimostrazioni. Se ti manco, non lo scrivere, non darlo per scontato, fammelo sentire.
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Quello di cui ho bisogno sono continue dimostrazioni. Se ti manco, non lo scrivere, non darlo per scontato, fammelo sentire.
(via l-a-c-r-i-m-e)
Uno ci prova a riallacciare i rapporti. Poi, arrivi ad un certo punto in cui ti stanchi, e l’unica cosa che riallacci son le scarpe. Per andar via
cit. (via infinito11910)
Voi non sapete quante volte ho pianto, da sola, quante volte mi sono sentita fuori posto. Quante volte di notte, non ho dormito. Non sapete quante volte ho fatto finta di sorridere, quando in realtà stavo morendo dentro.
Nonsaidacosastaiscappando (via nonsaidacosastaiscappando)
"Sei una figlia di merda, la sorella peggiore del mondo, una zia che non può essere definita tale e una vergogna. Per forza non hai uno straccio di amica". Queste sono state le parole pronunciate da mia sorella. Sono stanca di tutto questo.
Tanto a te io non manco.
Sono la prima a dire quanto faccia bene sfogarsi con qualcuno. Esternare i propri sentimenti può essere incredibilmente liberatorio. Sono una di quelle persone,però, che sa cosa bisognerebbe fare, eppure non ci riesce. Probabilmente sono solo ipocrita. Attualmente non ho nessuno con cui sfogarmi e, sinceramente, sto troppo male ora come ora per trattenermi tutto dentro. Quindi metteró per iscritto qualcosina, giusto per chi si prenderà la briga di arrivare fino in fondo. Vi è mai capitato di non voler uscire per non vedere nessuno? Oppure perché avevate l'ansia? Io sento un groppo salirmi alla gola e strozzarmi piano piano. A volte mi faccio prendere da dei veri attacchi di panico. Perché dovrei voler uscire in pubblico? Affinché le persone possano ignorarmi come hanno sempre fatto o purché possano vedere lo schifo che sono? In entrambi i casi è decisamente meglio di no. Penso che piano piano questa mia fobia si sia espansa e ora ne ho il terrore. Ho paura di far sapere a qualcuno ciò che mi passa per la testa. Potrebbero dire che lo faccio solo per attirare l'attenzione. Magari gli faró pena. Magari penseranno “Che palle, quella ragazza è una lagna”. Ho dannatamente paura dei giudizi altrui. Ne sono terrorizzata. Anche per il mio fisico. Mi sento sempre dannatamente goffa e impacciata. Un fottuto disastro in poche parole. Da poco poi mi sono allontanata da tutte le mie amiche. Non sento più nessuna. Quella che era la mia migliore amica si è staccata notevolmente e, comunque, da quando è in vacanza non mi ha più cercata. Ha altre persone con cui passare il tempo. Perché dovrebbe preoccuparsi di una come me? Alla fine sono inutile. Sono semplicemente invisibile. Come quando a scuola rispondo a qualche domanda del prof e nessuno mi sente. Sì, perché senza rendermene conto sussurro per paura di sbagliare o di attirare troppo l'attenzione.Oppure come quando vado al cinema con le mie amiche che parlano delle loro vacanze sentendomi completamente un'estranea alla faccenda. Non riesco piú a gestire queste situazioni. Mi sento in gabbia, non riesco a fare o a dire nulla di quello che vorrei davvero, perché se lo facessi sbaglierei sicuramente qualcosa e tutto mi si ritorcerebbe contro. Prima o poi tutti si allontanano da me. Prima o poi tutti se ne vanno e mi lasciano sola. Sono come una di quelle bambole da cui all'inizio non riuscivi a separarti e che poi hai chiuso in un soffitto impolverato, dimenticandotene. Non ho più né la forza, né la voglia di continuare. Non so cosa succederà domani. So solo che oggi fa tanto, tanto male.
avete mai pianto? senza sapere perchè, volendo solo qualcuno al vostro fianco che vi stringesse la mano e vi dicesse che andrà tutto bene.
(via war-in-the-eyes)
Oggi ero seduta sulla panchina della stazione, in attesa del treno. Sfogliavo all’infinito la dash di tumblr, e quando annunciarono all’altoparlante che il treno per Milano delle 18:09 aveva saltato la corsa, e avrei dovuto aspettare quello successivo, subito controllai la batteria del telefono, temendo che mi si scaricasse prima, e che quindi non avrei avuto niente per passare il tempo. La batteria al 7% fece presto ad abbandonarmi, così rimasi a fissare un punto indefinito nello spazio, il punto di connessione tra due binari di verso opposto. Dopo un pò, si sedette accanto a me una ragazza. Passarono pochi minuti in silenzio, poi lei mi chiese “cosa guardi?” Io infastidita dalla sua domanda, che mi sembrava un “intromettersi nei miei pensieri” non le risposi subito. Poi le dissi che fissavo i binari, e pensavo che un semplice spostamento di un piccolo cardine poteva causare il totale cambiamento di destinazione di un treno. Lei annuì, e disse che anche lei spesso si trovava a riflettere nella stazione. Poi mi chiese ” non ti piace parlare di te, vero?” In quel momento mi girai verso di lei, temendo che fosse una persona che conoscevo, in realtà no. Era una semplice ragazza sconosciuta che sembrava conoscermi più di persone che mi stanno accanto tutto il giorno. Vedendo di aver catturato la mia attenzione, lei continuò “aspetti un ragazzo? Perché sei qui?” Io le dissi che non aspettavo nessuno, e senplicemente stavo tornando a casa. Così feci la stessa domanda a lei. Lei mi rispose dicendo che c’era una persona per la quale lei era lì: “Era un ragazzo, uno di quelli belli da togliere il fiato. Quando lei lo conobbe, rimase impressionata dal suo sorriso.” “Era un bel sorriso?” “No, non era uno di quei sorrisi da togliere il fiato. Ma giuro, che tu non puoi immaginare quanta allegria metteva. Lo guardavo, e pensavo che tutti i sorrisi dovessero trasmettere quelle emozioni. E poi invece scoprii che era solo il sorriso di quel ragazzo che aveva quella forte intensità, mai vista prima.” “Come ti avvicinasti a lui?” ” Non feci niente. Non ne avrei avuto il coraggio. Non riuscivo a stargli vicino perché mi tremavano le gambe se gli passavo accanto, infatti mi ritrovavo sempre a osservarlo da lontano. Successe che un giorno, mentre era con i suoi amici, lui si accorse di quegli occhi che lo fissavano da lontano, e fece finta di niente. Quando i suoi amici se ne andarono, si avvicinò a me. Parlammo ore, lui mi parlo di sé, dei suoi amici, dei suoi genitori. “E tu?” “Non c’erano mai stati occhi di cui sentivo di potermi fidare di più, così gli parlai di me. E non gli dissi cose così, gli raccontai ciò che sentivo dentro, come vedevo la vita. Così lui mi disse che avrei dovuto dire più spesso ciò che pensavo ad alta voce, perché erano cose uniche. Ci cominciammo a vedere ogni giorno nello stesso posto. Ci fu una volta in cui mi sembrò che avesse gli occhi lucidi, ma non gli dissi niente per paura che fosse solo una mia impressione. Gli parlai di me, e lui mi parlò di quanto pensasse di fare schifo, di quanto si sentisse una nullità. Diceva che non riusciva ad avere gli stessi interessi dei suoi amici, che gli sembravano così superficiali e inutili. Il giorno seguente, sembrava avere un livido sul polso sinistro, ma non glielo dissi, pensai fosse solo un ombra. Il giorno dopo ancora, si mise a piangere, mi chiese se lui facesse davvero schifo e io gli dissi di no. Io credevo fosse bellissimo, ma non glielo dissi per timidezza. Lo abbracciai, cosi lui pianse sulla mia spalla. Lo strinsi più forte. Un altro giorno, mi accorsi che portava la sua solita felpa larga colore arancio troppo frequentemente, nonostante la primavera fosse vicina e insieme a lei le calde temperature. Il Giorno dopo ancora, lui mi disse che il giorno seguente non ci saremmo visti. Rimasi stupita per un po, e stetti male tutta la serata.” “E poi?” “E poi successe che era il primo giorno di primavera. Solitamente i fiori in città mi mettevano allegria, quell’aria che non era più fredda ma sembrava accarezzarti la pelle mi aveva sempre messo serenità. Ma quella volta i fiori non mi facevano stare bene, l’aria calda sembrava soffocarmi. Quando arrivai a scuola, notai che i ragazzi erano più tristi, non avevano quella solita allegria tipica dei giovani. Le ragazze parlottavano tra loro, ma stranamente avevano le voci basse, rauche. Presi la mia amica da parte e le chiesi cosa fosse successo. Mi disse che era morto un ragazzo, si era suicidato. Ma non era riuscita a capire bene il suo nome. “ “E tu cosa facesti? “ “Quel giorno saltai scuola. Passai tutta la giornata vicino all’albero in cui ci incontravamo di solito, seduta sulle radici. “E lui?” “E lui? Di lui ho sempre parlato al l’imperfetto, se hai notato. Lui? Il mio angelo è volato via il primo giorno di primavera, e io non avevo trovato il coraggio di dirglielo, mai. Ma ora glielo dico, era bellissimo. Eri bellissimo, piccolo mio.” E la ragazza fissò il cielo, e quando arrivò il treno per la zona centrale della città, dove stava quel parco dal grande albero, lei lo prese, il treno partì e lei sorrise, felice della destinazione, anche se sapeva che non ci sarebbe stato nessuno ad aspettarla, questa volta. E mi ripeté ancora una volta mentre andava via, che era bellissimo lui, e scemo quant’era non se n’era accorto. Forse però, se ogni giorno lei andava allo stesso posto in cui si vedevano, e glielo urlava verso il cielo, forse prima o poi lui ci avrebbe creduto.
Gliocchituoiparlano (via gliocchituoiparlano)
Piango
(via hugmepleasesaveme)
è bellissima
(via aspettandolacarrozza)
Esiste cosa più bella?
(via lalunamangiailbuio)
Mi ha messo i brividi..
(via hogliocchipienideltuosorriso)
Da brividi.
(via resta-qui-non-lasciarmi)
mi sentite piangere?
( via odoredipoesia)
sarà perché in questi giorni piango per tutto, ma sono in lacrime.
(via yourfaceisallthatisee)
Le lacrime.
(via me-stessa-felice)
Stupendo.
(via come-antidoto-alla-tristezza)
Piango ogni volta che lo leggo porca miseria.
(via i-need-hug-now)
Avrò rebloggato questo racconto una decina di volte in due giorni. È la perfezione
(via oltre-i-limiti)
Sto piangendo
(via miriaamk98)
Giuro, lo rebloggeró all’infinito. ..♥
(via persanelluraganodeituoiocchi)
Brividi.
(via sorrisi-finti)
:’(
(via tiamoenonlovuoicapireimissyou)
Rebloggo all’infinito…brividi.
(via sono-un-peso-per-me-stessa)
Brividi e lacrime.
(via she-drowns-in-a-sea-of-memories)
Via via che scorrevo giù mi veniva sempre più da piangere e alla fine sono scoppiata in lacrime.
(via laragazzabagnatadallapioggia)
Brividi. Già. Lo rebloggo, sempre.
(via atelofobia-nonsonoabbastanza)
L’avrò già rebloggata un paio di volte, lo so. Ma il reblog a vita è la mia parola e io non mento.
(via persanelluraganodeituoiocchi)
bello da far venire i brividi
(via laragazza-anonima)
Reblog tutte le volte che compare nella mia dash. È la meraviglia!!
(via punto-di-fuga)
È stupendo, piango.
(via tuseilamialuce)
È bellissima …♡
(via laragazzadagliocchiazzurocielo)
Rebloggo per sempre
(via
rentedheart
)
Che era bellissimo..e non se n’era accorto
(via
occhiverdescuro
)
Ho salvato talmente tante foto di ragazze con il corpo perfetto e dannatamente provocante che se qualcuno mi prendesse il telefono penserebbe sicuramente che io sia lesbica.
Rebloggate ed esprimete un desiderio:) Dopo scrivete qui sotto rebloggando, se si è avverato davvero♥ Buongiorno bellezze!
Speriamo 😭
HA FUNZIONATO DIO SANTO,AMO TUMBLR.
Ha funzionato. E non lo so se è per questa gif o era destino, ma so solamente che lui adesso è con me.
Non succederà mai…
È TORNATO È TORNATO
daidaidai
PORCA MERDA,È TORNTO
*Incrociamoledita*
speriamo dai.
La gif è stata scattata il giorno del mio compleanno. È un segno? Speriamo.
Cazzo. È tornato. CAZZO. È TORNATO.
Ma speram.
Dico di fregarmene e poi ci piango.
Oggi è una di quelle giornate "No". Stavolta per nessun motivo in particolare. Insomma, capita di avere la luna storta e basta. Inizi a incolparti per tutte le cazzate fatte, dette. Inizi a pensare che a nessuno importa assolutamente nulla. Realizzi che magari hai sempre sbagliato tutto. E non sai se fregartene, di quelle persone che hanno sempre detto di esserci e non l'hanno mai dimostrato, oppure di mandarle a fanculo. Esiste un momento in cui pensi "ecchecazzo, basta. Non voglio più pensare a niente". Eppure è impossibile, preferisci stare zitta, perché tanto sai che a nessuno, proprio nessuno, importerebbe.
Oggi ho capito che nessuno tiene a me. Neanche una persona. Neanche un minimo di affetto. Niente.
dreamerstyle (via dreamerstyle)
Per come sei adesso potresti scomparire e nessuno se ne accorgerebbe
Diario di una nerd superstar (via @incantatadalsuosorriso)
Quando ripetevo che non avevo bisogno di nessuno solo perché nessuno sembrava averne di me.
E. Tisi (pezzidicuorestrappati)
Tutti credono di conoscermi ma in realtà nessuno sa nulla
(via youaremydelusion)
Non permetterò più a nessuno di diventare la mia abitudine.
-ibattitidelcuore (via ibattitidelcuore)