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Mi sento sola, di nuovo. Dovrebbe essere una cosa a cui ormai sono abituata, eppure tutte le volte mi sento una merda.
Mando curriculum da mesi letteralmente a chiunque. Ho ottenuto uno straccio di tirocinio di 3 mesi che ho passato a trascrivere audio di cose a cui non lavorerò, senza imparare nulla di effettivamente utile e che potrebbe servirmi in futuro. Poi non ho più sentito nulla da nessuno. Sono in balia del nulla, dell'attesa, dell'instabilità, a sperare che a un certo punto arriverà anche il mio momento.
Le mie amiche a casa si sono rifatte una vita, non hanno più tanto tempo per me. Sono consapevole che sia normale, perché ormai non faccio più parte della loro quotidianità, ma fa comunque male. Anche la mia famiglia ormai è abituata a vivere senza di me e di nuovo, è inevitabile, ma un po' ferisce.
Nella città-di-giù non ho una persona che io possa reputare davvero amica. Le mie coinquiline mi hanno fatto chiaramente capire che finché mi hanno in casa sono obbligate a constatare la mia presenza, ma oltre a quello i miei problemi non interessano a nessuno. Ognuno ha i suoi, lo so, e nessuno mi obbliga ad essere costantemente presente per quelli degli altri. Ma se non lo fossi non avrei neanche quel minimo di interazione sociale, per cui mi sta bene accollarmi gli stress degli altri, almeno vengo presa in considerazione.
Non sono amata, né innamorata. Sono consapevole del fatto che io non sia fatta per l'amore, ma a volte è difficile accettarlo, tutti vorremmo trovare la nostra anima gemella. Ma come posso essere amata se neanche io mi amo? Mi guardo allo specchio nuda, e non provo nulla. Sono in sovrappeso, le mie gambe e il mio sedere sono pieni di cellulite, non mi alleno da mesi. Vedo tutto e sono consapevole di tutto, ma non faccio nulla per cambiarlo, perché anche se non mi sta bene almeno posso incolpare il mio aspetto per non piacere agli altri, né ad amici, né ad amanti. Mia madre cerca di incitarmi a fare un po' di attività fisica, ma che senso avrebbe? Tornare a sperare in qualcosa che non accadrà mai?
Non lo so... Sono stanca. Vedo tutti andare avanti e io sono ferma, immobile, ad aspettare che qualcuno mi noti e mi dica "Ti vedo, vedo chi sei e cosa sai fare, ora ci penso io." Eppure non succederà.
"Ma io le voglio bene".
Ma che cazzo significa? Che cazzo vuol dire, quando hai colto la prima occasione utile per scappare con la coda tra le gambe? Che cazzo significa, quando io continuo a sentirmi usata? Che cosa significa, quando cerchi di scaricare tutto su di me come se fossi stata io ad inventarmi tutto e non tu a cominciare qualcosa persino più grande di te?
È facile, quando ti senti di non avere alcuna responsabilità nei confronti degli altri. "Ha fatto tutto lei", "Io l'ho detto subito che non volevo niente". Certo che l'hai detto. Più di una volta. E l'ho detto anche io, perché davvero non volevo niente da te. Ero felice e avrei continuato tranquillamente per la mia strada, ma tu un bel giorno ti sei svegliato e hai deciso che avere la scopamica a Firenze non bastava, ne serviva una anche a Torino. Dopotutto bisogna tenersi le opzioni aperte.
Che cazzo me ne faccio del tuo "ma io le voglio bene", quando ti nascondi dietro a un dito? Quando al posto di parlare con me senti l'esigenza di rivolgerti agli altri e non alla persona con cui dovresti davvero chiarire?
Vogliamo parlare di Too Late? Parliamone. Quando l'ho scritto non ero tanto arrabbiata con te, quanto con me stessa per non essere riuscita a comportarmi come avrei voluto. Non ho scelto io di infatuarmi di te. È semplicemente successo. E la prima volta che mi hai baciata ho passato il giorno successivo a sclerare in videochiamata con la mia psicologa perché non sapevo come comportarmi, perché io non volevo niente, eppure ero stata davvero bene con te. Mi hai spiazzato.
Per questo ho deciso di provarci. Perché volevo dare un’occasione a me stessa per stare bene. E con te era così. Ma hai deciso che era il momento di mandare tutto a puttane, forse perché stavo troppo bene e a te non andava giù.
Così te ne sei andato via, e io ho continuato con la mia vita. Mi capitava di pensarti ogni tanto, ma erano dei momenti, la cosa finiva lì. Poi sei tornato.
Con un po’ di impegno avresti potuto approfittarne per riprenderti tutto. Non l’hai fatto, ed è stato meglio così. Però io non dimentico nulla.
Se me lo avessi chiesto, ti avrei spiegato che non c’è un vero cattivo in questa storia. Matteo e Francesca sono due persone che si sono sempre amate, ma che hanno messo da parte i loro sentimenti per paura, convincendosi che sarebbe arrivato il momento giusto, prima o poi. Il problema è che non esiste un momento giusto: esiste però la persona giusta che arriva quando meno te lo aspetti, e sta poi a te se decidere di tenerla accanto o rinunciarvi.
Ti avrei spiegato che Matteo reprime la parte migliore di sé perché pensa che possa solo ostacolarlo, ti avrei spiegato che Francesca si butta nelle cose senza pensarci troppo e poi si brucia, senza imparare mai la lezione.
Ti avrei spiegato che non ero arrabbiata, solo amareggiata. Ora però sono estremamente incazzata, perché avresti potuto parlarmi e chiarire con me, e invece hai preferito confidarti con una sconosciuta. Perfettamente comprensibile eh, se non fosse che quella sconosciuta è mia amica e che era chiaro che mi avrebbe raccontato tutto. Soprattutto la parte in cui ci tenevi a specificare che “ha fatto tutto lei”, quando quella lei era interessata al tuo amico più che a te, se proprio vogliamo essere precisi.
Vaffanculo, davvero, vaffanculo.
It’s crazy how if anything happens, the first person I’d like to tell about it’s you. Good or bad, doesn’t matter, I’d just like to share it with you.
Lettera che non manderò mai perché non sono pazza e non ho tendenze suicide.
Caro regista,
Ti chiamo così perché è l'unico modo per far capire alle mie amiche di cui sto parlando, e un po' a questo nomignolo mi sono affezionata. Direi che ti si addice.
Partiamo dal fatto che sono risultata positiva al covid e dovrò passare le prossime due settimane in isolamento - più una completamente sola perché non ci sono voli prima del 16 gennaio, mentre i miei tornano il 9 -. Bella merda eh? Dovevo partire il 29 dicembre e invece no, sono costretta a rimanere qui. Non fraintendere, amo la mia famiglia, ma che gusto c'è a stare vicino a loro e non poterli nemmeno vedere? E' una merda. Senza contare il fatto che potrei aver contagiato i miei nonni e il solo pensiero mi fa impazzire, perché tutti hanno - chi più, chi meno - problemi di salute, e anche se sono vaccinati la paura non passa.
Perciò passerò un altro Capodanno estremamente deprimente, per il secondo anno consecutivo. Certo, c'è sempre chi sta peggio, ma a volte è difficile vedere il bicchiere mezzo pieno, soprattutto nel mio caso, visto che il dramma fa parte del mio essere. A volte mi piace, a volte non molto, perché penso troppo e comunque non arrivo da nessuna parte. Dopo un po' ci fai l'abitudine, anche se smettere di pensare sarebbe bello ogni tanto. E qui arriviamo a te.
Ami il succo all'ace. Il cornetto lo prendi sempre alla marmellata e ti piace il caffè americano. Hai un conflitto irrisolto con i tuoi capelli, perché non stanno quasi mai come vorresti. Il profumo che usi si addice perfettamente all'odore della tua pelle. "Morte di un commesso viaggiatore" è il tuo dramma preferito, e preferisci leggere il teatro piuttosto che guardarlo. Hai un senso dell'umorismo un po' strano, che a volte fa ridere solo te e lascia gli altri basiti e qualche volta mette a disagio. Quando parli di qualcosa che ti piace ti si illumina il viso e cominci a gesticolare un sacco. Tendi a farti influenzare dalle persone che ti stanno intorno. A volte hai un estremo bisogno di attenzioni, soprattutto quando sei su di giri. Sei molto introverso. Riuscire a sapere cosa ti passa per la testa è praticamente impossibile, perché non fai mai trasparire nulla. Pochissime volte ti ho visto vagamente vulnerabile, ed è sempre stata una questione di minuti prima che tornassi a comportarti come al solito. Sei insicuro, impacciato e persino ingenuo alle volte, ma sai anche diventare estremamente irritante, presuntuoso e testardo. A volte il tuo ego ha la meglio e gli istinti omicidi aumentano a dismisura. Non ti sbilanci mai, metterti alle strette probabilmente ti farebbe scappare. Quando ti sfoghi, tendi ad essere molto tagliente, ed usi sempre questo tono di rimprovero misto a rassegnazione. Sei ambizioso e vuoi vivere alla giornata, ma anche molto frettoloso e impaziente. Spesso dai per scontato che le persone ragionino e lavorino come te, e questo ti rende un pochino presuntuoso. Se qualcuno sta male tenti a non indagare, un po' forse perché non ti interessa, un po' perché non vuoi insistere troppo - come piacerebbe succedesse a te, immagino -. Quando la situazione diventa tesa riesci ad alleggerire le cose e a placare gli animi, perché hai un po' lo spirito da pacificatore e non ti piace complicarti la vita. Riesci a piacere praticamente a chiunque, e ne sei perfettamente consapevole.
E non ti sto dicendo nulla di nuovo, quando ammetto che mi piaci. Sì, lo so, lo sapevi già. Non sono bravissima a nascondere le mie emozioni e i miei pensieri, l'hanno capito tutti ormai. Non fraintendermi, quando quest'estate ti dissi che non sarei stata ad aspettarti ero seria. Ed è stato stranissimo rivederti dopo tre mesi, perché ero rimasta ferita ed ero piuttosto determinata a metterci una pietra sopra. Insomma, ho avuto modo di conoscere altre persone, ho scritto Too Late ed è venuto anche abbastanza bene - credo tu abbia fatto 2+2, o sto sopravvalutando la tua intelligenza? Spero di no -, ero serena. Ma spesso ti comporti in modo contradditorio, e questo mi ha messo in crisi. Per un po' ho anche pensato che avessi paura di rimanere da solo con me, e questo mi faceva un po' incazzare, perché non capivo cosa avessi fatto per metterti a disagio in questo modo.
Spesso e volentieri mi capita di pensare di essere più innamorata dell'idea dell'amore che della persona in questione, altre volte penso di essere nata storta. Anzi, di quello sono abbastanza sicura, mia mamma è caduta quando era incinta di me. Qualcosa sarà andato male. Però a volte mi capita anche di guardarti, e mi rendo conto che finora sei stata l'unica persona in grado di mettere ordine nella mia testa, anche solo per un paio d'ore. Non è facile soffrire di attacchi di panico, soprattutto non è facile avere a che fare con una persona che ne soffre, perché non sai mai come comportarti. Non ti ho mai ringraziato per quella sera in cui eravamo insieme e ad un certo punto sono stata assalita dall'ansia e dalla paranoia, e per qualche strano motivo, tu sei riuscito a tranquillizzarmi. O per quel giorno quando abbiamo girato al Castello di Vinovo, io ero già in crisi e tu hai deciso di rispondermi di merda completamente a caso - quando ti stavo chiedendo una cosa piuttosto importante -, io stavo praticamente implodendo e tu ti sei semplicemente scusato, dimostrandomi che forse così stronzo non lo eri.
So che sono cazzate da poco, ma è grazie a queste che capisci un po' di più chi ti sta intorno. Non pretendo di conoscerti così bene, non potrei mai. Però sei una persona che sa dare tanto, e non hai idea quanto conoscerti e cominciare a lavorare insieme - è praticamente volontariato, ma sempre di lavoro si tratta - mi abbia spinto a cercare il meglio. Non sono mai stata una persona da relazioni, sono un disastro con gli altri e sono più brava a dare consigli che a seguirli io stessa. Sono sempre stata la spalla dei miei amici, e l'ho sempre fatto con piacere, perché se vedi le persone che ami felici, un po' sei felice anche tu. Non ho mai sentito la mancanza di nessuno, ho sempre pensato che se un rapporto è saldo, può benissimo funzionare anche a distanza, e ogni volta che ci si incontra è tutto più bello. Bisogna saper stare da soli per saper stare insieme e per sviluppare una relazione sana, e non è una persona a renderti completo, ma sicuramente potrebbe aggiungere un po' di gioia e serenità alla tua vita. Queste sono cose in cui credo fermamente tutt'ora. Con la differenza che la tua, di mancanza, l'ho sentita. E non mi è piaciuto, perché mi sono sentita troppo vulnerabile. Però bisogna imparare a convivere con queste cose, anche se ci stanno scomode. Fanno parte di noi.
Dunque, dopo questo lunghissimo monologo - sono prolissa, me l'hai già detto -, ti starai chiedendo: "E ora questa che vuole?". La verità è che quello che vorrei io non è quello che vuoi tu. Mi sta bene, sai? Ho imparato ad accettare che non sempre l'ambizione e la determinazione vincono su tutto. Soprattutto quando si tratta di persone. Però tu fra qualche giorno sarai a Roma, non so quando ci rivedremo, e io avevo bisogno di togliermi un peso dal cuore. Vedila pure come una cosa assolutamente egoista da parte mia, perché lo è. Magari ti farà incazzare - anche se non ti arrabbi mai -, magari la troverai ridicola, magari ti farà riflettere, magari non te ne fregherà un cazzo e sarà tutto esattamente come prima, chissà. Non c'è bisogno di una risposta.
Riflessioni.
Ieri sera ho deciso di accedere di nuovo a questo blog, dopo anni che non ci scrivevo. Mi ero quasi dimenticata della sua esistenza, finché una persona non me lo ha fatto tornare in mente. Così ho passato qualche ora a scorrere i miei vecchi post, curiosa di vedere cosa ancora ricordassi e cosa invece ho completamente cancellato dalla memoria. E’ venuto fuori che le cose ancora me le ricordo, ma non con la stessa intensità di allora. Non ricordo più i dettagli, i precisi momenti che mi hanno spinto a quegli sfoghi, che letti con l’età e la testa di ora mi fanno sorridere. E’ pazzesco come nonostante l’età io continui a vivere le cose in modo così totalizzante, e non sono sicura sia molto positivo.
La parte buona è che almeno ora ho trovato una valvola di sfogo, per cui non ho più bisogno di comunicare agli altri come io mi senta, posso canalizzare tutto nella scrittura. Certo, continua a far male il fatto di non avere qualcuno su cui contare davvero, qualcuno in cui riporre la tua fiducia al 100%. Però si cresce, si va avanti, e alla fine te ne fai una ragione.
Cosa è cambiato rispetto a 6, 7 anni fa? In realtà sono sempre la stessa, forse un po’ più consapevole di me e degli altri. Le persone a cui più tenevo se ne sono andate, le persone a cui tengo ora spero non se ne vadano mai. Continuo a mantenere una certa distanza, ma ciò non toglie che farei di tutto per loro. Per me l’amore è sempre stato questo: non me ne frega nulla che tu mi dica tutti i giorni quanto ci tieni a me, se non sei in grado di dimostrarlo. Le parole sono importanti, ma contano soprattutto i gesti. Nelle amicizie, nelle relazioni, sono i comportamenti delle persone a definire la vera natura di un rapporto.
Ad oggi rimango un po’ ingenua e ottimista, ma non sono lati da mostrare agli altri. Potrebbero ferirti e basta. E io sono stata ferita tante volte. Un po’ per colpa mia, un po’ per colpa degli altri, un po’ perché vivo con questa natura romantica che spesso devo reprimere.
Sono innamorata? No. Lo sono stata davvero? ... Poco ci mancava, ma è bruciato tutto troppo in fretta, e non ne ho avuto il tempo. Probabilmente è meglio così, sarebbe stato tutto molto più complicato, e non era il momento. Già, non era proprio il momento. Però queste cose non si possono controllare. O le vivi, o scappi con la coda fra le gambe. Certo, le vivi e ti spezzano il cuore, ma il dolore, così come la gioia, è effimero, e non rimane mai troppo a lungo.
Non sai mai se è il caso di parlarne o no. Anche a distanza di tempo, hai paura che sia troppo presto e che la ferita non si sia rimarginata completamente. La mia non si è rimarginata completamente, ma è così semplice ignorarla quando lui non è qui. Esco con persone, trovo passatempi, e la mia mente torna lì, perché non c’è mai stata una chiusura, un chiarimento, e sono stata obbligata a processare la cosa per conto mio, senza nessun feedback dall’altra parte.
Però tutto sommato va bene così. I punti di domanda si sono trasformati in qualcosa di buono. Con qualche piantino di tanto in tanto.
#damn
Me watching two characters in a modern tv show have sex: Huh okay
Me watching two characters in a period drama let the backs of their hands lightly brush in a moment of emotional intimacy so intense they can’t meet each others’ eyes:
I'm tired of being 20 and having to face all of the expectations I've never asked for.
I'm 20 and I'm a total mess. I screw up everything and I always run away from the people that want to love me.
What is wrong with me?
A month and a half ago I broke up with my boyfriend, after 5 months of relationship. I wanted to wait till the end of the lockdown but I couldn't wait anymore, I was feeling too bad. I thought that he understood the situation and that he understood me and my anxiety. He didn't even try to convince me that I was doing the wrong thing. But now I got back to work, and so did he, and he's behaving like he can't stand me, like he hates me. I wanted to keep in touch with him, to be friends, but it seems that won't never happen. I'm really sad about all this situation. But at least I have been honest and I didn't behave like a hypocrite.
I truly love my boyfriend but sometimes I feel like he's not taking seriously my doubts and insecurities. You should be comforting me, not joking about it and telling me how silly I am. I know he doesn't do it to hurt me but I feel bad anyway. I have an anxiety problem and that's not helping me at all.
The One Show
Bridget Jones’ Diary (2001) dir. Sharon Maguire
Jane Sterling, S4 E11 “Chinese Wall”
Why do you want to dance? Why do you want to live? Well I don’t know exactly why, but… I must. That’s my answer too.
The Red Shoes (1948) dir. Michael Powell & Emeric Pressburger