Una volta una persona che ho amato per un brevissimo periodo della mia vita è entrata in quella che era casa mia e mi ha detto: questo posto è strano, sembra un B&B. Era il periodo dell’esplosione di Airbnb, quindi se ne nominavi uno ti sembrava di fare chissà che. Comunque da quel giorno mi sono chiesto quali fossero i problemi con la mia identità visibile, quella cioè che ti fa entrare in una casa e dire o pensare questa casa è assolutamente di questa persona, e non ho mai trovato una risposta. Ancora oggi quando la cerco non la trovo. Piuttosto cerco di rientrare in quegli alibi che una volta erano così comodi, come dire eh ma è solo una casa in affitto, ci vivo solo dall’Alto Medioevo, niente di serio, niente di serio. Ma oggi quelle cose non funzionano più, sembrano delle scuse con una data di scadenza passata da un sacco di tempo, best before oggi, ieri, un anno fa, dieci anni fa, o qualunque sia la forma di una data che ha perso il colore.
Oggi da questa casa con le riviste di architettura scendo in strada e vedo che il cielo ha quella che sembra una cicatrice, un taglio siderale, la vertigine del prima e del dopo. Comunque parlo troppo spesso di case qui dentro, dovrei smetterla di cambiarle e cercarci dentro un senso che sovrascriva il mio. Comunque dicevo, questa cicatrice. La guardo e mi sembra di vederci gocciolare qualcosa, che non è pioggia e non è grandine, e nemmeno uno di quei titoli ridicoli che leggi su IlMeteo.it, qualcosa come Il cielo sanguina, è la prima fiammata di Caronte, attenzione a Roma, attenzione da tutte le parti ma specialmente a Roma. No, è qualcosa di diverso, una specie di segreto inaccessibile, qualcosa che gli esseri umani non hanno il permesso di vedere. Scende da lì e mi cade sugli occhi, tra le braccia, nei capelli.
Qualche sera fa ho chiesto a qualcuno che vedevo per la prima volta pensi di essere felice?, e mi ha guardato come si guarda un quadro elettrico, senza sapere cosa fare e cosa premere. Ma non si parla di queste cose, non si dicono queste cose, non si fanno queste cose. Qual è il tuo colore preferito? Belle queste scarpe, sono nuove? Hanno chiuso la tangenziale e non ti dico quanto tempo ci ho messo ad essere qui, non te lo dico proprio, anche se che fortuna con il parcheggio, questo lo devo dire.
Mi piacciono le porte chiuse con il buio dietro, un buio inaccessibile che puoi guardare solo da lontano e può prendere la forma che vuoi, come una nuvola o un ricordo. Il parquet al quarto piano, poi un ascensore che trema, e qui sotto due occhi bianchi senza pupille.









