Miss U.
@smokinginthedarkness
“Non ti prenderò in giro: sono un casino.
La mattina sono orribile, con il mascara colato che la notte precedente ho dimenticato di togliere e i capelli aggrovigliati. Sono pure più acida del latte scaduto, proprio acida acida, antipatica, sarcastica e anche un po’ misantropa. Poi sono strana, ma non quella stranezza adorabile che hanno le ragazze un po’ hipster, oh no, io sono strana forte, talmente strana che a volte non mi capisco nemmeno io. Odio chiunque mi stia accanto, eppure ho bisogno di sentire una presenza costante che non mi faccia mai sentire sola, perché, sai, io mi sento sola pure su un pullman all’ora di punta. Poi non amo uscire, però amo stare all’aperto, e amo il mare, eh sì, quello sì. Ma non mi piace il mare estivo, quello carico di creme solari e braccioli galleggianti, ho un debole per quello invernale, quello freddo dove non entreresti nemmeno sotto tortura ma che guarderei volentieri per il resto della mia vita. Magari con te, magari abbracciati. E non ho nemmeno poi così tanti amici, o magari li ho, ma sono troppo presa dalla mia autodistruzione per farci caso, già, ho anche degli enormi problemi d’autostima, forse un po’ di depressione, ma questo non te lo dirò. Forse ho dimenticato di dirti che mi odio, forse l’ho fatto. Ah, e inoltre sono un disastro nei rapporti, che siano d’amicizia, interpersonali o d’amore. Non so relazionarmi con la gente, sono troppo chiusa, troppo estroversa, troppo insicura, troppo esuberante, e chi lo sa? Sta di fatto che a volte sto meglio da sola e altre volte sono sul punto di scoppiare a piangere ogni volta che mi ritrovo per conto mio. Non ti conviene affezionarti a me, perché in fin dei conti non mi amo nemmeno io, come potresti farlo tu? Questa sono io.
Ho un groviglio di capelli spettinati e pieni di nodi.
Ho dei semplici e inutili occhi castani. Ho delle labbra sottilissime. Mi mangio spesso le unghie e il mio trucco si sbava facilmente.
Non mi vesto come una top model e non ho nemmeno una maglia della Hollister. Sono ansiosa, paranoica, insicura, timida, permalosa, irascibile, gelosa, a volte acida.
Ma sono anche dolce. Davvero.
Se solo le persone si fermassero e cercassero di scavare nella mia anima troverebbero valanghe di dolcezza. E di bisogno di affetto.
Non ho un miliardo di ‘amiche’ con cui parlare ogni secondo.
Molte delle persone che conosco mi usano solo per i loro scopi senza nemmeno dirmi un semplice ‘grazie’.
Non mi piace uscire di casa. Preferisco stare sotto le coperte a leggere un libro o a guardare un film.
Amo mangiare, dormire, viaggiare.
Amo gli abbracci, anche se non li ricevo spesso.
E amo le persone troppo alte, o troppo basse.
Lo so, sono strana.
Non sono come le altre.
Non mi ‘innamoro’ un ragazzo diverso ogni giorno.
Non ho milioni di ex.
Non ricevo fiori a San Valentino, né milioni di messaggi su Whatsapp.
Ma so amare.
E forse ne do anche troppo di amore, soprattutto a persone che non lo meriterebbero. Sono la pagina situata a sinistra di un quaderno. Quella che fa scrivere male, che tutti odiano. Quella che quando si è alle elementari si fa di tutto per saltare. Sono le spine di una rosa rossa.Sono le alghe rosse in un mare limpido. Sono un caffè senza zucchero bevuto dopo un dolce. Sono quel minuto di silenzio che mette in imbarazzo, che si sente in imbarazzo. Sono due guance che arrossiscono troppo facilmente, che diventano mele, pomodori e peperoni. Sono il mostro nascosto sotto al letto e che ti tiene la mano quando è buio pesto.Sono la paura che fa coprire gli occhi. Sono la voglia di morire. Sono orribile. Se il nome si dovesse scegliere in base alla personalità, mi chiamerei Debolezza. Sì, insomma, sono fragile e debole, invece di arrabbiarmi e cominciare ad insultare il mondo, io scoppio in lacrime.
Sono una ragazza un po’ paranoica, hai presente quelle che si fanno mille sogni, speranze e delusioni anche con un solo nome? Ecco. Sarei capace di immaginare la mia vita intera in cinque secondi, al quinto secondo immaginerei la mia morte.
La mia pelle è fatta di insicurezze e paure. Dai i miei occhi traspare tutta la timidezza che c’è in me. Ho una bocca che parla poco per paura di sbagliare. Sono piccola, forse perché questo mondo è fatto per i grandi, quelli sicuri di sé, quelli belli, quelli superficiali, quelli senza paure, e io non appartengo a questo mondo.
Sono sensibile. E odio esserlo, perché si sa, le persone sensibili sono quelle che sanno leggere l’anima delle persone, quelle che sanno vedere la tristezza e la mancanza dietro un sorriso ma purtroppo anche quelle che perdono sempre, quelle che soffrono il doppio, quelle che si sentono in colpa pur essendo innocenti. Quelle che vengono sempre ferite.
Sono estremamente pessimista, riuscirei persino a trovare il lato negativo in un bel voto, in un regalo, in un bacio, in un amore, in tutto.
Sono una ritardataria e spesso dimentico le cose, ma le persone non le dimentico mai, nemmeno i particolari, sono strana e incomprensibile.
Dio se sono incomprensibile. Pretendo di essere capita anche solo con uno sguardo, preferirei mille volte un libro ai fiori, ai trucchi, ai vestiti firmati. Sceglierei sempre un film oppure un concerto al posto della discoteca.
E mi odio, mi odio perché spesso faccio del male alle persone che voglio bene, col mio carattere complicato, con i miei ‘periodi no’, con le mie assurde pretese, con i miei capricci, con i miei silenzi.
Io non sono come vorrei essere.
Mi dispiace