“Il tuo cuore sai è pieno di stronzi
Ma tanto ormai a te chi ti ammazza?”
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH
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祝日 / Permanent Vacation
he wasn't even looking at me and he found me
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@imperfectlix
“Il tuo cuore sai è pieno di stronzi
Ma tanto ormai a te chi ti ammazza?”
“Lei era nata per esplodere sola
e amava, amava e amava,
ma si teneva sempre tutto dentro”
“Mi spacco il cuore tra i mille calmanti,
mi su calma il cuore se ci sei tu a pensarmi”
"Come posso aspettarmi che tu mi ami quando nemmeno io amo me stessa?"
"Se non ami te stessa,
gli altri lo useranno
per giustificare la loro incapacità
di amarti"
“Lasciarti andare davvero,
vorrei fosse più semplice.
Lasciare andare tutto quello che è stato, sai, archiviarlo
metterlo da parte tipo come in un cassetto
e non pensarci troppo
e non pensarci più
e non pensarci di scatto mentre sto dormendo
e non vivere dentro un fottuto déjà vu,
lasciarti andare davvero
andare avanti davvero
chiudere gli occhi e non vedere i tuoi mezzi aperti
non avere come l’impressione di vederti ovunque sui mezzi,
lasciarti andare e basta
senza alcun rimorso
senza alcuna speranza
mantenendo la distanza,
lasciarti andare davvero
vorrei non fosse così complicato
vorrei non dovermi ritrovare
ogni volta che ci provo
in un angolo di mondo a guardare un angolo di cielo così a caso
ma di sicuro senza fiato.
Vorrei non mi facesse così male.
Lasciarti andare sul serio,
vorrei fosse possibile davvero”
Volevo solo essere tua. E tu hai scelto lei.
“Hardin is like a drug; each time I take the tiniest bit of him, I crave more and more. He consumes my thoughts and invades my dreams.”
― Anna Todd, After
Quando un’amicizia finisce.
I litigi erano diventati davvero frequenti, e sempre per gli stessi motivi. Ormai avevamo perso la luce che ci aveva accompagnati all’inizio del rapporto. Ci siamo mandati a fanculo un numero indefinito di volte certo, ma l’ultima è stata quella fatale. Discussioni da mal di testa in cui, sistematicamente, dovevo difendermi da attacchi ingiusti. All’inizio tentavo di dire che non era come pensava, ma poi, perso anche l’ultimo granello di pazienza, lo mandavo a quel paese abbassandomi al suo livello, perchè la testa cedeva e con lei crollavano anche l’educazione, il rispetto e il filtro degli insulti. Cazzo. Trascorrevamo molto tempo su una chat, a volte per dirci che ci volevamo bene, a volte per litigare, poco importava, l’importante era sentirsi spesso. Davanti a quello schermo a fonderci il cervello e, quando le discussioni si facevano accese, con i pollici di fuoco iniziava la gara a chi scriveva per primo e con maggior fermezza. Il giorno dopo invece la gara era a chi resisteva di più per non cercare l’altro. Da fuori, mi rendo conto che vedermi accanire contro il telefono doveva essere imbarazzante, mentre digrignavo i denti e muovevo le labbra strette, come se dovessi pronunciare le parole da dentro la mia bocca per farle poi uscire tramite i polpastrelli che battevano veloci sulla tastiera. Spesso respiravo in modo affannato e sbuffavo, il tutto in mezzo a persone che non ne sapevano niente ed era meglio così, perchè spiegare che stavo litigando per un nonnulla con un amico, no, non sembrava abbastanza teatrale, non mi avrebbero capito, non gli avrebbero dato la giusta importanza, quella che invece io gli stavo dando in modo esagerato. Però io non riuscivo a ignorare le insinuazioni e gli sputtanamenti alle spalle, e soprattutto il fatto che non mi credeva quando gli davo spiegazioni che non gli dovevo, cedendo alle sue stupide provocazioni mentre tutto quello che avrei dovuto fare era gettare il cellulare lontano da me e far finta di niente, perchè non avevo proprio nulla di cui dovermi giustificare. Così alla fine arrivò la goccia che fa traboccare il vaso, la lacrima che fa traboccare il pianto, e il nostro legame si spezzò per sempre. Ero caduto nel vuoto tutto d’un colpo, ci stavo male ma sapevo che era meglio così, non poteva andare diversamente. Con il passare del tempo il silenzio sembrava la cosa più bella del mondo. Finalmente avevo capito che quel rapporto era nocivo, era a senso unico e mi faceva solo stare male. Ero stato sostituito con qualcuno migliore di me, mentre io non avrei mai sostituito lui con nessun'altro al mondo. Chiaramente mi mancava, ma sapevo che dovevo resistere e andare avanti, finchè pian piano non mi sarei sentito meglio. Forse più libero. Lo avrei tenuto stretto nei ricordi, perchè la nostra amicizia era sempre stata nella mia testa e lì doveva rimanere. Ora dovevo pensare a ritrovare una sorta di pace. Poter di nuovo ascoltare una conversazione nel mondo reale, nel presente tangibile e concreto, senza il pensiero di dover controllare i messaggi e di dover rispondere in fretta, il sollievo di non dover più tornare nel mondo della guerra, fatto di offese gratuite, insinuazioni infondate e giustificazioni, un mondo che mi stava uccidendo lentamente.
Quando ti senti sola, ma nessuno se ne accorge; quanto ti senti oppressa ma non hai nessuno con cui parlarne; come si fa ad andare avanti?
occhi-bui
Si, le rotture fanno male,
ma hai mai visto il tuo migliore amico
diventare un estraneo?
What good are flowers without water?
What good are promises without actions?
Ogni rosa diventa profumata
solo se viene curata,
e io non sapevo di niente prima di incontrarti
e adesso, invece,
profumo di te
Ci siamo fatti male e poi
ognuno per i fatti suoi.
E ci siamo detti le cose peggiori
ci siamo amati e siamo rimasti soli
E se niente dura per sempre
il mio niente puoi essere te
Ti manca e glielo stai dicendo in silenzio
“Do you remember when you asked me
who I loved the most in the world?
It's you. You're the person that
I love most in the world”