Nelle presentazioni dei libri gli autori dei libri dovrebbero stare zitti.
Le presentazioni dei libri hanno per oggetto i libri e non gli autori dei libri, rispetto ai quali quello che avevano da dire l'hanno già scritto nei libri medesimi. Ma ogni libro letto (diverso sarebbe per i libri non letti o non ancora letti, dove basta la pubblicità progresso) ha intorno a se' almeno due soggetti: l'autore del libro, di cui abbiamo già detto, e il lettore del libro, che ha fatto un'esperienza tutta sua, della quale si può parlare (per esempio durante una presentazione del libro) oppure scrivere.
Siccome alla presentazione pubblica di Sognando Maria Callas nella più bella libreria di Genova non ne ho parlato, ne scrivo qua riassumendo per coriandoli quello che avrei detto ieri agli altri lettori del libro e pure all'autore del libro, Alessandro Ansuini.
Avrei detto tre cose: la prima sarebbe stata un consiglio, ossia quello di leggere il libro partendo dalle note, ossia dalla seconda parte del libro, quella che riproduce un mondo, il Mondo, da cui ogni storia e' tratta, compresa quella di Enea e dei suoi amici. È un'idea di mondo, dell'unico mondo esistente, quello sterminato e irriproducibile se non per esperienze di frammenti, per rappresentazione del brodo in cui si coltiva ogni evento e ogni intelligenza degli eventi. Da questo brodo precipitano gli eventi e quindi anche la storia di Enea, come ogni altra storia, ed è quindi da lì, dal brodo, che avendo letto il libro per tre volte consiglierei di partire, consapevolmente, con la voce bassa eppure ferma di chi indica la via migliore per salire la parete fino in vetta.
La seconda sarebbe stata un giudizio tecnico sulla struttura del libro, che rispetto a ciò che si studia, si sperimenta e perfino si consolida nel sottoinsieme della creazione multilivello, dell'ipertesto, della letteratura potenziale fa un poco tenerezza, nella sua scelta ultrabasic del facsimile di link, del collegamento in sottolineatura tra parte del racconto e la sua nota derivata. Nell'ottobre dell'anno domini 2015 questa struttura che atterra su un libro di carta edito in ISBN e' così ultrabasic da fare appunto tenerezza, ma una tenerezza che sa di buono, come la nota fuori testo, creata a mano che Alessandro regala ai presenti. Una scelta da artigiano, un artigiano della carta, che cuce a mano con orgoglio clandestino i suoi libri, librini o libretti per lasciarli galleggiare nel mondo, dove si va.
La terza e ultima cosa che avrei detto sarebbe stata un ringraziamento per Alessandro, come si dice per la squadra del cuore un grazie di esistere e anche di pensare, perché prima di ogni creazione (un testo, una poesia, un film, una musica, un sugo per accompagnare i maccheroni) c'è un pensiero e a me interessa, sono curioso di sapere cosa pensano gli altri e cosa deriva, nel mondo, da questo pensiero. Alessandro non pensa come me, per fortuna non pensa come nessun altro, ma per fortuna pensa e crea. E il mondo si ricrea da ogni pensiero che defluisce e si deposita, per strati, per derivate.
E più invecchio, più mi incuriosisco di come imprevedibilmente vada.