Una malattia che ti mangia dentro
Ho 18 anni, da sempre mi sono trovata bene con il mio corpo. Sono sempre stata magra però al punto giusto. Pancia piatta e le forme definite, non mi sono mai lamentata. Due anni fa, purtroppo, è cominciata la svolta. Non ho mai desiderato dimagrire, non ho mai voluto avere quello spazio tra le gambe come molte ragazze desiderano, non ho mai voluto essere magra come le ragazze in passerella, amavo e amo tutt’ ora le forme in una ragazza. Amavo la carne. Non so cosa sia successo di preciso però un giorno mi sono guardata allo specchio e ho notato di essere dimagrita molto.
Non sapevo cosa stava succedendo però sapevo che ero triste, ero triste e avevo questa costante ansia che non mi faceva mangiare. Mi mettevo al tavolo e la mia mente viaggiava e l'ansia si faceva sentire, avevo lo stomaco sotto-sopra e di conseguenza non riuscivo a mangiare. Non me ne rendevo conto ma non mangiavo più come prima, avevo fame però nella mia mente dicevo; ‘mangio quando mi passa l'ansia’ e l'ansia non passava mai. Passavano mesi, io sempre con la solita storia. Mi rendevo conto che ci voleva poco per farmi mangiare, a casa non mangiavo, stando a casa da sola i miei pensieri si facevano sentire e quando ero fuori, a scuola o con amici ero molto più serena e mangiavo molto volentieri. Non avevo bisogno di tanto, solo di qualcuno che mi stesse vicino, avevo bisogno d'amore e sentirmi rassicurare.
Certo è facile capire cosa vuoi però è difficile che qualcuno ti capisca. Ogni giorno mi sentivo dire ‘quanto sei magra’ , 'come ti stanno male questi jeans’ , 'ti si vedono le ossa’. A volte quando mi incontravo qualcuno per strada la prima cosa che mi dicevano a posto del 'ciao’ era; 'ommioddio quanto sei dimagrita!’ e io mi sentivo sbiancare.
Mi veniva da piangere per la persona che ero diventata e nessuno capiva, continuavano a dirmi 'mangia’, 'mangia’.. come se fosse facile. Ho continuato così ancora per altri mesi, era estate, ero andata al supermercato a fare due spese finché all'improvviso mi sono sentita debole, sono andata alla cassa per far veloce e all'improvviso mi sono sentita spegnere, letteralmente, ho chiuso gli occhi e mi sono ritrovata sdraiata con tutta la gente intorno e una signora che mi diceva 'ho insegnato per 40 anni e ho visto morire una ragazza davanti ai miei occhi per colpa di questa malattia’, ho realizzato di essere messa male.
Da quel giorno ho cominciato a fare delle visite in un centro dei disturbi alimentari, vedevo ragazze e ragazzi come me e forse peggio. C'era una differenza tra me e loro. Loro desideravano essere magre, io desideravo ingrassare, era quella la bellezza per me, la carne. Però anche loro come me non avevano bisogno di tanto, un po’ d'affetto.
Molte persone non capiscono la gravità di questa malattia, una malattia che ti mangia dentro. Non è un capriccio, è un disagio che ti mangia nel vero senso della parola.
Se avete una persona vicino a voi affetta da questa malattia per favore, non lasciatele sole. Non lasciatele mai sole con i loro pensieri perché è la cosa che più le distrugge.
Fate a loro complimenti e soprattutto sentire a loro agio.
Dite a loro che non servono chili in meno per farle diventare 'belle’.
Portatele fuori, fatele divertire.
Fatele ridere e urlare a squarciagola.
Mostrate a loro quanto sia bella la vita e che non mangiare porta solo alla morte.
Dovete farle sentire sicure, amate e belle, belle come solo loro sanno essere.