" Io non mi piaccio mai. Sono talmente autocritico,che non mi suicido per non lasciare un biglietto che mi sembrerebbe ridicolo." Massimo Troisi
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" Io non mi piaccio mai. Sono talmente autocritico,che non mi suicido per non lasciare un biglietto che mi sembrerebbe ridicolo." Massimo Troisi
Vanno vengono ogni tanto si fermano e quando si fermano sono nere come il corvo sembra che ti guardano con malocchio
Certe volte sono bianche e corrono e prendono la forma dell'airone o della pecora o di qualche altra bestia ma questo lo vedono meglio i bambini che giocano a corrergli dietro per tanti metri
Certe volte ti avvisano con rumore prima di arrivare e la terra si trema e gli animali si stanno zitti certe volte ti avvisano con rumore
Vengono Vanno ritornano e magari si fermano tanti giorni che non vedi più il sole e le stelle e ti sembra di non conoscere più il posto dove stai
Vanno vengono per una vera mille sono finte e si mettono li tra noi e il cielo per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
Fabrizio De Andrè
Non le ho detto niente, la guardavo e m'innamoravo
Massimo troisi
C'era l'aria di festa e fra i colori anche il blu, forse c'era dell'altro ma c'eri anche tu.
Rino Gaetano
comunque vada, il cielo sarà sempre più blu
….tanta malinconia….
Ricordo tutto. I Sanremi, il cilindro e la maglietta a righe, il cappello da esploratore. Io amo i cappelli e forse è colpa sua.
Jovanotti a Rino Gaetano
La storia d’amore fra Oriana Fallaci e Alekos Panagulis. Un amore incredibile che li ha resi una delle coppie più iconiche del Novecento. Ecco una lettera che rappresenta il loro rapporto speciale. (1976)
Alekos caro, ti scrivo nuovamente per dirti che sono stata felice di ascoltarti una seconda volta a telefono. Anche se non possiamo dirci molte cose perché tu non capisci nulla di quello che dico e io non capisco nulla di quello che dici, udire la tua voce è bellissimo. Io, dopo, mi sento meglio.
Ti ringrazio per la risposta alla mia domanda su «cosa significa essere un uomo». (…) È una splendida risposta, migliore della poesia di Kipling. Forse la userò aggiungendo alle tue parole questa domanda per me: «E per te, cos’ è un uomo?». Così io potrò replicare così: «Un uomo è… una creatura come te. È te».
Tuttavia un particolare della tua risposta mi ha turbato. Quello che Andreas ha tradotto: «To love without permitting one love to become an handicap». In italiano: «Amare senza permettere a un amore di diventare un ostacolo». Ho creduto di capire che dicevi questo a me, non agli altri.
Ebbene: io non sono e non sarò mai un ostacolo, un handicap. Io so che esistono cose ancora più grandi dell’ amore di una persona o dell’ amore per una persona.
Ad esempio, un sogno. Ad esempio, una lotta. Ad esempio, un’idea.
Ciao a sabato. Al massimo, domenica. E, se posso, prima (…). Finito il lavoro a Bonn, mi fermerò in Italia per salutare mia madre che è malata. Poi volerò subito da te. Non pensare nemmeno un momento di abbandonare la clinica quando arrivo io. Se devi stare in clinica, starai in clinica. E io ti farò compagnia in clinica con una profonda conversazione in greco. Oppure giocando a scacchi. Ok? Aspettami. Io ti ho aspettato tanto.
“Verranno a chiederti del nostro amore” è l’ottava canzone del concept album – vale a dire un album musicale i cui brani seguono un filo logico al fine di raccontare una storia – “Storia di un impiegato”, pubblicato nel 1973. La canzone è stata dedicata, come confermato dal figlio di De André, Cristiano, alla prima moglie del cantautore, Enrica Rignon.
L’amore di cui parla questa canzone non è infatti quello di un rapporto di affetto incondizionato e profondo, bensì piuttosto di un’unione quasi fittizia, di facciata, in cui è palese che i due sono persino arrivati a tradirsi. È per questo che, già dai primi versi, l’impiegato chiede alla consorte di non esporsi eccessivamente parlando del loro rapporto («un amore così lungo tu non darglielo in fretta»), dandolo in pasto «a quella gente consumata nel farsi dar retta» (i giornalisti assetati di notizie).
I due sembra siano profondamente diversi per indole e soprattutto aspirazioni sociali, infatti lui è dentro di sé un rivoluzionario. lei invece è tendenzialmente una donna borghese, moderata; è per questo che, forse, entrambi durante il loro rapporto cercavano di cambiarsi a vicenda («non sono riuscito a cambiarti / non mi hai cambiato lo sai»), pur non riuscendoci.
Aida, Rino Gaetano.