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E-SPORTS: prossimamente alle Olimpiadi
No, non è una pubblicità cinematografica, ma la news che ha rivoluzionato, e in parte destabilizzato, il mondo sportivo ed olimpionico negli ultimi mesi.
Gli Electronic Sports saranno presenti come disciplina effettiva alle Olimpiadi del 2024; ma andiamo a conoscere meglio gli E-Sports.
La bandiera olimpica Fonte: Wikipedia
Gli sport elettronici sono con tutta probabilità, la nuova frontiera del connubio sport-tecnologia.
C’è chi li chiamerebbe semplicemente videogiochi, ma non molti sanno che per i professionisti del settore, tutto questo è lavoro e passione, con ore e ore giornaliere passate ad allenarsi.
Un team durante una competizione Fonte: Google immagini
Lo sforzo è solo in minor parte fisico, ma la fatica mentale e la concentrazione per arrivare al top della prestazione devono essere molto alte.
Gli E-Sports raccolgono moltissimi concept diversi: si possono trovare giochi sportivi come i campionati di “FIFA” della Electronics Art, di “NBA 2K” programmato dalla 2K Sports o campionati automobilistici e motociclistici.
Ci sono poi E-Sports di squadra, a mio avviso molto più interessanti, a causa della coesistenza di più personalità che arrivano ad essere connessi intellettualmente e ragionare come un unico individuo.
Un esempio illustre è il gioco della Riot Games “LEAGUE OF LEGENDS”, del quale sono un appassionato e mi diletto ogni tanto a giocarci. Un 5 vs 5 in cui l’obbiettivo è abbattere la base nemica.
League Of Legends Fonte: Google immagini
Ma la conoscenza che ci deve essere alla base del gioco per dei buoni risultati, vanno oltre la conoscenza comune; infatti soltanto una piccolissima fetta di persone che ne partecipano (milioni e milioni), si possono definire PROFESSIONISTI.
Negli ultimi anni gli sport elettronici stanno avendo sempre più successo nel pubblico, che ormai considerano i campionati europei, americani, asiatici e mondiali come fonte di intrattenimento, basti vedere i cospicui premi che arrivano dalle sponsorizzazioni a chi partecipa, ma soprattutto a chi vince i tornei.
A prova del crescente successo, un paio di mesi fa, la piattaforma a pagamento SKY, ha introdotto un canale nell’abbonamento dedicato agli E-Sports.
Canale tematico dedicato agli Electronic Sports
Fonte: Google immagini
Ormai questa nuova forma di sport sta avendo un seguito tale, che è impossibile da ignorare e gli “atleti” perchè ormai sembra giusto chiamarli così, meritano un palcoscenico che l’olimpiade può dare.
Post scritto da Marco Orlandin
E-SPORTS: prossimamente alle Olimpiadi di Marco Orlandin è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. Based on a work at https://sporttechdevelopment.tumblr.com/post/169509980076/e-sports-prossimamente-alle-olimpiadi.
La mia esperienza nel web all’inizio del millennio
Nel mondo d’oggi siamo pervasi dalla tecnologia, e le nuove generazioni crescono sin da piccoli con questo nuovo tipo di “amico”.
Il mio primo contatto con la tecnologia in maniera consistente è avvenuto all’età di 7 anni con l’inizio della scuola elementare.
Nella città da cui provengo l’innovazione tecnologica è stato il motivo della crescita cittadina: l’Olivetti per Ivrea e per tutto il mondo ha rappresentato un trampolino di lancio importante per il Personal Computing.
Macchina da scrivere Lettera 22 della Olivetti
Fonte: Google immagini
Di conseguenza il mio primo approccio con il computer è stato più di tipo storico e analitico, grazie anche ad un progetto portato avanti dalla scuola elementare.
Certamente questo non è stato l’unico mio primo approccio con la tecnologia, per quanto riguarda il gaming, ho iniziato a giocare con la Play Station 1 sin da quando ero piccolo e questo è stato forse il primo vero e proprio avvicinamento alla tecnologia.
Immagine della Play station 1 Fonte: Google immagini
Per quanto concerne internet e il primo contatto con i social network, non è avvenuto troppo presto; infatti la mia iscrizione a facebook risale al 2011, e prima di allora la mia presenza su internet era per lo più per ricerche scolastiche o ascolto di musica su YouTube.
Logo YouTube Fonte: YouTube
Quando ho deciso di ampliare il mio utilizzo di Internet, esso è stato un po’ un salto nel vuoto, come credo un po’ per tutti, perchè non sapevo bene ciò che avrei potuto fare e trovare.
A ripensarci non credo che il mio utilizzo della grande rete fosse per necessità, ma più per curiosità. Ora mi rendo conto come tutto il mondo possa essere rinchiuso all’interno di una rete enorme che però ha le sue insidie e i suoi vantaggi.
Immagine esemplificativa della rete di connessioni nel mondo
Fonte: Google immagini
In questi ultimi mesi ho avuto modo di avvicinarmi al mondo finanziario delle criptovalute; esse sono l’esempio lampante di come possa essere potente e influente internet e la tecnologia al giorno d’oggi.
Pensare 15 anni fa che una moneta virtuale come il Bitcoin, al di fuori del controllo delle banche centrali, avrebbe potuto diventare una moneta di scambio ormai accettata per la maggior parte delle transazioni, sarebbe stata considerata una pazzia.
Detto ciò, in me è ancora rimasta quella curiosità che ebbi all’inizio della mia avventura in internet, per scoprire fino a che punto tutto ciò ci influenzerà e ci cambierà.
Post scritto da Marco Orlandin
La mia esperienza nel web all’inizio del millennio di Marco Orlandin è distribuito con Licenza
Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale
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Based on a work at
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Storia della tecnologia negli sport americani
Quando si parla di sport e innovazione è impossibile non pensare alla tecnologia, e in questo senso gli Stati Uniti sono sempre stati un passo in avanti. Il cosiddetto “Occhio di Falco”, introdotto da qualche tempo, ha già avuto un impatto molto positivo su tennis e cricket, i tabellini (e tabelloni) elettronici sono presenti ormai in ogni impianto e accompagnano ogni diretta tv, mentre la goal line technology già da qualche anno è stata introdotta anche in Italia.
In termini di innovazione però, il mondo dello sport a stelle e strisce ha dimostrato di avere sempre una marcia in più, introducendo una serie di nuove tecnologie fin dal secondo dopoguerra che sono diventante col tempo di utilizzo comune anche nel resto del mondo.
Eccone elencate in ordine cronologico alcune di queste che hanno segnato la storia dello sport.
INTRODUZIONE DEL CRONOMETRO DEI 24 SECONDI
NBA, siamo nel 1954 quando venne introdotta per la prima volta la regola dei 24 secondi. In sintesi, la squadra che attacca deve segnare un canestro entro 24 secondi dal momento in cui prende controllo della palla. Il tempo era segnato proprio da questo cronometro, quindi era impossibile sfuggire alla tecnologia. Questa regola fu introdotta per evitare che la squadra in attacco possa perdere tempo se è in vantaggio, come avviene ad esempio nel calcio. Ancora oggi è in vigore, in quanto ritenuta fondamentale per la fluidità del gioco.
Vecchio cronometro utilizzato nelle partite di basket. Fonte: ilgiocodelbasket
SENSORI DI PRECISIONE E FISCHIETTO DELL’ARBITRO
Ci troviamo sempre in NBA, questa volta però nel 1992. Ai fischietti degli arbitri vennero collegati dei sensori che permettevano lo stop immediato del cronometro ad ogni singolo fischio. Questa innovazione permise di “sfruttare” al meglio la regola dei 24 secondi descritta precendentemente.
Due anni dopo, nel 1994, in NFL vennero installati dei piccoli auricolari all’interno dei caschi dei giocatori, il che ha portato ad un miglioramento della comunicazione in campo tra giocatore-allenatore e giocatori stessi.
GRAFICHE TV
Come sappiamo, i televisori (sia quelli di vecchia generazione che di nuova generazione), hanno sempre trasmesso eventi sportivi, per tutti coloro che, come me, amano lo sport ma non possono andare a vedere ogni singola partita della propria squadra del cuore allo stadio. Nel 1996, vennero adottate dalle televisioni degli accorgimenti per rendere più chiara agli spettatori la traiettoria dei dischi durante le partite di NHL.
Nel 1998 invece, sugli schermi che trasmettevano le partite di NFL, venivano tracciate delle linee immaginare in sovraimpressione per indicare il limite di 10 Yard dal punto del Down (Per chi non fosse esperto, è un po simile alla linea immaginaria del fuorigioco durante i match di calcio).
Linea del fuorigioco in una partita di calcio. Fonte: PremiumSport
RACCOLTA DI DATI
In NBA qualche anno fa venne introdotto il “Player Tracking”, ovvero una tecnologia usata per tracciare contemporaneamente tutti i giocatori sul parquet in modo da avere uno spettro completo delle statistiche dei giocatori, dai chilometri percorsi ai palloni toccati. Inoltre venne accettata la richiesta da parte degli allenatori di poter utilizzare dei tablet in campo che permettevano di rivedere le azioni precedenti della partita. Post di Fabio Cricelli
Quest'opera di Fabio Cricelli è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Le tecnologie che stanno rivoluzionando lo sport
Il taccuino dell'allenatore per prendere gli appunti, il massaggiatore lungo le strade del Giro d'Italia per dare gli ultimi suggerimenti ai ciclisti prima di affrontare la salita finale, l'occhio attento dello scout pronto a scoprire un nuovo talento in giro per i campi di provincia. Pratiche comuni per chi fino a venti anni fa lo sport lo viveva da protagonista, ma adesso però la situazione sta cambiando radicalmente.
Negli ultimi anni si è assistito a un incremento nell'uso di tecnologie per vari scopi, come migliorare le performance degli atleti, o anche per evitare errori e sviste arbitrali durante un match. Ma andiamole a vedere nel dettaglio.
Dispositivi wearable
Con il termine wearable technologies si intendono tutte quelle tecnologie portabili ed indossabili, modellate attorno al corpo delle persone, che vengono utilizzate come supporto per le stesse. La rilevazione di dati ed il monitoraggio di segnali del corpo, permettono a queste tecnologie di diventare un valido assistente per i bisogni dell'utente.
Hanno riscosso un grande successo, specialmente nel ciclismo, che è lo sport che ne ha beneficiato di più. Grazie ai cardiofrequenzimetri l'atleta può tenere costantemente sotto controllo il proprio battito cardiaco e capire quando può effettuare uno scatto (che richiede un grosso dispendio di energie), oppure rallentare il ritmo. Con l'introduzione di radioline e dei misuratori di potenza che segnalano i watt prodotti dall'atleta, tutto diventa più facile. Ogni ciclista controlla la potenza sviluppata per capire l'andamento della corsa e adattare la propria condotta al ritmo della gara.
Lo scatto di Pantani su Galibier, negli anni in cui la tecnologia ancora non dava grossi aiuti ai ciclisti. Fonte: www.yupper.it
Allo stesso modo, sia nel calcio sia nel rugby, gli atleti indossano dei sensori portatili che ne segnalano la posizione e lo sforzo compiuto. I dati sono elaborati dai computer e sono utilizzati solitamente dallo staff tecnico durante l'analisi delle partite.
La VAR technology
Come detto prima, l’introduzione delle nuove tecnologie nello sport ha anche lo scopo di evitare errori, alcuni anche piuttosto grossolani, da parte dei direttori di gara. E’ proprio questo lo scopo principale della VAR TECHNOLOGY.
Col termine “VAR" (Video Assistant Referee), ci si riferisce ad un assistente addizionale che esamina le decisioni degli altri arbitri in campo tramite l'ausilio di filmati, per rivedere le azioni più controverse e non cadere in errore.
Fino all’anno scorso, l’unica tecnologia presente in un campo di calcio era la cosiddetta Goal Line Technology, che serve a verificare la validità dei gol, per ridurre gli episodi di goal fantasma.
Grafica durante l’utilizzo della Goal line technology. Fonte: Skysport
A primo impatto, la VAR potrebbe essere confusa con la “moviola in campo”, ma in realtà si tratta di due cose differenti poiché, al contrario di quest'ultima che si focalizza su ogni singolo episodio e su ogni decisione arbitrale, tale sistema è utilizzato esclusivamente in quattro particolari occasioni, ovvero: assegnazione di un goal, assegnazione di un rigore, espulsioni e nei casi in cui vi fossero scambi di persona (ad esempio un'ammonizione data ad un calciatore differente da colui che ha commesso effettivamente il fallo).
Sebbene però si tratti di una tecnologia che può essere molto utile ai fini del risultato, siccome permette al direttore di gara di avere una visione a “360 gradi” di tutti gli episodi nel corso di una partita, non mancano le critiche da parte sia dei tifosi che dei calciatori stessi.
I motivi principali di queste critiche sono:
Una fluidità del gioco sempre più scarsa, in quanto il tempo impiegato dall’arbitro per esaminare un episodio davanti alle telecamere, provocherebbe lo “spezzettamento” della partita.
Il fatto che, seppur venga utilizzata una telecamera per rivedere i replay di un epidodio, il giudizio spetti sempre al direttore di gara, che potrebbe sbagliare ugualmente avendo interpretato male tali filmati, come successo in alcuni episodi.
Critiche o non critiche, solamente il tempo potrà dirci se quella della VAR technology è stata una scelta azzeccata o meno, infatti dalla stagione 2017/2018 verrà utilizzata, tra le altre, anche nella nostra Serie A.
Post scritto da Fabio Cricelli
Quest'opera di Fabio Cricelli è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Quando tutto ebbe inizio
Ciao a tutti,
mi chiamo Fabio, ho 19 anni e sono uno studente di ingegneria meccanica presso il Politecnico di Torino. Grazie al corso di Rivoluzione Digitale, tenuto dal professore Juan Carlos De Martin, ho avuto la possibilità di aprire questo blog insieme ad altri due miei compagni e colleghi.
Essendo un grandissimo appassionato di sport, e di calcio in particolare, quale altro argomento avrei potuto trattare se non quello della tecnologia applicata ad esso?
Oggi però, voglio parlarvi di come tutto ebbe inizio, ovvero del mio primo approccio con Internet e col mondo digitale.
Avevo circa 8 anni quando mia madre comprò al supemercato un pacco di merendine ed io notai che dentro la confezione si trovava un gioco in formato CD-ROM. Si trattava del gioco “I Lunes e la sfera di Lasifer”, chi non ci ha mai giocato?
Copertina del gioco “I Lunes e la sfera di Lasifer”, fonte: Google Immagini
Mi fiondai allora sull’unico computer che avevamo in casa e con l’aiuto di mio padre iniziai subito a giocarci. Questa è stata la prima volta che utilizzai un computer.
Spinto dalla curiosità, chiesi a mio padre di parlarmi delle altre utilità di questo strumento, e lui mi mostrò i vari giochi come Pinball, Spider, Prato fiorito, ma soprattutto mi parlò di Internet, come mezzo di informazione.
Da quel momento in poi, Internet diventò essenziale per me, dalle ricerche più semplici come i risultati di una partita di calcio, fino a ricerche più elaborate su Wikipedia, per scopi scolastici e anche culturali.
Logo di Wikipedia, fonte: Wikipedia
Negli anni delle scuole medie, io e i miei compagni di classe scoprimmo una piattaforma di messaggistica online, Windows Live Messenger (comunemente chiamato “MSN”), ed elettrizzati dalla cosa non vedevamo l’ora di tornare a casa da scuola, accendere il portatile e ritrovarsi a interagire tutti insieme, chattando e giocando. Ricordo che passavo ore intere a parlare con i miei compagni, fin quando mia mamma entrava in stanza a dirmi di andare a studiare. Che trauma.
Logo MSN, fonte: Google Immagini
In breve, sono state queste le mie prime esperienze con Internet, e col tempo ho continuato ad utilizzarlo sempre di più, anche perchè come tutti sappiamo, negli anni successivi il mondo digitale si è sviluppato in modo esponenziale ed è diventato alla portata di tutti, con connessioni (Wi-Fi e non) sempre più veloci e con la nascita dei vari social come Facebook, Twitter, Whatsapp, Instagram e Youtube, ai quali si può accedere facilmente anche con il proprio smartphone.
App social in uno smartphone, fonte: Google Immagini
post scritto da Fabio Cricelli
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Il futuro del calcio mondiale: LA VAR TECHNOLOGY
Un saluto a tutti i lettori del blog,
io sono Marco, un comune studente di ingegneria e appassionato di calcio e sport in generale. Grazie alla possibilità che mi è stata data dal corso di Rivoluzione digitale del Politecnico di Torino, ho potuto aprire questo blog insieme ad altri due compagni di corso riguardo “la tecnologia applicata allo sport”.
Sembra ormai ovvio, nel 2017, parlare di tecnologia per tutti gli ambiti della vita, sport compreso. Da buon italiano amante del calcio, non posso rimanere indifferente sulle continue discussioni che si vengono a creare riguardo gli errori arbitrali.
Per aiutare le terne arbitrali (che ormai sono diventati 5 collaboratori e un giudice di gara), gli organi di controllo del calcio europeo e mondiale, stanno testando la “VAR TECHNOLOGY”, che consiste in un ausilio tecnologico in SITUAZIONI OGGETTIVE per correggere in seduta stante eventuali errori commessi dagli arbitri.
VAR in diretta che valuta le situazioni successe in campo
Fonte: Google Immagini
Mi sembra ovvio, che ciò sia un cambiamento necessario per il miglioramento del gioco in un futuro prossimo. E’ sempre più probabile infatti, l'utilizzo di questa tecnologia durante il prossimo campionato della lega di serie A 2017-2018.
Molti altri sport come il basket e il tennis hanno, già da tempo, abbracciato l'utilizzo della tecnologia, traendone benefici a breve e a lungo termine.
Nonostante gli evidenti benefici che la tecnologia porterebbe, alcuni puristi del gioco affermano che l'introduzione della VAR TECHNOLOGY snaturerebbe l'essenza del gioco del calcio rallentando troppo il gioco.
A confutazione del rallentamento delle partite, sono già state fatte alcune prove con la VAR TECHNOLOGY sul tempo di decisione di un episodio dubbio, riportando tempi morti assolutamente esigui, magari riguardo un fuorigioco.
L'utilizzo della GOAL-LINE TECHNOLOGY è un esempio di come la tecnologia, se ben applicata, può portare benefici già nell'immediato, dando sicurezze maggiori ed evitando futili discussioni.
Immagine sulla funzionalità della goal line technology
Fonte: Google immagini
In conclusione è bene ricordare però, che la VAR TECHNOLOGY non andrebbe a sostituire il giudice di gara, il quale rimarrebbe detentore delle decisioni, si deve invece considerare come uno strumento da consultare per eventuali dubbi.
La VAR avrà sicuramente bisogno di un adattamento e gli assistenti all’inizio potrebbero commettere errori di valutazione nel guardare le immagini proposte, ma con il passare del tempo, il numero di errori corretti arriverà ad essere la vera conquista della tecnologia applicata al calcio.
Post scritto da Marco Orlandin
Il futuro del calcio mondiale: LA VAR TECHNOLOGY di Marco Orlandin è distribuito con Licenza
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