Medici Lost port 2020
Stefano Peloso ©
Show & Tell
No title available

Origami Around
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH
2025 on Tumblr: Trends That Defined the Year

izzy's playlists!
Lint Roller? I Barely Know Her

⁂

Discoholic 🪩
Game of Thrones Daily
will byers stan first human second

blake kathryn
he wasn't even looking at me and he found me
styofa doing anything
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
One Nice Bug Per Day
Jules of Nature

ellievsbear

JBB: An Artblog!

No title available

seen from Algeria

seen from United States
seen from Malaysia
seen from Algeria
seen from Germany
seen from Germany

seen from Brazil

seen from United States
seen from Bolivia

seen from Germany

seen from Russia
seen from United States

seen from United States
seen from Chile
seen from Germany
seen from Libya

seen from Germany
seen from Norway

seen from Germany
seen from France
@stefanopeloso
Medici Lost port 2020
Stefano Peloso ©
S. Sanatorium 2020
Stefano Peloso ©
P. Mansion_2020
Stefano Peloso©
Equilibrio Precario /Precarious Balance - Venice
2019 ©Stefano Peloso
Peruvian Blues
Se sai ascoltare impari.
Proverbio peruviano
Quando si immagina il Perù solitamente il pensiero va ai resti imponenti di Machu Picchu, alle colossali linee di Nazca o ai colori sgargianti delle Rainbow Mountain, ma sono in pochi quelli che pensano a Lima. La capitale del paese è un luogo dai forti contrasti, a tratti inclemente. Si tratta di uno di quei posti caratterizzati da differenze molto nette, dove i quartieri buoni sono murati e videosorvegliati, dove gli abitanti non camminano a piedi per le colossali arterie che fanno pulsare il cuore della metropoli. Una città lambita dal deserto alle spalle e dall’oceano di fronte.
Io per sette giorni non sono stato un suo turista, ho vissuto come una persona qualunque con un lavoro qualunque. Non ho potuto apprezzare i grandi monumenti, godere del fasto dei quartieri coloniali, ma al contempo ho cercato di rubare sprazzi di bellezza sparsa, aguzzare la vista per trarre un minimo di suggestioni, qualcosa da portarmi dentro da questa esperienza.
Ci ho messo diversi mesi per lavorare alle fotografie fatte durante questo viaggio, per metabolizzare la diversità e la bellezza, per dare ordine ai ricordi e fermare le immagini. Il risultato sono pochi scatti che vogliono parlare di un passato e di una cultura, di un paese rivolto al futuro globalizzato e alla salvaguardia del suo patrimonio.
Peruvian Blues- Lima
2019 ©Stefano Peloso
Impression - Italy
2018 ©Stefano Peloso
High by the flowers
Boy look at you looking at me I know you know how I feel Loving you is hard, being here is harder You take the wheel I don't wanna do this anymore, it's so surreal I can't survive if this is all that's realAll I wanna do is get high by the beach Get high by the beach get high All I wanna do is get by by the beach Get by baby, baby, bye bye The truth is I never bought into your bullshit When you would pay tribute to me 'Cause I know that All I wanted to do was get high by the beach Get high baby, baby, bye byeBoy look at you looking at me I know you don't understand You could be a bad motherfucker But that don't make you a man Now you're just another one of my problems Because you got out of hand We won't survive we're sinking into the sandAll I wanna do is get high by the beach Get high by the beach get high All I wanna do is get by by the beach Get by baby, baby, bye bye The truth is I never bought into your bullshit When you would pay tribute to me 'Cause I know that All I wanted to do was get high by the beach Get high baby, baby, bye byeLights, camera, acción I'll do it on my own Don't need your money, money To get me what I want Lights, camera, acción I'll do it on my own Don't need your money, money To get me what I wantAll I wanna do is get high by the beach Get high by the beach, get high All I wanna do is get by by the beach Get by baby, baby, bye bye The truth is I never bought into your bullshit When you would pay tribute to me 'Cause I know that All I wanted to do was get high by the beach Get high baby, baby, bye byeHigh-igh-igh-igh-igh-igh-igh-igh-igh High-igh-igh-igh-igh-igh High-igh-igh-igh-igh-igh-igh High-igh-igh-igh-igh-igh-igh-ighEveryone can start again Not through love but through revenge Through the fire, we're born again Peace by vengeance Brings the end
High by the beach
Lana Del Rey
High by the flowers - Sardinia
2018 ©Stefano Peloso
Saudade - Italy
2012 ©Stefano Peloso
Stendhal syndrome
La vera patria è quella in cui incontriamo più persone che ci somigliano.
Roma, Napoli e Firenze, 1817-1826
Stendhal
Italiani brava gente. Sono cresciuto con questo mantra che riecheggia nella mia testa. Italia, paese di artisti e di poeti, sognatori e navigatori, così come venne inciso sulla sommità del Palazzo della Civiltà all’EUR di Roma. Ma cosa è rimasto di questo fastoso passato, si può ancora provare quell’amore feroce da creare malessere che tanti scrittori hanno decantato per il bel paese? Se ci fermiamo a riflettere sulle condizioni attuali è quasi difficile da credere, il decadimento è talmente dilagante e stratificato da coinvolgere ogni settore della nostra società, eppure in piccoli momenti di silenzio, nel vuoto lasciato dalle persone, il tempo si annulla creando delle vere bolle estrapolate dal contesto, dove si ritrovano gli equilibri. Nell’armonia delle linee, nella perfezione delle composizioni riconosciamo il segreto del nostro retaggio, un qualcosa che non si può spiegare a parole, una coscienza elementare che si avvicina di più a un senso aggiuntivo, una segreta consapevolezza. Pertanto perdersi nei paesaggi, nei cimiteri, nelle forme delle strutture acquisisce un altro significato, quasi solenne, in cui attraverso l’operato dei nostri predecessori si rinnova un forte senso di appartenenza, che eleva il nostro spirito per divenire la migliore versione di noi stessi.
Stendhal syndrome - Italy
2017 - 2018 ©Stefano Peloso
Contrast - Bucharest
2018 ©Stefano Peloso
Sliding churches
“L'unica chiesa che illumina è quella che brucia.” PËTR ALEKSEEVIČ KROPOTKIN
Bucarest è una città sorprendente. Sorprende per i suoi spazi e le sue architetture, che si susseguono caotiche all’interno di un progetto non finito. E’ come se il tempo si fosse fermato sui grandi boulevard, dove si respira ancora un’aria di regime. Il dittatore Nicolae Ceaușescu negli anni ottanta fece abbattere circa novemila edifici, tra cui abitazioni e luoghi di culto per far realizzare il Palazzo del Parlamento. Tutt’oggi risulta essere il secondo edificio amministrativo al mondo per grandezza dopo il Pentagono. Alcuni tra questi immobili vennero però risparmiati grazie all’acume dell’ingegnere civile Eugeniu Iordăchescu. Egli ideò un sistema di trasporto che permise di spostare gli stabili nella loro interezza, senza doverli smontare. Sostanzialmente gli edifici venivano sollevati e poggiati sopra dei “vassoi” e poi spostati con un sistema a binario simile a quello dei treni. Nonostante lo scetticismo iniziale per questa tecnica, il metodo si rivelò essere efficace, tanto da essere utilizzato a più riprese in occasioni successive. Sebbene questo abbia permesso di salvare parte del patrimonio religioso, senza un piano strategico di riposizionamento, si può facilmente immaginare il risultato di questi interventi urbani. I luoghi di culto crescono sul bordo della strada e negli angoli più improbabili, come la gramigna, creando cornici insolite al limite del paradosso. In questi scatti ho cercato di ricreare queste atmosfere, raccontando attraverso la storia dell’architettura, uno dei volti di questa città, così giusta, eppure così sbagliata.
Sliding Churches - Bucharest
2018 ©Stefano Peloso
NARBA I - II
2014 ©Stefano Peloso
BANDITI A ORGOSOLO
E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo tu vedrai una donna in fiammme e un uomo solo e una lettera vera di notte falsa di giorno e poi scuse accuse e scuse senza ritorno e ora viaggi ridi vivi o sei perduta nel tuo ordine discreto dentro il cuore ma dove, dov'è il tuo amore ma dove è finito il tuo amore. Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere e un invito all'Hotel Supramonnte dove ho visto la neve sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete passerà anche questa stazione senza far male passerà questa pioggia sottile come passa il dolore ma dove, dov'è il tuo cuore ma dove è finito il tuo cuore. E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano cosa importa se sono caduto se sono lontano perché domani sarà un giorno lungo e senza parole perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole ma dove, dov'è il tuo amore ma dove è finito il tuo amore.
Hotel Supramonte
Fabrizio De André