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DONNA IRANIANA RIFUGIATA IN ITALIA.
"La ragazza vergine non può essere impiccata, prima la stuprano e poi l'uccidono"!
TESTIMONIANZA ANTI ISLAMISMO
Come donna irachena cresciuta in una zona di guerra, non sono abituata a vedere giustizia o esiti felici. Fino ad oggi l'Iraq, la Siria, il Libano, lo Yemen, l'Iran e l'Afghanistan sono rovinati da islamisti radicali come Yahya Al Sinwar e Nasrallah.
Mi fa piangere di gioia ogni volta che Israele elimina un uomo malvagio. Mi fa sperare che un giorno anche il mio popolo possa essere liberato dall'oppressione islamista. In un solo anno, Israele ha ridato speranza a milioni di persone! E per gli antisionisti occidentali che marciano a fianco dei gruppi pro-terrorismo. Se solo capiste la nostra storia e la nostra lotta, vi rendereste conto che per 76 anni Israele è stata la vera Resistenza! dando speranza alla maggioranza silenziosa senza voce! So che forse sto parlando nel vuoto, poiché le storie di coloro che non rientrano nella narrazione tradizionale spesso rimangono inascoltate, ma condividerò comunque questi pensieri. Israele potrebbe benissimo diventare il salvatore della regione.
Sarah Idan (ex -Miss Iraq)
FANATISMO CLIMATICO
Sul fanatismoclimatico:
Perché le élite politiche, mediatiche e accademiche continuano ad aggrapparsi a una narrazione evidentemente falsa?
Una ragione fondamentale risiede nella psicologia della dissonanza cognitiva individuale e collettiva. Chi ha fondato tutta la propria identità politica, morale e personale sull’idea di “salvare il clima”, fatica ad accettare fatti contraddittori. Invece di ammettere l’errore, si tende a negare la realtà, relativizzarla o screditarla come “disinformazione”.
Inoltre, la politica climatica si è ormai trasformata in una religione laica sostitutiva. Essa offre senso, comunità e superiorità morale in una società sempre più frammentata. Chi mette in dubbio questa dottrina salvifica non viene trattato come un pensatore alternativo, ma come un eretico.
Gli interessi economici rafforzano fortemente questo effetto. Mercati da miliardi per le “tecnologie verdi”, società di consulenza, ONG e beneficiari di sussidi dipendono dalla politica climatica. Un intero settore industriale vive alimentando la paura. Questi attori potenti non hanno alcun interesse in un dibattito aperto che potrebbe mettere a rischio i loro modelli di business.
A questo si aggiunge la dinamica sociale del conformismo. Nei contesti dominanti, la fede climatica diventa un segno distintivo. Chi non si conforma rischia l’emarginazione professionale e sociale. L’opportunismo di molti decisori è quindi meno espressione di convinzioni ideologiche che di un adattamento pragmatico all’opinione dominante.
Infine, l’isteria climatica soddisfa un profondo bisogno di senso e orientamento morale. In un’epoca di incertezze globali, la lotta contro il cambiamento climatico offre una narrazione semplice e carica di emozioni: il Bene contro il Male, la salvezza contro la distruzione. I fatti vengono subordinati a questa narrazione – non per malafede, ma per un bisogno esistenziale.
La transizione energetica e la politica climatica tedesca si basano su presupposti scientificamente insostenibili e porteranno prevedibilmente a catastrofi economiche e sociali.
Conclusione
Tuttavia, i loro difensori non sono disposti ad ammettere l’errore – troppo profondi sono gli intrecci ideologici, economici e psicologici.
Un cambiamento non sarà possibile attraverso la consapevolezza, ma solo attraverso la dolorosa esperienza delle conseguenze reali.
Quanto prima questo dibattito verrà affrontato con apertura e onestà intellettuale, tanto più si potranno limitare i danni.
Guarda il mondo con il cuore di un bambino.
Lei non lo sa che è una statua, né che si tratta di una figura religiosa, né immagina quanto possa pesare... Lei vede solamente un essere umano che ha bisogno di essere aiutato.
Guarda il mondo con il cuore di un bambino.
Ed il mondo sarà un posto migliore!
"SONO IRANIANA E GLI ATTACCHI DI ISRAELE MIRATI CONTRO I FANATICI ASSASSINI CHE GOVERNANO LA REPUBBLICA ISLAMICA MI DANNO SPERANZA"
Negli ultimi giorni, persone benintenzionate che sanno che sono iraniana mi hanno avvicinato con profonda preoccupazione nello sguardo chiedendomi come sto.
Quasi tutti danno per scontato che io sia infuriata per gli attacchi di Israele. Ecco perché, quando dico loro che sostengo pienamente le azioni di Israele in Iran, sembrano perplessi e direi persino un po’ feriti e offesi.
Ho vissuto in Iran per i primi vent’anni della mia vita. Ho conosciuto solo un Iran sotto il governo dei mullah. Ho conosciuto solo un Iran che uccide, violenta e umilia le sue donne e reprime brutalmente ogni dissenso.
Nel corso della mia vita ho visto, tra le altre, le proteste studentesche del 1999 e del 2003, il Movimento Verde del 2009, le proteste economiche del 2017-2018, le proteste per il volo 752 e, più recentemente, le proteste per Mahsa Amini.
Questo elenco parziale riguarda solo la mia vita.
Il regime sanguinario dell’Iran ha ucciso generazioni e generazioni del nostro popolo durante il suo dominio, che presto raggiungerà il mezzo secolo.
Mentre uccide in massa durante le proteste, il regime soffoca continuamente e in modo raccapricciante la vita civile imponendo un sistema legale draconiano che impone il velo alle donne, le lapida per adulterio, le frusta per “immodestia” e le incatena sistematicamente a leggi familiari e codici penali medievali.
Una prova lampante della violenza del regime iraniano è il fatto che ha continuato a minacciare i manifestanti iraniani anche mentre viene bombardato. Questo regime non placa la sua sete di sangue dei suoi cittadini nemmeno quando la sua esistenza è minacciata dalla guerra.
Finora, Israele ha condotto attacchi militari mirati e precisi volti a smantellare le ambizioni nucleari di un regime bellicoso che ha preso in ostaggio il suo stesso popolo e destabilizzato la regione.
Israele ha deciso di rompere una tradizione di appeasement (arrendevolezza) con questo regime terrorista.
Alcuni lamentano la distruzione delle raffinerie di petrolio e gas iraniane. Ma dimenticano che il regime saccheggia le ricchezze dell’Iran a beneficio delle proprie tasche e per i propri programmi terroristici. Questa ricchezza non va a beneficio degli iraniani, mentre la sua distruzione potrebbe farlo.
Le risorse naturali dell’Iran sono state una maledizione anziché una benedizione per il suo popolo, e non posso piangere la distruzione delle principali fonti di reddito del regime.
Gli attacchi mirati in Iran, che hanno causato la morte di alcuni dei membri più spregevoli del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, non sono paragonabili alle tante vittime civili a Gaza, e qualsiasi paragone tra queste due operazioni è del tutto ingiustificato.
La condotta bellica di Israele in Iran è stata molto precisa e calcolata e, se ciò dovesse cambiare, la mia opinione su questa guerra cambierebbe di conseguenza.
Mentre Israele ha intrapreso azioni concrete, gli Stati Uniti sotto Trump si muovono con timidezza e continuano a invitare i mullah al tavolo delle trattative.
Trump dimostra che è disposto a battersi solo contro gli immigrati indifesi e i più vulnerabili. Forse tuttavia, per una volta, Trump può scegliere di combattere contro un nemico vero.
Ci sono indicazioni che Israele potrebbe prendere in considerazione una politica di cambio di regime in Iran. A mio parere, un cambio di regime è l’unica politica che renderebbe davvero utile questa guerra.
Abbiamo visto cosa ha fatto mezzo secolo di governo dei mullah all’Iran e alla regione. Non voglio azzardare supposizioni su cosa farebbe un altro mezzo secolo.
Se i mullah sopravvivranno a questi attacchi, la vedranno come una vittoria che non farà che rafforzarli e farli sentire invincibili.
Il terrorismo continuerà a essere il segno distintivo della regione, a meno che il regime iraniano non venga smantellato e non si tengano elezioni senza candidati terroristi.
In Medio Oriente tutti abbiamo da combattere le nostre battaglie contro i fanatici religiosi, poiché sono una costante della nostra storia. Ma spero sinceramente che riusciremo a sconfiggere i fanatici assassini iraniani con l’aiuto delle operazioni mirate di Israele in Iran e con un sostegno inequivocabile al cambio di regime.
Quindi, a chiunque voglia ascoltare l’opinione di questa iraniana, io dico che sono fiduciosa.
Spero che sia Israele che gli Stati Uniti comprendano i benefici di un cambio di regime in Iran e non permettano che la Repubblica Islamica si trascini per altri 50 anni.
Accondiscendere il terrorismo genera terrorismo. È ora di avere la pace.
🔴 L'alto funzionario di Hamas Sami Abu Zuhri, che vive all'estero, ha suscitato un'ondata di rabbia e indignazione tra la popolazione di Gaza con un'intervista televisiva in cui ha affermato che i calcoli dei numeri in guerra sono irrilevanti". "I morti saranno sostituiti dalle nascite: al posto di ogni cadavere le nostre donne daranno alla luce molti più martiri. Sapete che durante la guerra nella Striscia sono nati 50mila bambini?, ha detto.
Sui social di Gaza le parole di Abu Zuhri hanno scatenato ancora più ira verso Hamas: Siamo solo carburante per le loro guerre, scrivono gli utenti.
HAMAS E SCUDI UMANI
Un rapporto della Henry Jackson Society si è occupato dell’utilizzo di civili come scudi umani da parte di Hamas. Secondo gli autori, l’Onu e molte Ong ignorano questo elemento nei loro rapporti, concentrandosi invece quasi esclusivamente sulle azioni israeliane.
La strategia di Hamas è confermata anche da varie fonti internazionali (Stati Uniti, Unione Europea, NATO) ma spesso molti media e Ong la minimizzano o la ignorano del tutto, sebbene l’esercito israeliano abbia fornito video e foto a supporto delle accuse.
Alcuni esempi su come Hamas fa ricorso a scudi umani:
❌Tunnel sotto edifici civili usati per nascondere militanti e trasportare armi (mai come rifugi antiaerei per i civili)
❌Pozzi d’accesso ai tunnel situati all’interno di abitazioni e strutture civili (comprese scuole e asili d’infanzia)
❌Trappole esplosive in edifici civili
❌TUso di scuole, ospedali e moschee per scopi militari
❌Lancio di razzi da aree residenziali
❌Ospedali usati come basi operative e nascondigli
❌Scuole usate come depositi militari
❌Zone umanitarie usate per nascondere combattenti
❌Combattenti travestiti da civili (anche con insegne “stampa” e “soccorso”)
❌Trappole e imboscate progettate per coinvolgere civili
❌Uso degli ostaggi come scudi umani
L’uso strategico di civili come scudi umani è confermato tra l’altro da:
✅Dichiarazioni degli stessi capi di Hamas
✅Critiche e accuse da parte di civili palestinesi e dell’Autorità Palestinese
✅Opinioni di esperti militari e legali che confermano la complessità delle operazioni militari israeliane in un ambiente urbano sfruttato in questo modo dai terroristi
✅L’utilizzo di scudi umani costituisce una violazione del diritto internazionale umanitario, in particolare delle Convenzioni di Ginevra e dello Statuto di Roma.
Omettere di denunciare queste tattiche di Hamas significa assolverla arbitrariamente da ogni responsabilità per le conseguenze.
Nella foto: In rosso, l’area dell’Ospedale Nasser usata come centro operativo dai terroristi e quella dove si nascondeva l’esponente terrorista Ismail Barhoum.
Da: Free4Future, Israele. Net
IL MOVIMENTO PRO-PAL (ANTI-ISRAELIANO) SPIEGATO ALLA GENTE COMUNE - Di FRANCO LONDEI
In un momento in cui il movimento pro-pal, o più correttamente pro-Hamas e anti-israeliano, non perde occasione per fomentare violenza contro gli ebrei, chi non segue attivamente le dinamiche mediorientali potrebbe essere portato a simpatizzare per questi violenti che parlano a sproposito di “genocidio” e chiedono il rispetto del Diritto Internazionale. Cerchiamo quindi di sfatare alcuni miti.
DUE STATI PER DUE POPOLI
Questo è il mantra che ossessivamente ripetono coloro che vorrebbero porre come obiettivo finale la creazione di due Stati che vivono in pace uno accanto all’altro in modo di mettere fine alla guerra tra Israele e gruppi palestinesi, incolpando Gerusalemme per il fatto che, a detta loro, sarebbe lo Stato Ebraico a non volerlo.
OK, avete mai sentito un palestinese porsi come obiettivo quello dei due Stati per due popoli che vivono in pace uno accanto all’altro? UNO, vi prego segnalatemi un palestinese che si ponga questo obiettivo. Mi va bene qualsiasi cosa, dai leader all’ultimo degli ultimi. Beh, sapete una cosa? Vi aiuto, i palestinesi che si pongono questo obiettivo o che lo accetterebbero sono poche decine, forse cento. Non di più. Tra loro non c’è un solo leader. Questa opzione per i palestinesi non è mai esistita. “Dal fiume al mare” non è solo un mantra, è un obiettivo politico e strategico che prevede la cancellazione di Israele e di buttare a mare tutti gli ebrei. Punto, questo è un dato di fatto. Quindi basta con questa sciocchezza dei due Stati. Quel treno è passato.
DIRITTO DELL'AUTODETERMINAZIONE DEI PALESTINESI
Un’altra cosa molto urlata è il cosiddetto “diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese”. Bene, l’autodeterminazione prevede come concetto chiave quello di “popolo”. Per autodeterminarsi occorre essere un popolo, cioè avere prima di tutto una comunanza storica, qualcosa che storicamente indichi un passato comune, una cultura comune, una storia comune. Qualcuno mi sa indicare un leader palestinese prima di Arafat? Un re, un imperatore, una moneta, un cenno storico del popolo palestinese prima degli anni 60. Attenti a non confondere la storia degli ebrei che da sempre abitano quella regione con quella inventata dei palestinesi.
Smettete di scervellarvi, non esistono leader palestinesi prima di Arafat, non è mai esistita una moneta palestinese, una legge palestinese, un popolo palestinese. L’unica comunanza che hanno i cosiddetti “palestinesi” è quella linguistica.
IL GENOCIDIO
Allora, niente “due stati per due popoli” perché manca un popolo e se c’è non ha intenzione di dividere nulla. Niente autodeterminazione per lo stesso motivo di cui sopra. Serve qualcosa che provi che i palestinesi siano un popolo. Cosa c’è di meglio di un genocidio?
Per intenderci, da quando è nato Israele si è sempre parlato di genocidio, di pulizia etnica, di occupazione e via dicendo. Il concetto non è nuovo.
Da quando si sono inventati i palestinesi sono sempre stati vittime di qualcosa o di qualcuno, ma solo quando c’è di mezzo Israele se ne parla. Il vecchio Re Hussein di Giordania ne sterminò a decine di migliaia perché volevano destituirlo (settembre nero). In Libano non sono liberi di circolare fuori dai loro campi profughi e non hanno Diritti. L’ISIS ne ha uccisi decine di migliaia perché li considerava ostili. Lo stesso ha fatto Hezbollah quando Hamas in Siria si è schierato contro Hassad. Decine di fosse comuni. Sentito niente? Qualche pro-pal sceso in piazza? Qualcuno ha per caso parlato di genocidio?
Da Ismail Haniyeh a Yahya Sinwar, ogni leader di Hamas ha ordinato di usare vecchi, donne e bambini come scudi umani. Sinwar scriva nei suoi bigliettini che più sangue scorreva e più Israele sarebbe stato in difficoltà. Aveva ragione e oggi ce ne rendiamo conto compiutamente.
Non starò a ripetere il significato della parola “genocidio”, ma oggi quella parola viene usata nel tentativo di legittimare un popolo che non c’è e nel contempo giustificare gli assalti antisemiti diventati ormai quotidiani. Per di più quello palestinese è l’unico genocidio dove la popolazione aumenta invece di calare fino ad azzerarsi.
Spero che chi non segue attivamente i fatti del Medio Oriente e magari è passato di qua per caso si sia fatto un’idea più chiara di come stanno le cose. Ci sono vittime innocenti a Gaza? Certo che ce ne sono, come in ogni guerra urbana. A volte sono vittime di errori, altre volte non hanno potuto lasciare le loro case perché Hamas non gli ha permesso di sfollare. Altre volte si sono trovate in mezzo a tiri incrociati. Certo che ci sono vittime innocenti a Gaza. Quello che non possiamo permettere che succeda è che quelle vittime innocenti vengano usate dai pro-pal (o pro-Hamas) per legittimare l’odio anti-ebraico.
Magnifica e importante sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti:
I vaccini anti Covid NON sono "vaccini".
Roberto F. Kennedy Jr. ha vinto la sua causa contro tutti i lobbisti farmaceutici.
I "vaccini" anti Covid-19 NON sono "vaccini". La Corte Suprema afferma nella sua sentenza che i danni causati dalle terapie geniche Covid mRNA sono IRREPARABILI. Poiché la Corte Suprema è la più alta corte degli Stati Uniti, non c'è più alcun ricorso e tutte le vie di appello sono esaurite.
In un messaggio, Robert F. Kennedy ha sottolineato che questo successo è stato possibile solo grazie alla cooperazione internazionale di molti avvocati e scienziati. Naturalmente questa decisione crea un precedente internazionale.
Soprattutto in Svizzera, questa decisione dovrebbe avere un impatto, perché la Svizzera assume una posizione speciale nella sua costituzione federale. Da un lato, il Codice di Norimberga compare nell'articolo 118b della Costituzione e in Svizzera, l'uso inappropriato della tecnologia genetica nell'uomo è vietato ai sensi dell'articolo 119 della Costituzione federale. Questo è integrato dall'articolo 230a del suo libro del codice penale e significa che gli autori RISCHIANO fino a 10 anni di carcere.
Tuttavia, questa decisione storica dovrebbe far riflettere il resto del mondo, perché il Codice di Norimberga è valido a livello internazionale ed è contenuto anche nell'articolo 7 del Patto internazionale sui diritti civili e politici.
Nel caso di accuse penali, la testimonianza dovrebbe riferirsi allo scandalo Countergan per aggiungere particolare peso al significato di queste accuse.
L'avvocato tedesco Rainer Füllmich e oltre 100 altri avvocati tedeschi sono attivamente coinvolti in questi casi. NESSUN media ne parla, né in Svizzera né in Europa.
Purtroppo è quasi matematico che il pubblico non venga informato, poiché è un argomento inquietante, che può cambiare i piani finanziari ed economici dei potenti lobbisti del settore FARMACEUTICO. Siamo nel bel mezzo di una campagna pubblicitaria per vaccinare le persone e poi vaccinarci di nuovo, prima del prossimo inverno.
È altamente probabile che sia troppo tardi per la classe medica corrotta, adattata alle posizioni della lobby farmaceutica, per avanzare il più possibile nella campagna vaccinale.
Invitiamo quindi tutti gli onesti e i benpensanti a diffondere il più ampiamente possibile questo storico GIUDIZIO della Corte Suprema degli Stati Uniti. I media mainstream corrotti non lo faranno per ora. Per il nostro bene, ma soprattutto per i nostri figli e nipoti, non permetteremo ai lobbisti di rovinarci la salute irrimediabilmente e mettere in pericolo la nostra vita.
PALESTINA? GAZA? PARLIAMONE CON IL DIRITTO INTERNAZIONALE ALLA MANO - Di Maurizia De Groot Vos
A prescindere dal fatto che condivida o meno la linea attualmente tenuta dal Governo Netanyahu nella guerra contro Hamas, dopo gli ultimi assalti antisemiti al grido di “Palestina libera” o addirittura “Gaza libera” mi sento il dovere di evidenziare alcuni elementi fattuali e di Diritto internazionale. Sarò lunga.
Partiamo dagli elementi fattuali e numerici. Siccome si parla tanto spesso della “innocente popolazione di Gaza” cerchiamo di capire se è davvero così.
L’iINNOCENTE POPOLAZIONE DI GAZA
Il web del dopo massacro del 7 ottobre 2023 era pieno di video nei quali si vedeva con chiarezza le manifestazioni di giubilo della popolazione di Gaza per il pogrom e massacro appena compiuti. Oggi molti di quei video, dove addirittura si oltraggiavano cadaveri, sono spariti dalla circolazione ma sono tutti ben chiari nella mente di chi come me rimase basito da tanta collettiva crudeltà. Qualcosa sfuggita alla censura lo troviamo qui https://saturday-october-seven.com/ . Difficile affermare che la popolazione di Gaza fosse innocente.
Prima del 7 ottobre 2023 nella Striscia di Gaza operavano circa mille ONG, un numero davvero incredibile di operatori umanitari. Oltre a questi, vi erano ben 36 ospedali (TRENTASEI). Ora, è possibile che tra queste mille ONG nessuno si sia accorto che Hamas stava costruendo centinaia di Km di tunnel sotto Gaza? È possibile che nessuno si sia accorto che sotto ognuno dei 36 ospedali Hamas stesse costruendo grandi centri operativi e di comando? Ma poi, possibile che su due milioni di persone nessuno abbia sentito i lavori della “metropolitana di Gaza”? E dopo il sequestro degli ostaggi, possibile che nessuno di queste due milioni di persone abbia visto dove li nascondevano e si sia fatto avanti? Nemmeno uno? Davvero?
Lasciamo stare il numero delle vittime di cui conosciamo solo quello proveniente da una fonte: Hamas. Ma possibile che siano solo donne e bambini? Gli uomini dov’erano? E i miliziani? L’IDF, ben più attendibile di Hamas, afferma di aver ucciso circa 30.000 terroristi ma di questi nei numeri di Hamas non vi è traccia. E tra i bambini che Hamas dice essere stati uccisi, ci sono anche i bambini soldato di Hamas? E a proposito di quelle mille ONG di cui sopra, nessuna di loro ha mai detto niente di questi bambini soldati. Come mai?
Hamas ha dichiarato guerra a Israele, nel modo più crudele e vigliacco possibile. La popolazione di Gaza non ha mai rinnegato la leadership di Hamas. MAI. Non è innocente.
Per questo sono d’accordo con l’attuale linea del Governo Netanyahu? NO, ma questo è un altro discorso.
IL DIRITTO INTERNAZIONALE
Chi oggi contesta Israele farneticando di Diritto internazionale violato, parlando di occupazione e di liberare la Palestina dovrebbe sapere che:
La Convenzione di Montevideo del 1933 delinea quattro criteri per la statualità:
1 Popolazione permanente: Israele ha una popolazione definita e continua, con comunità ebraiche e arabe residenti nel suo territorio fin dalla sua fondazione.
2 Territorio definito: i confini di Israele furono stabiliti dal Mandato britannico sulla Palestina del 1922, che includeva l’odierno Israele, la Cisgiordania e Gaza. Questi confini furono ereditati ai sensi dell’uti possidetis juris (discusso di seguito).
3 Governo efficace: Israele ha mantenuto un governo stabile e democratico sin dal 1948, con il controllo del suo territorio e la capacità di stipulare trattati (ad esempio, accordi di pace con Egitto e Giordania).
4 Capacità di relazioni estere: Israele intrattiene relazioni diplomatiche con 165 stati ed è membro dell’ONU, dell’OMC e dell’OCSE.
Israele soddisfa tutti i criteri per la sovranità ai sensi della Convenzione di Montevideo ed è stato riconosciuto da 165 dei 193 Stati membri delle Nazioni Unite a dicembre 2020. I suoi confini, fondati sul Mandato britannico del 1922 e confermati dalle Nazioni Unite nel 1949, sono giuridicamente incontestabili.
Al contrario, la Palestina non soddisfa i requisiti fondamentali per la sovranità, non gode di un ampio riconoscimento internazionale e non ha mai esercitato una sovranità effettiva su alcun territorio. Andando nel dettaglio:
Mancato rispetto dei criteri di Montevideo
Nessun territorio definito: i confini rivendicati dalla Palestina (Cisgiordania, Gaza, Gerusalemme Est) non sono mai stati concordati a livello internazionale. Il Piano di spartizione delle Nazioni Unite del 1947 (Risoluzione 181) non era vincolante e fu respinto dagli stati arabi.
Nessun governo efficace: Hamas e l’Autorità Nazionale Palestinese sono entità reciprocamente ostili. Gaza è sotto il controllo di Hamas dal 2007, mentre l’autorità dell’Autorità Nazionale Palestinese in Cisgiordania è subordinata alla cooperazione israeliana in materia di sicurezza.
Mancanza di sovranità: la Palestina non ha mai controllato i propri confini, il proprio spazio aereo o la propria valuta. Rimane economicamente e militarmente dipendente da Israele e dagli aiuti esteri.
Per farla breve, a livello di Diritto internazionale la Palestina non esiste.
La Palestina è un’aspirazione politica, non una realtà giuridica. La recente revisione della Corte Penale Internazionale (aprile 2025) sulla posizione della Palestina sottolinea questa distinzione: la sovranità di Israele non può essere costruita con la retorica o le risoluzioni delle Nazioni Unite. La comunità internazionale deve riaffermare la sovranità di Israele e respingere i tentativi di delegittimarla attraverso false narrazioni sulla sovranità palestinese.
Concludendo, i cosiddetti pro-pal (o pro-Hamas) chiedono la libertà di uno stato che non esiste né sulla carta né a livello di Diritto internazionale. La Palestina è una aspirazione, non una realtà.
Parlano di un genocidio che non c’è usando a sproposito la parola “genocidio”.
Prendono per oro colato numeri non verificabili che hanno come unica fonte un gruppo terrorista islamico. Non condannano mai Hamas, nemmeno quando mette nero su bianco che usa vecchi, donne e bambini come scudi umani e che lo fa apposta per mettere in difficoltà Israele.
Come osservato da eminenti esperti di Diritto Internazionale, l’autodeterminazione non equivale automaticamente alla sovranità nazionale – una lezione che i palestinesi e i loro sostenitori devono ancora comprendere.
Si ringrazia Arthur A. Flower per gli spunti legali forniti.
Si ringrazia Arthur A. Flower per gli spunti legali forniti.
Israele "occupa" Gaza?
Questa è la bugia che i media propinano. Ma nel 2005 Israele si è ritirato unilateralmente e completamente da Gaza. Nessun esercito, nessun civile, niente se non una possibilità di pace. Quello che è successo dopo non è stata speranza, è stato orrore.
Nel 2005, Israele ha fatto una delle concessioni più dolorose della sua storia: il ritiro completo da Gaza. Oltre 8.000 israeliani sono stati sradicati dalle loro case, non durante la guerra, ma durante un periodo di relativa calma. Queste famiglie sono state costrette ad abbandonare le città in cui avevano vissuto per decenni. Non è stato facile. Non è stato gratuito. È stata una scommessa per la pace.
Ma non si trattava solo di persone. Israele ha lasciato infrastrutture, serre, case, fattorie. Le sinagoghe sono rimaste in piedi. I donatori internazionali si sono impegnati a sostenere la crescita di Gaza. Il mondo ha guardato, e molti speravano che questo sarebbe stato un punto di svolta. Un momento in cui i palestinesi hanno potuto dimostrare di essere pronti per la pace e l'autogoverno.
Israele non se n'è andato sotto attacco. Non si è ritirato dopo la sconfitta. Se n'è andato a mani aperte, compiendo un passo che poche altre nazioni hanno mai fatto.
Il sogno? Che Gaza diventasse Singapore sul Mediterraneo.
La realtà? Un incubo alimentato dal fanatismo.
Meno di due anni dopo, Gaza è stata travolta da uno spargimento di sangue, non da Israele, ma dall'interno. Nel 2007, Hamas ha preso il potere con un violento colpo di stato. Ha buttato giù dai tetti i funzionari di Fatah, giustiziato i rivali per strada e messo a tacere ogni speranza di democrazia. Gaza non è stata liberata. È stata occupata.
Hamas non è venuto per costruire uno stato. È venuto per costruire una base per la jihad e per un califfato. Non ha investito nell'istruzione o nell'assistenza sanitaria, ha investito risorse nel contrabbando, nella produzione di razzi e nell'indottrinamento ideologico. Non gli importava del futuro di Gaza. Gli importava della distruzione di Israele.
Da quando ha preso il potere, Hamas ha lanciato oltre decine di migliaia di razzi contro i civili israeliani. Non hanno mai mirato a obiettivi militari perché dei razzi senza guida sono considerati attacchi indiscriminati che hanno colpito città, case, scuole. Senza considerare quelli che hanno fatto cilecca colpendo, città, case, scuole palestinesi. Il più noto, quello caduto il 17 ottobre sull'ospedale Al-Ahli di Gaza City attribuito, a torto, dalla stampa mondiale e, tra le tante, da Agnes Callamard (SG Amnesty International), Kenneth Roth (HRW) e la Special Rapporteur UN Albanese, a Israele.
Questa non è resistenza. È terrorismo. E lo ostentano con orgoglio.
Una delle accuse più schiaccianti contro Hamas deriva da ciò che ha fatto con le serre. Queste sono state donate ai palestinesi dopo il ritiro di Israele: centri agricoli pienamente funzionanti che avrebbero potuto creare posti di lavoro, sfamare migliaia di persone e dare impulso all'economia locale.
Cosa ha fatto Hamas? Molte sono state saccheggiate e distrutte. Alcune sono state vendute come rottami. Altre sono state lasciate marcire. Perché la sicurezza alimentare non serve agli obiettivi di Hamas. Ma le reti di tunnel e le fabbriche di razzi sì.
Miliardi di aiuti sono stati convogliati a Gaza: fondi ONU, donazioni europee, denaro da altre parti del mondo e da Paesi del Golfo. Eppure la gente ne ha visto poco. Perché? Perché Hamas li ruba. Usa il denaro per comprare armi, scavare tunnel terroristici sotto gli asili e finanziare stili di vita sfarzosi per i suoi leader all'estero. Non è un fallimento di governance, è una deliberata strategia di guerra.
Smascheriamo la menzogna del cosiddetto "assedio".
Gaza ha due confini: uno con Israele e uno con l'Egitto. Eppure, raramente si sente parlare del ruolo dell'Egitto. Perché? Perché inverte la narrazione. L'Egitto limita anche l'accesso, chiudendo i valichi, bloccando le importazioni, monitorando il traffico. Non perché sostenga Israele. Ma perché teme Hamas.
Hamas ha attaccato i valichi di confine egiziani. Ha collaborato con le cellule dell'ISIS nel Sinai. Ha fatto passare armi attraverso tunnel sotterranei. L'Egitto sa che un confine aperto con Gaza significa invitare il terrorismo nel proprio cortile.
Non si tratta di una questione umanitaria. Si tratta di sicurezza. Hamas ha trasformato Gaza in una fortezza di morte ed entrambi i suoi vicini non hanno avuto altra scelta che rispondere. Il blocco non è una punizione. È una strategia di contenimento contro un regime genocida.
Nonostante tutto, nonostante i razzi, l'odio, l'incitamento, Israele continua a inviare aiuti umanitari a Gaza. Ogni giorno, camion carichi di cibo, medicine, carburante e rifornimenti vengono fatti passare. Israele controlla ogni pacco, ogni cassa, ogni scatola, non perché gli fa piacere ma perché deve.
Hamas ha dimostrato ripetutamente di poter trasformare qualsiasi cosa in un'arma. Ha introdotto di nascosto esplosivi nel latte in polvere per neonati. Ha usato profilattici come palloncini infiammabili, ambulanze per trasportare terroristi. Ha rubato carburante destinato agli ospedali e lo ha dirottato verso la produzione di razzi. Persino il cemento destinato alla ricostruzione delle case è stato usato per rivestire i tunnel del terrore.
Hamas conta sulla solidarietà internazionale per coprire i propri crimini. E funziona. Ogni volta che Israele inasprisce le ispezioni dopo una minaccia, i media, l'Onu e le false ONG hanno urlato "assedio". Ma non si chiedono perché ispezioniamo quei camion. Non si chiedono chi abbia reso necessaria quell'ispezione. La risposta? Hamas l'ha fatto. E lo fa di proposito. E oggi l'ONU e le false ONG rifiutano di aiutare Israele nella distribuzione delle merci.
Hamas non vuole una soluzione a due stati. Non vuole la pace. Vuole un califfato "dal fiume al mare". Questo non è un appello alla libertà, è un appello al genocidio. Il loro statuto invoca apertamente l'uccisione degli ebrei. Non degli israeliani, degli ebrei.
Addestrano bambini a diventare attentatori kamikaze. Gestiscono campi estivi dove i bambini imparano a pugnalare, sparare e odiare. Trasmettono cartoni animati che glorificano il martirio. E quando quei bambini muoiono a causa di tattiche di scudi umani o di lanci di razzi falliti, sfruttano le loro vittime per farsi pubblicità.
Mentre Israele costruisce rifugi per proteggere i suoi bambini, Hamas costruisce rampe di lancio sotto i suoi. Poi sfidano Israele a reagire, perché ogni morte palestinese è un'opportunità fotografica, uno strumento di raccolta fondi, una vittoria propagandistica. Hamas non teme gli attacchi israeliani. Li brama. Ecco quanto è malata la loro ideologia.
Israele ha offerto la pace più e più volte. Nel 2000 ha offerto quasi tutta Gaza, la Giudea e Samaria (la Cisgiordania) – Arafat se n'è andato. Nel 2005, ha lasciato Gaza completamente, Hamas ha preso il potere. Nel 2008, è stata fatta un'altra generosa offerta – rifiutata senza negoziare.
Ogni volta che Israele si è ritirato e ha fatto concessioni, ha ricevuto più guerra. Più terrorismo. Ogni volta che ha mostrato moderazione, ha ricevuto massacri. Israele ha costruito ospedali e Hamas li ha trasformati in quartier generali per scopi terroristici. Israele apre valichi e Hamas li sfrutta per scopi terroristici. Offre coesistenza e loro bramano per l'annientamento.
Eppure il mondo a Israele chiede ancora di "fare di più". Ma nessuno chiede ad Hamas di cambiare. Nessuno gli dice di disarmarsi. Nessuno li ritiene responsabili per aver scelto il terrore invece della speranza. La pace non muore perché Israele si difende. La pace muore perché Hamas preferisce il sangue.
Gaza aveva una scelta. Avrebbe potuto essere un modello per la regione. Un luogo in cui i palestinesi si autogovernavano, costruivano scuole, sviluppavano attività commerciali e si costruivano un futuro. Avevano la terra. Avevano i finanziamenti. Avevano il mondo che guardava e applaudiva.
Invece, è diventata una rampa di lancio per la jihad. Hamas ha seppellito quel sogno sotto macerie e razzi. Governano con la paura. Sacrificano i propri civili. E hanno addestrato un'intera generazione a considerare la pace un tradimento.
Quindi non fate la predica a Israele su Gaza. Israele se n'è andato. Hanno dato loro una possibilità. Hamas l'ha distrutta, non Israele. Se Gaza soffre, è perché Hamas ha deciso che è meglio fare la guerra agli ebrei che la pace con i vicini. E finché questo non cambierà, nient'altro cambierà.
Israele non blocca Gaza perché vuole. Lo fa perché deve. Perché ogni camion di aiuti potrebbe trasportare esplosivi. Ogni pausa nei combattimenti potrebbe essere una trappola.
Volete che Gaza sia libera? Anche Israele.
Ma questo inizia con la liberazione da hamas!
by Gabriele Paglialonga
OCCUPAZIONE DI GAZA: QUANTE PAROLE AL VENTO, QUANTA IPOCRISIA - Di Franco Londei
E va bene, Israele ha deciso per l’occupazione di Gaza al fine di distruggere completamente Hamas dopo 577 giorni dal massacro del 7 ottobre 2023. Si può essere d’accordo o meno con questa decisione (a me non piace), ma l’attacco concentrico della stampa (più italiana che internazionale) alla decisione di Israele sembra francamente esagerato nei termini e nei toni.
Prima di tutto nella decisione del Governo israeliano non si parla di «occupazione permanente di Gaza». Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato lunedì che l’esercito rimarrà di stanza in qualsiasi zona della Striscia di Gaza venga conquistata finché non saranno raggiunti tutti gli obiettivi della guerra. Non c’è ombra di occupazione permanente nel testo approvato dal Governo.
Come non si parla di deportare la popolazione palestinese fuori dalla Striscia di Gaza come invece si ventila in molti media. Si parla invece di spostare la popolazione fuori dalle zone di combattimento per la sua sicurezza e non per deportare gli arabi chissà dove. Se rimanessero nelle zone di combattimento verrebbero usati da Hamas come scudi umani, esattamente come hanno fatto fino ad ora. È un modo per sottrarre ad Hamas un’arma usata in maniera sistematica durante tutti questi mesi di guerra, costata migliaia di vittime innocenti.
Su Repubblica si legge addirittura che gli israeliani vogliono «schedare i palestinesi» per distribuire viveri e medicinali. Ora, non so cosa faccia Francesca Caferri nella vita oltre a scrivere boiate. Si chiama CENSIMENTO ed è la prima cosa che si fa quando si tratta di attuare una distribuzione di generi di primaria importanza in una zona di guerra. È così che si evita di far finire gli aiuti nelle mani di Hamas, dando la giusta regolamentazione alle distribuzioni. È l’unica cosa che mi piace veramente di questo piano.
Occupazione, deportazione, schedatura, manca solo che dicano che sotterrano vivi i palestinesi e poi il glossario è completo.
Eppure fra tutti questi attacchi a Israele non ne ho trovato nemmeno uno rivolto ad Hamas. Come mai? Perché nessun attacco ai veri responsabili di tutto questo? Vogliono evitare l’occupazione di Gaza? Che liberino gli ostaggi e depongano le armi. Adesso. Avessi trovato un “giornalista” che scriva queste cose.
Di Martino Mora:
Eresie e bestemmie dell'antipapa precursore dell'Anticristo!
Dio non è Cattolico. (Jorge Mario Bergoglio,1 ottobre 2013).
Io non voglio convertire nessuno. Il proselitismo è una grande sciocchezza. (idem, 1 ottobre 2013)
Tutte le religioni sono un cammino per arrivare a Dio. Sono – faccio un paragone – come diverse lingue, diversi idiomi, per arrivare lí. Ma Dio è Dio per tutti. (idem, 13 settembre 2024).
Gesù che si è fatto diavolo, serpente, per noi (Idem, 4 aprile 2017).
Gesù non era uno pulito.(idem, 16 giugno 2016).
E Gesù sì’, fa un po’ lo scemo (idem, 15 giugno 2016).
Quando ho dato la Comunione a una signora mi ha preso la mano e mi ha detto: «Grazie, Padre, grazie. Sono ebrea…». Io ho detto: «No… Anche quello che ti ho dato è ebreo… Avanti.(idem, 24 ottobre 2022).
Maria era una donna di strada (idem, 24 dicembre 2021)
Maria si è meticciata con l’umanità…Maria madre meticcia ha meticciato Dio (idem, 12 dicembre 2019).
Il Mediterraneo è il mare del meticciato…Il mesaggio del meticciato ci dice tutto (idem, 20 febbraio 2020).
Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili (idem, 21 ottobre 2020).
Il vaccino è luce di speranza (idem, 25 dicembre 2020).
Vaccinarsi è un atto d’amore (idem, 18 agosto 2021),
Emma Bonino e Giorgio Napolitano sono tra i grandi dell’Italia di oggi (8 febraio 2016).
Se questo delirante criminale dello spirito, che parlava di religione peggio di un avvinazzato all'osteria, era un buon pontefice, allora io sono un elefante dello Zaire.
Viviamo nel tempo della menzogna universale!
OGNI TANTO E' BENE RINFRESCARE LA MEMORIA
<<Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non c'è dubbio. Ma lo sono degli Stati Arabi, non d'Israele.
Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno, perché i loro padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta.
Oggi, ubriacato da una propaganda di stampo razzista e nazionalsocialista, lo sciagurato fedain scarica su Israele l'odio che dovrebbe rivolgere contro coloro che lo mandarono allo sbaraglio. E il suo pietoso caso, in un modo o nell'altro, bisognerà pure risolverlo. Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli usurpatori ebrei: questo è storicamente, politicamente e giuridicamente falso!
La Terra di Israele è sempre stata la Terra degli Ebrei. Se leggiamo le descrizioni di Gerusalemme fatta nel 1800 da Marx e Mark Twain, leggiamo di una città povera e miserabile abitata nella parte Est, interamente, da ebrei poveri e miserabili che erano sempre vissuti lì, da tremila anni! Gli arabi erano sì in leggera maggioranza numerica ma in gran parte erano nomadi senza terra, l'unica vera comunità stanziale era quella ebraica che abitava le stesse case da migliaia di anni.
Gli ebrei sionisti emigrati nel '900 si sono massacrati a dissodare, irrigare, fabbricare desalinizzatori, sono morti a migliaia di stenti e di malaria, parassitosi, colera, ameba, tifo, setticemia e tetano. Sono morti a decine di migliaia, ma poi hanno vinto, il deserto è fiorito, dove cerano lande desolate è nato un paese di filari di vite e di limoni.
Per poter di nuovo odiare gli ebrei è stato violato il diritto civile, che si riassume in chi vende, poi, non è più suo. Gli arabi la loro terra se la sono venduta, prima ai sionisti facendola pagare carissima, poi alla comunità internazionale intascando 66 anni di fiumi di denaro per risarcirgli il "dolore" di aver perso 20.000 chilometri quadrati di terra che non è mai stata loro, meno del Piemonte, che quando c'erano loro era un terra di sassi, paludi e scorpioni>>>
Indro Montanelli
La gente di Gaza è in rivolta contro Hamas perché li usa come scudi umani! Si son resi conto che è Hamas a compiere genocidio e per questo manifesta contro! Ed i terroristi han fatto questo orrore ...
🚨 I terroristi di Hamas hanno ucciso Odai Naser Saadi, 22 anni, uno dei leader del movimento di protesta anti-Hamas a Gaza.
È stato rapito, torturato per quattro ore e poi ucciso. Il suo corpo è stato abbandonato davanti alla porta di casa della sua famiglia, con un messaggio agghiacciante: Questo è il prezzo per coloro che criticano Hamas.
Che dire di tutte le cosiddette organizzazioni per i “diritti umani”? Condanneranno Hamas e mostreranno solidarietà ai manifestanti?
Le Nazioni Unite si riunirenno per una sessione?
Ci sarà un'una manifestazione a sostegno di Odai nei campus americani?
La stampa riporterà la sua esecuzione?
Le Nazioni Unite si riunirenno per una sessione?
Che dire di tutte le cosiddette organizzazioni per i “diritti umani”? Condanneranno Hamas e mostreranno solidarietà ai manifestanti?
(Nel video soldati israeliani giocano a pallone coi ragazzini di Gaza: la prova che non sono loro! Foto: il giovane torturato ed ucciso da Hamas)