Roma.
La feci venire a Roma.
Ancora non so neanche come, eppure lei venne.
Prese di corsa il primo treno, di nascosto da tutti e venne qui da me. Giorni e ore di attesa prima che finalmente potessi sentire <<Il treno Frecciarossa 9567 da Torino Porta Nuova è in arrivo al binario 15.>>
Quando poi però sentii questa frase, il mondo intero mi esplose sotto i piedi, nelle mani e nei pensieri. Lei era lì, stava arrivando, era arrivata.
Carrozza 005, posto 1b, corridoio. Era lì ad aspettarmi seduta da oltre 4 ore, viaggiando velocissima per arrivare da me.
Quando poi vidi le porte aprirsi e subito dietro il suo sorriso, capì che quello, che il nostro non era solo amore, bensì vita. Rimasi per un tempo indefinito lì ad abbracciarla, ma tanto andava bene così. Il mondo finalmente andava bene così.
La feci venire a Roma. Ancora non so neanche come, eppure lei venne.
La portai al Colosseo, una domenica sera. Avete presente quando una bambina tutta occhi guarda per la prima volta il suo giocattolo preferito o il mare o qualsiasi cosa che la faccia venire l’espressione di stupore più bella che abbiate mai visto? Ecco. Lei aveva esattamente questa espressione. E pensate cosa voglia dire, vederla con quegli occhi da me che ne sono meravigliosamente innamorato. Le strinsi la mano e la bacia sotto le luci soffuse di una città che per un attimo smise di respirare, per noi.
La portai all’Altare della Patria, verso la colonna Traiana e infine a Piazza di Spagna. Una bimba felice che correva sui ciottoli dove passò un’infinità di persona prima di noi, ma mai come noi.
La portai a Piazza di Spagna, la strinsi a me e parlando iniziai a piangere. Piansi perchè avevo ciò che urlavo nella notte di non poter avere mai.
Piansi perchè avevo le sue mani che si intrecciavano alle mie.
Piansi perchè non è vero che la vita finisce.
Piansi perchè ho avuto la mia vittoria.
Piansi perchè vedevo in lei tutto ciò che una persona vuole guardare.
Piansi perchè senza di lei, io non ci sarei.
Piansi perchè la amo. Oggi più di ieri e domani più di oggi.
Piansi perchè pensai alla mia vita. Alla mia vita che ad ogni piesso spinto mi uccideva e che invece ora avevo risvegliato, vinto e distrutto. Alla mia vita che finalmente faceva quadrare i conti.
Piansi perchè lei era lì e nessuno mai era lì, per me.
Piansi perchè mi vide nudo delle mie barriere, debole, ma innamorato.
Piansi perchè nonostante tutto, io ho lei e avendo lei ho il mondo.
La amo come si amano le cose belle.
La amo e questo basta.
Ogni parola sa di lei, Ogni voce. Ogni suono. Ogni respiro. Ogni segno sulla pelle. Ogni cosa.
La feci venire a Roma. Ancora non so neanche come, eppure lei venne.
















