Parlando un po' di me.....
Ciao ragazzi come va? Sta arrivando natale, in realtà mancano solo 4 giorni..... ed ecco che mi ritrovo qua davanti al mio computer a raccontarvi un po' di me..... anche se da quando mi sono inventata un po' questo mondo non ho fatto altro, in realtà non ho mai approfondito determinati temi che mi stanno veramente a cuore :-) sia perchè gli ho vissuti in prima persona, sia perché so che affrontarli assieme non è come affrontarli da soli.
Sono una ragazza di 19 anni, vivo a Cagliari e ho una famiglia splendida, non ho nulla che mi manca o che mi mancasse eppure c'era qualcosa in me che gli altri non accettavano.... ad oggi dopo un anno di terapia sono arrivata alla conclusione che il problema in realtà non ero io.... ma loro.
Comunque 5 anni fa entro in prima superiore avevo sempre avuto insicurezze sino ad allora a mai palesemente messe in mostra o esposte a qualcuno, il primo anno di superiori lo ricordo vagamente forse perché già li sentivo il peso o comunque la paura di ciò che da li a breve mi sarebbe successo.
Arrivata in secondo compare come una presenza austera in classe nostra una nuova compagna si chiamava Eugenia, all'inizio pensavo fossimo amiche e andassimo molto d'accordo assieme alla mia migliore amica di allora Anna Carla, ma questa era una vana illusione.
A maggio del 2010 inizia il mio calvario scolastico, sono sempre stata un ottima alunna con una media alta di voti a scuola ma inspiegabilmente, per i miei genitori, la media stava vorticosamente scivolando negli abissi più neri e anche la mia anima.
Iniziò tutto da una stupida lite avvenuta a causa di un ragazzo che piaceva alla mia migliore amica, Eugenia cercava di convincerla ad andarci a letto mentre io volevo che trovasse dentro di se quell'autostima necessaria da non ascoltare quei consigli, ma purtroppo per farmi ascoltare non so perché ho dovuto inventarmi una "balla", che ero fidanzata senza essere vero.
Subito dopo quell'episodio loro (eugenia e anna carla) mi chiedevano ripetutamente di incontrare quel ragazzo, ma io non potevo, non esisteva, dopo un po' si sono rese conto che quel ragazzo non esisteva e allora hanno iniziato prima a farmi credere che volevano salvarmi da "me stessa e dalle balle che raccontavo", mi hanno portato ad un bar e mi hanno fatto il lavaggio del cervello, facendomi promettere di scrivere una e-mail a tutta la mia classe chiedendo scusa per la balla che avevo raccontato, io lo feci, gravissimo errore perché avevo dato a loro la possibilità di far credere alla classe intera che ciò che loro dicevano su di me era la verità, ma io non lo sapevo, avevo 15 anni.
Era il 23 maggio quando l'inferno si aprì per me.
Ero mancata per una settimana da scuola dopo quell'episodio, poi ritornai a scuola, trovai un nuovo mondo, un mondo fatto e creato apposta per portarmi ad un unica fine, quella del suicidio.
Odiavo andare li, odiavo ciò che mi si faceva e mi si diceva, ma stavo zitta e subivo in silenzio, senza far accorgere a nessuno del mio incubo.
Ogni giorno mi sentivo derisa, presa in giro, urlata, additata, schernita, le parole che usavano erano: UCCIDITI, DATTI FUOCO, BRUCIA GRASSONA DI MERDA, FAI SCHIFO, COSA SERVI AL MONDO, NESSUNO SENTIRà LA TUA MANCANZA QUANDO SARAI MORTA, NON MANCHERAI A NESSUNO, PERCHé NON PRENDI UN ACCENDINO E MUORI, LA TUA MORTE SARà LENTA E DOLOROSA COME LE COLPE CHE HAI, MA NON TI VERGOGNI, MERITI TUTTO QUELLO CHE TI FANNO, DEVI SOLO SUBIRE, NON HAI DIGNITà, NON SERVI ASSOLUTAMENTE A NULLA E A NESSUNO, SEI GRASSA, FAI SCHIFO, SEI UNA PALLA DI LARDO, GABBIBBO, INUTILE, BALLISTA, SCHIFO, TI VESTI DI MERDA, DEVI MORIRE, DEVI SOFFRIRE. C'è ne sono anche altre ma queste sono quelle che mi sono rimaste cicatrizzate nella memoria. Da questo momento in poi ho iniziato ad odiarmi e ad odiare ciò che mi faceva stare male e mi doveva far subire tutto quello che loro mi dicevano cioè il mio fisico. Lo torturavo con diete riduttive oppure lo massacravo con bombe caloriche ormai il cibo non era più un amico ma un nemico, un mostro che entrava e usciva dal mio corpo e che mi faceva stare male.... mangiavo e non mangiavo solo per sfogarmi.... quando mangiavo lo facevo per mettere a tacere il mio dolore e quando lo facevo c'era una voce ancora peggiore che mi faceva stare male quella della colpa.
C'erano delle voci ancora peggiori di quella però erano le risa dei miei compagni, erano le loro urla, i loro schiamazzi, le loro personalità tanto deboli da soli ma tanto più forti assieme contro di me, ormai ero il capro espiatorio della classe, tutto girava intorno a me, tutte le colpe erano miei e tutte le pene mi venivano inflitte per punirmi di qualcosa che ai loro occhi sembrava tanto grave..... tanto da portarmi a pensare che le loro parole e la mia punizione fosse giusta, FOSSE GIUSTO TUTTO QUELLO CHE LORO MI FACEVANO E MI DICEVANO.
Mi facevano, si perché la violenza non era solo una violenza psicologica ma anche fisica. Quando andavamo in palestra non si giocava a nessun gioco a parte tiriamo le palle in testa o in qualsiasi parte del corpo a me, facciamola cadere, rompiamole le ginocchia e cose così....
Sino a quando ad aprile del 2011 si organizza il viaggio scolastico, e a discrezione di qualsiasi premonizione io volevo partire....... ecco sino a dove arrivava la mia follia, non mi rendevo realmente conto sino a dove potevo spingermi a livello psicologico, sino a quando un giorno vado in bagno e di punto in bianco mi appaiono queste due figure nere (eugenia ed emanuele) non avevano intenzioni amichevoli, tutt'altro, lui mi prende mi tiene i polsi e mi immobilizza, lei invece inizia a darmi calci e pugni, non so quanto sia durato, né come si sia svolto il tutto, io non c'ero più ero ormai morta psicologicamente, lacerata dalle loro parole e dalla loro violenza, mi avevano violata.... il mio unico pensiero in quel momento era MORIRE, non volevo più vivere, non volevo più subire nulla, volevo solo far morire il mio corpo come era morta la mia anima.
Poi una voce, una voce calda dentro di me che diceva non farlo...... vali molto di più..... allora mi sono alzata, mi sono asciugata il viso e ho ricominciato a vivere, mi sono ritirata da scuola, ho affrontato un processo di analisi psicologica di un anno con un'esperta, perché da sola non c'è l'avrei fatta..... ero messa veramente male!!!!!!
Ed ora mi ritrovo qua a raccontarvi tutto questo per farvi capire tre cose:
la prima è che non vale la pena perdere la vita per tutto questo.
La seconda se anche a voi è successo o sta succedendo dovete prima di tutto parlarne con i vostri genitori e non stare zitti e muti come ho fatto io e soprattutto Denunciare questi sono reati perseguibili con la legge e non dobbiamo far si che quello che è capitato a noi capiti anche ad altri, tante voci messe assieme fanno un vocione..... una voce piccola viene soppressa subito.
Terzo cosa più importante PARLATENE, raccontate le vostre esperienze a chiunque, per insegnare e per far capire.
Io ora grazie a Dio e alla terapia ne sono uscita, sono finalmente felice, via gli attacchi di panico e gli stati depressivi, ora sono una nuova me, più forte e molto ma molto diversa da quella piccola farfalla che non riusciva a volare, ora sono un leone pronto a ruggire. Questa esperienza mi ha lasciato non soltanto cicatrice ma anche un insegnamento..... chi fa del male, qualsiasi esso sia, prima o poi starà peggio...... di chi ha ricevuto il suo male, perché il dolore diminuisce e passa, il rimorso di aver fatto del male o peggio..... a chiunque sia no. Quindi a voi bulli o come preferisco chiamarli io "DEBOLI" all'ascolto pensateci bene prima di fare del male gratuito, si gratuito perché le scuse su cui vi aggrappate sono futili e banali, a qualcuno.
Scrivetemi e raccontatemi anche un po' di voi e delle vostre esperienze.