Il giorno dopo il 25 aprile, dopo la liberazione. È sempre stato strano aprile per me, la primavera, la neve che si scioglie. Non ero felice il giorno del mio compleanno da piccola. Festeggiamo i miei 19 anni, non la nascita, monito che infliggo a mia madre, già intenta a raccontare ricordi, evocare fantasmi direbbe Recalcati. Intanto non sento che è aprile e nemmeno che “dopodomani” è maggio o che ho un altro esame da preparare. Mi piace non sentire il mio compleanno, poterlo lasciar passare senza sentirmi stringere in una corda di legami che soffoca, limita e che a volte vorrei sciogliere. C’è comunque il vino nascosto male da qualche parte.

















