bisogna reagire al dolore come si può, ma bisogna farlo. il dolore, e la tristezza, e la perdita, vanno sentiti, ti devono attraversare, distruggere anche. ma poi bisogna ripartire da ciò che è rimasto, che quello che rimane sei tu, sei tu con le tue paure e le tue insicurezze raddoppiate, triplicate, ma anche le consapevolezze. gli amori vanno, gli amori vengono, ma tutto quello che c’è e c’è sempre stato e ciò che ti rimane sotto pelle. ed io ho la mia famiglia, la mia migliore amica sempre con me, i miei amici nuovi e vecchi, io ho davvero persone che mi vogliono bene. ma, soprattutto, io non posso e non me lo voglio permettere più di perdermi, di riversare la rabbia e la delusione e il rancore e le speranze distrutte su di me, che mangio fino a star male fino a stordirmi e faccio di tutto per non pensare che pensare fa male e invece crogiolarmi nei ricordi è un anestetico potente, e divento assuefatta da tutti questi sogni, che sogni non sono ma sono coltelli che piano piano mi lacerano dentro. ho letto che quando finisce un amore la prima cosa che bisogna fare è recidere ogni legame, non vederlo più, non andare più nei posti che te lo ricordano, ebbene, signori, io e lui non solo siamo in quarantena nello stesso collegio, sullo stesso piano, ma siamo a tre camere di distanza ed io mi sento in una cosa più grande di me, davvero, ma poi penso che cazzo, chi ce la farebbe in una situazione come me? nessuno. innamorata pazza di uno che non riesce a far pace con la sua testa e non si capisce da sola ed io cinque mesi ormai a fottermi il cervello per cercare di stare al passo e a fottermi la vita l’equilibrio che c’ho messo anni a trovare, e tutto a puttane ho mandato per l’amore, per l’amore che credevo ci fosse e che invece, a sto punto, provavo solo io, e lo vedo sempre e faccio quella che non se ne frega niente, mentre vedo lui sfuggente, lui che scrive frasi d’amore folle e incondizionato verso la sua ex, lui che pubblica a notte fonde la nostra cazzo di canzone senza senso alcuno, perchè tanto non mi parli e allora cosa? anche questo adesso la dedichi a lei? capite perchè mi fotte la testa. MA. io me lo merito questo? io me lo merito qualcuno che mi fa star male che mi deconcentra dai miei obiettivi? no. io mi merito l’amore che ti riporta su, che ti fa splendere e risplendere che ti fa rifiorire signori, non marcire da sola al buio e nel caos dei tuoi pensieri. io mi merito un amore semplice, che ti piaci e questo basta. senza se senza ma, solo sogni e risate. io mi merito qualcuno che mi faccia tornare a sorridere in questo cazzo di buio, che quando sento le mie canzoni francesi mi faccia emozionare di gioia. e mi merito anche e soprattutto di ritornare a prendermi cura di me, a rimettermi in forma e riappropriarmi delle mie forme, del mio bel viso, del mio vitino, del mio culetto sodo e perfetto. io me le merito tutte queste cose. mi merito di guardarmi allo specchio con ammirazione di vedere nei miei occhi grandi solo speranza. non più sofferenza, non più dolore per cose che ho perso, che ho amato è vero, ma che non ci sono più. quindi fine. io ho ancora così tanto tempo cazzo. per innamorarmi di nuovo e ancora e ancora, per tornare a ridere e bere vino con le mie migliori amiche e guardare film sul divano con mamma e papà e rivedere il sorriso di nonno e abbracciare nonna stretta stretta ed emozionarmi per questo, proprio come sto facendo ora. ed ho anche tempo per non cadere più MAI PIU’ nei miei disturbi alimentare e vivere bene la mia relazione col cibo e a piacermi in ogni mia fottuta parte e quindi si cazzo si io posso e torno a guardare e sentire solo e soltanto me, mi riapproprio delle mie canzoni francesi e di quelle indie e delle mie passioni, dei miei libri, delle mie frasi sottolineate, delle mie foto su ig, del mio modo di vestirmi e di pormi e di quello che voglio dalla vita, un amore GRANDE ma anche grande rispetto e grandi sogni e soddisfazioni, e ritorno a immaginare in grande appunto un futuro radioso, un estate leggera e indimenticabile con me che finalmente ho fatto l’amore per davvero e questo mi ha reso libera come mi ha reso libera finalmente dimenticare C. e quindi sogno nottate infinite in riva al mare a bere tequila e fumare erba con la musica a palla libera cazzo di potermi scopare chi mi pare e non rivederlo più, libera di poter finalmente parlare della mia relazione finita come una cosa morta e sepolta, di una amore che ho davvero vissuto, di un qualcosa che mi ha attraversata e mi ha segnata, ma ha permesso anche alla luce di entrare, e a me, di mostrarmi. che io sono questa, dolce e pura e romantica e poetica, ma anche dura e affilata, come l’acciaio. che non si spezza. ed io infatti non mi spezzo. chi ce la farebbe al mio posto in una situazione del genere, senza piegarsi senza cedere senza impazzire? ebbene. io non solo ce la faccio, ma ne esco anche vincitrice. più magra pure, e bellissima come sempre, più consapevole di me stessa e del mio valore, del mio potere sugli uomini, su come sfruttarlo. e delle mie fragilità, che ci sono, cazzo se ci sono, e non vanno coperte più. voglio rimuovere il mio vecchio tatuaggio e farmene tre nuovi. insieme al piercing alla lingua e quello all’ombelico, che me lo posso permettere cazzo e poi chissà. non voglio più contare le calorie, tornare ad amare giurisprudenza e quello che faccio, credere in un sogno, nel mio, sfogarmi con lo sport la lettura e la scrittura e voglio, infine, non dimenticarmi più mai più della musica, che mi salva sempre come vedi. io non sono mai sola e non devo scordarmi della mia luce perpetua, che anche nelle notti più buie, mi fa trovare la strada. l’ho sempre detto che io sono la mia stessa stella cometa. dunque, risplendo. e risplendo per me e me soltanto.













