Quello che ho imparato a 28 anni:
- Che bisogna prendersi la responsabilità dei rapporti che facciamo. Capire realmente come ci fanno stare. Perché no, non si può accettare tutto.
- Che una storia d’amore non può essere una gara di intelligenza. L’unica intelligenza che conta in un rapporto è quella emotiva.
- Che un uomo che critica e svaluta la propria compagna ha un problema che si chiama invidia.
- Che un uomo che dice “sta’zitta” alla sua ragazza quando non si sognerebbe mai di dirlo al suo migliore amico, ha un altro problema che si chiama violenza. E se lo dice indifferentemente a tutti allora il problema ce l’ha con il mondo e generalmente, questo tipo di uomo, si chiama stronzo.
- Che una storia che fa stare bene non può essere “un giorno mi desideri e quello dopo tenti di mandarmi sotto terra”; è questo il gioco dei perversi per controllare, sentirsi un po’vivi (o meno morti) e spesso onnipotenti.
- Che se è così, allora si ha il dovere, per se stessi e per l’altro, di venire via. Anche se si è molto innamorati. Anche se ciò equivale all’atto fisico di strapparsi dal corpo l’organo interno per eccellenza e di regalarlo a lui (o a lei) dicendo “Toh, ecco che c’era dentro...la mia pulizia, il mio mettercela tutta”.
- Che per un po’ di mesi quel vuoto in mezzo al petto ci sarà. Inevitabilmente. Lo sentirai, sembrerà una voragine e a volte avrai paura di caderci dentro e ti chiederai “ma come cavolo ha fatto il resto del mondo prima di me?!”.
- Che piano piano farà meno male perché nella voragine ci sta già crescendo un fagiolo. Anche se ancora non lo sai. E tra 6 mesi sarà a tutti gli effetti un cuore nuovo.
- Che gli amici, i libri, il silenzio, le passeggiate, il poter scrivere e gli sconosciuti che parlano alla radio, e ognuno quello che vuole...sono in qualche modo lì a combattere con te. Se poi ci aggiungi dolci e Nutella, hai alle spalle un esercito niente male ed è praticamente fatta.
- Che la domanda che farai per un po’ sarà “ma poi passa, vero?” e le amiche ti guarderanno con quel sorriso silenzioso che vale tutte le risposte del mondo. Loro lo sanno che passerà, né hanno certezza, né hanno memoria. E allora per un po’ basta affidarsi a questo loro tesoro.
- Che c’è sempre qualcosa di nuovo dopo un distacco. In questo momento è un blog, domani sarà la tesi, un taglio di capelli, un viaggio...e ”il più bello dei mari”, come ha scritto Hikmet.
- Che si può uscire di casa senza trucco e raccontarsi agli altri con la faccia pulita e scoprire inaspettatamente di piacere di più. Mentre tu sei li a cercare di capire, adesso, cosa ti piace del mondo.
- Che una volta arrivati alla meta, si ricorderà il viaggio. E sarà uno dei più bei ricordi, perché saprai di averci messo tutto quello che ti hanno chiesto per diventare donna e non sarà ancora abbastanza.
- Che dalla meta ci si rimette in cammino, con il fagiolo diventato cuore, con un esercito alle spalle e un barattolo di Nutella a portata di mano. Senza sapere se saremo mai abbastanza, ma sapendo che ormai siamo abituati a mettercela sempre tutta. Fino in fondo.
Per te che verrai.













