Ancora poco
Eggià, manca poco. Il tempo scorre e l’esame si avvicina. 07 giugno 2017 ore 20:49 Sono in camera di mia sorella, precisamente sul suo letto, non sapevo dove poter stare in pace e soprattutto da solo. Nella mia stanza c’è mio padre che si ostina ad usare il mio computer nonostante gli abbia regalato un portatile, dettagli. Oggi ho iniziato a lavorare seriamente per l’esame e soprattutto per la presentazione che farò vedere durante gli orali. Non so se dipende dal caldo, ormai arrivato in molte città, ma non ho molta voglia in generale. Oggi nonostante fosse martedì avrei dovuto allenarmi poiché lunedì sera avevo la cena di fine anno con i professori. Spero sia una fase di passaggio, il solito punto di cambiamento. Oggi particolarmente, mi sento molto atipico. Vuoto, solo e con una forte carica di emozioni. Avrei dovuto allenarmi come dicevo, ma ho provato a piangere con la faccia nel cuscino, senza risultati purtroppo. Lessi giorni fa che piangere depura il corpo e la mente, facendoci sentire meglio e liberi. Sento che ne ho bisogno. Ho troppe cose dentro e ho bisogno di liberarmi in qualche modo. La scrittura ancora una volta mi viene in contro e mi accompagna durante la mia crescita personale. L’orario di cena è alle porte e probabilmente sentirò la voce di mia madre dalla cucina urlante, per avvisarmi che il piatto è già a tavola fumante. Teoricamente se non mi vengono a chiamare non dovrei riuscire a sentire nulla, come buon isolante ho portato con me le mie amate cuffie, in realtà le ho “rubate” a mia sorella ma lei non l’ha mai notato, che mi fanno viaggiare in un’altra dimensione al di fuori di quella che attualmente mi circonda. Qui a casa è un casino vero e proprio. In cucina non si capisce nulla, la nostra veranda, ossia il luogo dove ci sono le migliaia paia di scarpe della sorella maggiore e di tutti gli altri componenti della famiglia, ha la muffa lungo i muri. Da giorni tutti i mobili e le scarpiere che erano nascosti da porte scorrevoli adesso sono sparsi ovunque per la cucina e il salotto è sommerso da scatole di scarpe. Poi c’è mio padre che borbotta per qualsiasi cosa; anche aprire il frigo e prendere la bottiglia della gassosa è motivo di imprecazioni, non scherzo. È un periodo particolare un po’ per tutti immagino e mi auguro che esso si risolverà nel migliore dei modi perché ho bisogno di essere in un clima sereno.
Please, deep breath right now!












