Traslochi e accumulo compulsivo
In quest’ultimo periodo mi sono vista costretta e impacchettare tutta la mia roba e a trasferirmi temporaneamente per fare dei lavori in casa, e mi sono resa conto di una cosa agghiacciante: sono un’accumulatrice compulsiva.
La cosa mi ha parecchio sconcertato, soprattutto perché ho preso tutto il coraggio che avevo e ho iniziato a buttare via roba a pacchi, avendo attacchi di bipolarismo che, dopo aver buttato via tutti i miei giornalini delle Witch, mi hanno portata istintivamente a rincorrere il camion della spazzatura piangendo perché “sono i ricordi della mia infanzia e io me ne dimenticherò”.
Ho accumulato di tutto: bottiglie di birra vuote, orribili oggettini in ceramica, scatole vuote, bambolotti senza testa, orecchini e collane rotte che “prima o poi aggiusterò”, utensili da cucina che sembrano strumenti chirurgici ma “non si sa mai potrebbero servire”, ombretti e lipgloss risalenti al ‘98, pacchetti di tabacco evidentemente vuoti, accendini che non funzionano, i poster dei Tokio Hotel di quando ero adolescente (TUTTI I POSTER, tipo una libreria di poster), il cuscino a forma di cuore regalatomi dal mio fidanzatino in seconda media, caramelle, barattoli, diari segreti, quaderni delle elementari, lego, calzini spaiati e chi più ne ha più ne metta.
Ma stranamente la cosa che mi ha sconvolto di più sono stati la quantità di vestiti che ho nell’armadio e che non metto MAI. Naturalmente la scusa per non buttarli è sempre “ma sì, non si sa mai che si presenti un’occasione per metterli, tipo una festa in maschera o un cambio di moda improvviso”.
Per anni non ho voluto ammettere a me stessa che alcuni vestiti che ho nell’armadio non starebbero bene neanche a Cara Delevigne (che sarebbe fica anche con un sacco della spazzatura addosso), solo perché mi scocciava aver comprato dei capi d’abbigliamento inutili, solitamente perché “erano in offerta”, “costavano troppo poco per non comprarli” o “era un pomeriggio di shopping molto triste e dovevo comprare qualcosa”.
Alla fine della fiera, dopo essermi costretta a buttare un’ingente quantità di vestiti, ho comunque riempito 5 scatoloni e 2 borsoni coi miei capi “prediletti”.
E, vi dirò, dopo aver cercato disperata la mia felpona usurata grigio-topo imbottita di pile per tutta la casa, ed essermi ricordata di averla data via, mi sono già pentita di questa “pulizia da trasloco”.