Roma, una bellissima stronza
Ho vissuto a Roma per quasi un anno e sono fuggita a gambe levate, esausta dal suo frustrante atteggiamento da prima donna. Roma è stupenda ma piena di problemi, è come una fidanzata bellissima con una dipendenza che non le permette di mantenersi da sola. Tutti vogliono vederla ma tutti notano le sue lacune e le sue pretese. Spiegato quindi questo rapporto di amore e odio, vorrei fare un semplice elenco riguardo a ciò che, appunto, ho amato e odiato di più della grande capitale. Il motivo per cui lo faccio è che voglio ricordarmi di tutte le esperienze, per quanto brutte possano essere.
Cosa ho amato:
La gricia e i carciofi alla romana
La pizza bianca calda prima di andare al lavoro
La cornetteria aperta allo smonto notte
L’alba in Via Oslavia
Ponte e Castel Sant’Angelo di notte
Piazza San Pietro di mattina presto
Piazza San Pietro al tramonto
I 5 minuti di apnea la prima volta che ho visto il Vittoriano
Trovare luoghi nascosti nei vicoli del centro per poi ritrovarsi inspiegabilmente a Piazza Venezia
Girare in macchina la città quando fa troppo caldo per stare fuori
Parlare con gli anziani alla fermata del bus
Parlare con gli anziani in coda al supermercato
I murales del quartiere Primavalle
Il sole ogni mattina
La coppia di cantanti lirici che ha cantato “Con te partirò” in Piazza del Popolo facendomi commuovere
il Roseto Comunale
La proiezione di “Tutti a casa” sulla Piramide Cestia durante i festeggiamenti del 25 aprile
Il cortile interno di un condominio in Via Oslavia, dove ogni mattina qualcuno suonava un pianoforte, il cui suono rimbombava sulle pareti dei palazzi, facendo sembrare il caos della strada lontano
Le fotografie antiche di Roma e la loro storia
L’arte ad ogni angolo della strada
Il Lungotevere in estate e i concerti
Le fontanelle
Cosa ho odiato:
Le ore perse ad aspettare gli autobus e il fatto di sapere di arrivare in ritardo sempre ed ovunque
I doppi/tripli/quadrupli turni al lavoro
La disorganizzazione dell’università
Le trattorie per turisti
I selfie dei turisti
La spazzatura dei turisti
Le folle di turisti che mi hanno impedito ogni volta di vedere da vicino la Fontana di Trevi
I turisti
La sensazione di solitudine che puoi provare solo in una città enorme dove sei l’ultima arrivata
La periferia
L’omofobia e il razzismo del mio coinquilino
La spazzatura
Il caldo
La maleducazione e assenza di prudenza degli automobilisti
Il caos
Il traffico
Il menefreghismo
Andare in centro durante il weekend
Passare i giorni liberi chiusa in casa perché tanto ci avrei messo un’ora solo per raggiungere il centro e probabilmente non ne valeva la pena
Essermi convinta che ogni tentativo fallito di avere degli amici non sia stato dato solo dal fatto che le mie conoscenze abitavano dall’altra parte della città, ma dal fatto che stavo sulle palle a tutti
Aver lasciato perdere ogni tentativo di costruire una vita sociale
Aver bisogno di raccomandazioni per riuscire ad avere una lavoro
La sanità che non funziona (a meno che non sia privata)
Aver conosciuto una persona fenomenale con cui avrei potuto passare del tempo di qualità 15 giorni prima di andarmene
Adios, si conclude così uno degli anni più terribili della mia vita vissuto in una delle città più belle del mondo.












