"Forse l’ho già detto che ci conoscemmo a primavera e forse ho detto già che la primavera è un bel posto per incontrarsi. La verità è che mancavano cinque giorni alla primavera forse sei. E non ricordo se già l’ho detto ma quando lo vidi la prima volta tremavo forse sì l’ho detto lui non se ne accorse tremava. Non era il freddo, cazzo era primavera era quasi primavera, l’ho detto? certo. È che quando l’ho visto la prima volta ho capito. Ho capito in quel momento preciso quando l’ho visto entrare che avrei voluto potuto passare la vita con lui passare la mia vita con lui ad inventarci nuovi tipi di baci. Non male come prospettiva, no? La prima volta che abbiamo dormito assieme mi sono svegliato prestissimo ero troppo agitato e contento lo guardavo dormire in quella strana posizione con le braccia tutte ingarbugliate e la faccia all’insù. Lo guardavo sperando si svegliasse sperando di non svegliarlo sperando mi sorridesse, al risveglio. Non so se l’ho già detto ma amavo il suo corpo come ho amato poche cose al mondo le mie mani a un certo punto lo seppero a memoria quel corpo lì. Avevo sviluppato una sorta di dipendenza tattile per il suo corpo. Non sono sicuro di averlo già detto a lui lo dissi fu una delle prime cose che gli dissi gli spiegai che la mia ossessione per i baci è data dal fatto di aver sofferto una gran fame di baci, intendo per molto troppo tempo. Lui capì subito il problema e si prodigò in una cura ricostituente a base di labbra, di lingue, di schiocchi. Dovrei aggiungere qualcosa sul suo sorriso ma temo di non esserne capace. Sapeva sorridere il che, non è così scontato. Forse non l’ho detto forse sì se questa fosse una poesia sarebbe una dichiarazione d’amore ho usato il passato per confondervi le idee."