꧁ MY MASTERLIST ꧂
Una miriade di pensieri pervase l’astuta e machiavellica mente del Dio degli Inganni, appena sedutosi sul divanetto del salotto.
Elucubrazioni mentali dedicate nondimeno che alla graziosa figlia di Bjorn e Sigrid, affiancata da uno scellerato come suo futuro consorte.
Preferì lasciare il ricevimento prima delle loro imminenti nozze, permeato da un’insana gelosia finora repressa agli occhi dei presenti.
Bramava quella giovane donna dalla bionda chioma, salvandola da uno spregevole destino filato dalle Norne.
Eppure comprese a proprie spese che nel giro di poche ore non le sarebbe mai più appartenuta.
Odiò entrambi con estremo ardore, crogiolandosi nella più completa solitudine dentro gli sfarzosi appartamenti privati.
La consueta lettura notturna lo avrebbe aiutato a distrarsi da tutto il resto.
Afferrò il tomo riposto sopra il tavolo, leggendo a mente ogni singola frase scritta.
Sfogliò le svariate pagine del libro, finché l’udire di un lieve bussare non interruppe l’azione.
Da dietro il portone, l’inconfondibile voce di Sigyn non poté far a meno di sorprenderlo.
L’accolse con innata freddezza, permettendole di accomodarsi.
Costei indossava una semplice veste bianca e i capelli erano completamente sciolti.
“A cosa devo la vostra inaspettata visita, Lady Sigyn?”
Proferì con un punto di domanda, tagliente e affilato come uno dei suoi immancabili pugnali.
Sigyn notò l’atteggiamento pacato, ma ben distaccato e gelido nei suoi confronti.
Covava rabbia, risentimento e forse anche dolore a causa di ciò che sarebbe avvenuto l’indomani.
“Sono qui per te, Loki di Asgard. Non lascerò che le nostre strade si separino, almeno per stanotte.”
Confessò informale, decretando che lo avrebbe amato per l’ultima volta.
Loki emise un risolino amaro, squadrandola rapace.
Le gemme azzurre della bella Vanir si scontrarono col verde intenso dei suoi occhi, perdendosi l’un l’altra.
Un lento esame visivo da sconvolgerne gli animi inquieti.
Ultimato di studiarsi a vicenda, Lingua D’Argento riprese la parola.
“Hai corso un gran bel rischio, venendo qui; che nessun Einherjar abbia avuto modo d’incrociare la tua presenza. Puoi ritenerti fortunata.”
Riconobbe sardonico, ghignando maliziosamente.
Dopodiché estrasse dalla credenza una bottiglia di pregiato idromele, versando il liquido ambrato in due appositi calici argentati.
Glielo porse cortese, sorseggiando il proprio con eleganza.
Sigyn saggiò il contenuto, definendolo di ottimo gusto.
“Non proverò mai simili sentimenti per Theoric, sei tu l’uomo a cui voglio donare il mio cuore.”
Precisò lei, stanca di celare le proprie emozioni.
Si erano odiati e in seguito amati nell’arco di una sola annata, tra litigi e incontri carnali davvero intensi.
Una potente attrazione sia fisica che mentale, travolgendoli a pieno.
“Esserti fedele sempre, nonostante tutto. Non m’importa dei pregiudizi che circondano la tua persona, non più. Sono certa che tu sia migliore di così.”
Continuò la graziosa dama, dichiarandosi apertamente a colui che ordiva imbrogli con estrema facilità.
Confessioni da smuovergli l’anima, inducendolo a posare la coppa sul tavolo.
“Non temi la mia indole volubile e menzognera, piccola e sfacciata Vanir? Che possa usarti per i miei crudeli scopi?”
Mormorò beffardo vicino al suo viso, desideroso di fiondarsi sulle sue morbide labbra.
Ella dissentì con una sicurezza e determinazione mai viste prima, stupendo il principe.
“No, perché non ne saresti capace quando si tratta di me.”
Affermò decisa, dimostrando di sapere cosa volesse.
Le dita piccole e delicate si posarono sopra le sue, infondendogli conforto.
Le loro bocche si cercarono dolcemente, perdendosi nell’oblio dell’eccitazione.
Bramarono molto di più, proseguendo coi baci sempre più insistenti e passionali.
La donna fu distesa sul sedile dalla stoffa verde con eccessiva grazia, lasciandosi andare a lui.
Premure docili, ma al contempo furiose da renderla schiava delle sue attenzioni.
“Stolto vigliacco di un soldato, non la otterrai mai.”
Giurò vendicativo tra sé, intento a torturarle avido il collo.
Sigyn gemette e sospirò di piacere, invocando il nome dell’amato.
Il Signore del Caos si dilettò a vederla in balìa del suo potere, riserbandole parole seducenti.
L’Amica della Vittoria fremette di ardente desiderio, ansimando per la voluttà.
“Ho bisogno di te.”
Confidò sommessa, stupendo l’Ase mentre lambiva e baciava la pelle soffice della fanciulla.
“Facciamo l’amore, ti prego.”
Supplicò poi, inspirando l’odore di cuoio e muschio.
Non ci pensò due volte che la prese in braccio, conducendola in camera da letto.
La depose sul materasso, rimuovendole il candido abito per assaggiarla ovunque.
“Appartieni a me, Sigyn di Vanaheim: vedi di rammentarlo in eterno.”
Sancì risoluto il Fabbricante di Bugie, trapelandone comunque la devozione.
“Lo so.”
Soffiò la bionda, sorridendo mesta.
Ella cominciò a spogliarlo dei suoi indumenti, abbandonandosi alla libidine.
Il sagace ingannatore del regno d’oro stabilì un nuovo contatto con le labbra, divenendo sempre più profondo.
Mugugnarono inebriati, amandosi disperatamente.
Separarsi era come commettere un orribile sacrilegio.
“Ti amo, Loki.”
Pronunciò commossa la figlia del generale Vanir, baciandogli uno zigomo.
Il moro non rispose, sconvolto da una rivelazione così autentica e colma di romanticismo.
Non era abituato a simili manifestazioni affettive da parte di donne che non fossero sua madre.
Afferrò il dorso della mano, elargendole un bacio carico del medesimo sentimento.
Sigyn arrossì per via del gesto, ridacchiando felicemente.
Consumarono l’amplesso, rotolandosi tra le lenzuola di seta smeraldine.
Si ritrovarono ansanti e sudati, l’una tra le braccia dell’altro.
“Sfiderò la sorte se necessario. Theoric e tutti coloro che sono favorevoli alla vostra insulsa unione non l’avranno vinta.”
Garantì duro e al contempo determinato, sfiorandole la chioma lucente.
“Pensi davvero che i tuoi stratagemmi funzioneranno? Odino non ne sarà affatto lieto.”
Replicò titubante la bellissima Vanir, blandendogli il torace glabro.
“Gli Æsir non conoscono la resa, cara Sigyn: lotterebbero con le unghie e con i denti pur d’ottenere ciò che spetta loro di diritto. Mio padre dovrà mettersi l’animo in pace non appena lo saprà.”
Una pericolosa promessa che avrebbe potuto minare l’equilibrio tra un’antica alleanza, durata per diversi secoli.
“Se dovesse accadere qualcosa d’irreparabile a te, non me lo perdonerei mai. Non meriti di pagare l’alto prezzo per la mia infedeltà verso Vanaheim.”
Loki invertì le posizioni, gravandole sopra: fu lesto a stringerle i polsi, però senza recarle dolore.
“Credo sia il caso di rivalutare il vero concetto di fedeltà, principessina. Non recherai alcun torto, seguendo i tuoi desideri. Riscrivere la propria storia, cambiando le regole del destino è un atto puramente leale verso sé stessi. Non lasciare che nessuno t’intralci, sii libera.”
La Dea rimase piuttosto colpita da quelle frasi ferree, ma terribilmente veritiere.
Annuì silente, scrutando il fisico scultoreo e asciutto del guerriero su di sé.
I lunghi riccioli d’ebano le solleticarono la fronte, vogliosa d’accarezzarli.
La liberò dalla presa, concedendole d’essere toccato e riempito d’adorazione.
La luce fioca e tremolante delle candele la resero ancora più incantevole e sensuale dinnanzi ai suoi occhi.
Rinunciare a quella donna sarebbe stato impossibile per uno del suo calibro.
Avrebbero passato assieme la loro ultima notte, percorrendo i sentieri più insidiosi e oscuri della lussuria.
Un turbine di sfrenata follia, mescolandosi all’indissolubile legame instauratosi nel corso del tempo.
Un amore devastante da superare qualsiasi ostacolo.
𝑭𝒊𝒏𝒆
One Shot:
~ Mischief And Fidelity ~
Name Chapter:
~ The Last Night ~












