Art City White Night 2026
Lo studio erAArte presenta
Simona Ruggeri e Felix Dario Ruggeri
UNTITLED “L’opera è la diffusione del Pensiero”
Opening sabato 7 febbraio 2026 dalle ore 20 alle 24 in via Nazario Sauro 7/a - Bologna, Italy.
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Art City White Night 2026
Lo studio erAArte presenta
Simona Ruggeri e Felix Dario Ruggeri
UNTITLED “L’opera è la diffusione del Pensiero”
Opening sabato 7 febbraio 2026 dalle ore 20 alle 24 in via Nazario Sauro 7/a - Bologna, Italy.
ALL LIVE DA ARTE FIERA 2018 – IL PENSIERO DEI GALLERISTI
di Alexander Stefani
Arte Fiera Bologna è iniziata in tutta la sua grandezza. Sono numerosissime le gallerie, nazionali ed internazionali, partecipanti e noi di ALL abbiamo fatto, appositamente per voi lettori, una chiacchierata con alcuni galleristi presenti alla storica manifestazione bolognese. In particolare, abbiamo cercato di cogliere le impressioni dei titolari delle gallerie riguardo questa seconda Arte Fiera diretta da Angela Vettese. Inoltre, abbiamo indagato circa la presenza di pubblico e collezionisti esteri, poiché si tratta di un caratteristica molto importante per una manifestazione commerciale dedicata all’arte contemporanea. Infine, qualche domanda è stata rivolta ai galleristi sulla propria proposta artistica e, naturalmente anche sull’andamento degli affari. Molti di loro non ancora avuto modo di esplorare approfonditamente la fiera per osservare gli stand dei loro colleghi, segno inequivocabile che ad Arte Fiera Bologna si contratta, e di conseguenza, si vende parecchio!
Main Section
Galleria Michela Rizzo – Venezia www.galleriamichelarizzo.net/
Michela Rizzo
- Questo è il secondo anno di Angela Vettese in veste di direttrice artistica di Arte Fiera Bologna. Cosa pensa di questa direzione 2018? Una conferma o una bocciatura?
Abbiamo partecipato anche l’anno scorso ad Arte Fiera e confermiamo assolutamente l’operato di Angela. Noi siamo grandi ammiratori di Angela perché, in quanto veneziani, sappiamo molto bene il grandissimo lavoro che ha fatto per la nostra città, in particolare alla Fondazione Bevilacqua La Masa. Profonda stima per la direttrice, anche se con Arte Fiera il compito non sarà facile. Si vedono e si sentono già i miglioramenti. In bocca al lupo!
- Per quanto riguarda il collezionismo, qui in fiera ha avuto contatti maggiori con clienti italiani o stranieri?
Ci sono dei collezionisti libanesi interessati ai nostri lavori.
- La sua gallerie presenta ad Arte Fiera talenti emergenti o artisti già affermati?
Trattiamo artisti giovani come Matteo Fato e Martino Genchi, ma anche artisti storicizzati come Nanni Balestrini. Tutti questi artisti sono presenti in fiera con il nostro stand. Genchi l’anno scorso è stato apprezzato particolarmente per una sua mostra presso il Museo Civico Medievale di Bologna. Quest’anno Martino è anche in lizza per vincere il “Premio Porsche” qui in fiera.
- A suo parere, qual è la parte della fiera più interessante?
Ho avuto davvero poco tempo per farmi un giro della fiera.
- Considerando le vendite, come sta andando in generale la fiera? É soddisfatta?
Più che soddisfatta.
- A che altre fiere ha partecipato?
Art Verona e anche qualche fiera estera.
Studio Trisorio – Napoli www.studiotrisorio.com
- Questo è il secondo anno di Angela Vettese in veste di direttrice artistica di Arte Fiera Bologna. Cosa pensa di questa direzione 2018? Una conferma o una bocciatura?
É da circa 10 anni che la nostra galleria partecipa ad Arte Fiera e crediamo che la manifestazione stia aumentando in termini di qualità. Confermo la Vettese al timone dell’evento bolognese.
- Durante questa edizione di Arte Fiera ha notato la presenza di un pubblico internazionale?
Il pubblico è ancora prevalentemente italiano, ma noto degli sforzi, da parte degli organizzatori, per portare anche visitatori stranieri.
- La sua gallerie presenta ad Arte Fiera talenti emergenti o artisti già affermati?
Il nostro studio tratta solo artisti affermati. Il più giovane è Francesco Arena che ha comunque già parecchi anni di attività alle spalle.
- A suo parere, qual è la parte della fiera più interessante?
Non ho avuto modo di visitare la fiera.
- Considerando le vendite, come sta andando in generale la fiera? É soddisfatta?
Solo dei contatti per il momento.
- A che altre fiere ha partecipato?
Miart, Madrid e Art Basel.
Studio d’arte Raffaelli – Trento www.studioraffaelli.com
Giordano Raffaelli
- Questo è il secondo anno di Angela Vettese in veste di direttrice artistica di Arte Fiera Bologna. Cosa pensa di questa direzione 2018? Una conferma o una bocciatura?
Sono quasi venticinque anni che il mio studio partecipa ad Arte Fiera e credo sia troppo presto per dare un giudizio significativo. La risposta del pubblico è molto buona e ho notato che l’organizzazione fieristica ha imposto maggiore ordine fra gli stand. C’è ancora molto lavoro da fare.
- Durante questa edizione di Arte Fiera ha notato la presenza di un pubblico internazionale?
Il pubblico internazionale è pochissimo, questo anche perché molte importanti gallerie straniere hanno smesso di partecipare.
- Per quanto riguarda il collezionismo, qui in fiera ha avuto contatti maggiori con clienti italiani o stranieri?
Tutti della nostra nazione.
- La sua gallerie presenta ad Arte Fiera talenti emergenti o artisti già affermati?
Per questa edizione abbiamo diviso lo stand in due parti. Da un lato degli artisti affermati che si misurano con l’arte americana degli anni ’80, e dall’altro dei giovani emergenti.
- Considerando le vendite, come sta andando in generale la fiera? É soddisfatto?
Al momento poco o niente. Molte trattative anche perché i clienti prima di acquistare ci pensano parecchio.
Studio Vigato – Alessandria www.studiovigato.com
- Questo è il secondo anno di Angela Vettese in veste di direttrice artistica di Arte Fiera Bologna. Cosa pensa di questa direzione 2018? Una conferma o una bocciatura?
Dato che eravamo presenti anche lo scorso anno non posso che confermare il lavoro iniziato dalla Vettese. Ho notato una leggera evoluzione in termini di qualità.
- Per quanto riguarda il collezionismo, qui in fiera ha avuto contatti maggiori con clienti italiani o stranieri?
Considero questa manifestazione la prima fiera d’arte italiana e i collezionisti sono prevalentemente italiani. Ci sono comunque degli ottimi contatti con clienti stranieri.
- La sua gallerie presenta ad Arte Fiera talenti emergenti o artisti già affermati?
Io tratto solo artisti storicizzati e molti di questi meriterebbero una maggiore considerazione sul mercato.
- A suo parere, qual è la parte della fiera più interessante?
Il tempo lo utilizzo quasi tutto per la clientela. Noto comunque una fiera di alto livello.
- Considerando le vendite, come sta andando in generale la fiera? É soddisfatto?
No comment per il momento. É ancora troppo presto.
- A che altre fiere ha partecipato?
Milano e Parigi.
Solo Show
Silvano Lodi Gallery – Lugano www.silvanolodi.com
Silvano Lodi
- Questo è il secondo anno di Angela Vettese in veste di direttrice artistica di Arte Fiera Bologna. Cosa pensa di questa direzione 2018? Una conferma o una bocciatura?
Da quando la Vettese è al timone di Arte Fiera noto un grande miglioramento. Sono soddisfatto soprattutto per l’aumento della qualità generale delle gallerie partecipanti e di conseguenza delle opere esposte. Inoltre è presente più ordine ed equilibrio e quindi il bombardamento visivo, tipico delle fiere d’arte, è diminuito. Ci si gode di più l’intera manifestazione.
- Durante questa edizione di Arte Fiera ha notato la presenza di un pubblico internazionale?
In realtà ne ho visto poco e questo mi dispiace perché Arte Fiera è uno degli appuntamenti fieristici più antichi. Vorrei diventasse l’Art Basel italiana. Il pubblico è prevalentemente italiano ed arriva da tutta la penisola. La posizione della fiera consente di raggiungerla con comodità e tranquillità.
- La sua gallerie presenta ad Arte Fiera talenti emergenti o artisti già affermati?
Qui presento una personale dell’artista mantovano Giulio Turcato e devo dire che c’è grande interesse da parte dei collezionisti. In galleria tratto di tutto, artisti emergenti contemporanei e pure opere antiche.
- A suo parere, qual è la parte della fiera più interessante?
Userò l’ultimo giorno di fiera per farmi un giro.
Alexander Stefani - Corso di laurea magistrale in Arti Visive - Università di Bologna
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Riviste d’arte: osservatori privilegiati o strumenti dell’istituzione? Cosa sono e qual è il loro ruolo?
di Giulia Montaperto
Anche per l’edizione di quest’anno di Artefiera, curata da Angela Vettese, è stato ideato uno spazio fisico e intellettivo dove le idee, dopo aver assunto un’iniziale forma nelle menti dei relatori, incontrano quelle del pubblico e, infine, danno origine alle nuove versioni di loro stesse, derivanti dalla soffice miscela degli altri due ingredienti. Questo procedimento, però, non si è esaurito nella seconda sezione del Convegno Internazionale Tra mostra e fiera: entre chien et loup: esso è, invece, infinito come infinite sono le idee generate dalle menti umani.
Iniziato nel tardo pomeriggio della prima giornata d’apertura e proseguito nella giornata successiva, la seconda sezione dal titolo Riviste d’arte: osservatori privilegiati o strumenti dell’istituzione?, curata da Camilla Salvaneschi, ha messo a fuoco come le riviste d’arte siano una «critical machine», difficili da definire all’interno del variegato sistema dell’arte contemporanea. Negli ultimi anni è stato riscontrato un tale interesse su questo tema da estendere, per esempio, i confini di questi testimoni del nostro tempo alle fiere d’arte: nel 2003 dal periodico Frieze ha avuto origine la Frieze Art Fair; nel 2004 l’esempio italiano della rivista Flash Art, nata da un’idea di Giancarlo Politi nel 1967, ha dato luogo alla Milano Flash Art Fair; nel 2015 il magazine Art South Africa, voluto dai coniugi Suzette e Brendon Bell-Roberts, ha spontaneamente generato la That Art Fair e, solo due anni dopo, la Art Africa Fair.
Le porte del dibattito sono ufficialmente aperte con l’intervento di Gwen Allen (San Francisco State University) che ha definito l’incontro tra gallerie, collezionisti e riviste un «communication network», ovvero un fertile terreno sul quale i tre attori si incontrano, dialogano e, naturalmente, si influenzano attraverso l’operato di ciascuno. Risalendo fino all’antenato della rivista d’arte, individualbile nella lettera del 1741 di Monsieur de Poiresson-Chamarande, la critica d’arte era pensata allora come un dialogo con l’interlocutore, uno spazio nel quale esprimere il personale punto di vista.
Nel ventesimo secolo l’elevata qualità grafica e una rinnovata cultura visiva hanno contraddistinto il mondo delle riviste d’arte. Sulla scia di tali cambiamenti si inseriscono anche gli artisti che si mettono alla prova con questo strumento di diffusione delle loro opere: Aspen issue 5+6, pubblicato nel 1967, vede il confronto tra lavori di John Cage, Marcel Duchamp, Dan Graham solo per citare alcuni nomi. L’era della globalizzazione incide notevolmente sulla diffusione dei magazine. Inoltre, anche l’era internet lascia un importante segno: «aumentare la circolazione significare aumentare la circolazione del tempo», il tempo delle opere, il tempo dell’Arte.
Nel ventunesimo secolo numerose sono le riviste che si dedicano all’arte e alcune di queste sono Pages (2003), Artterritories (2010), Chimurenga Chronic (2011), South as a State of Mind (2012).
Moky May (ArtReview) ha sottolineato come il triangolo, i cui vertici sono gli artisti, le gallerie e i collezionisti, sia il fulcro del sistema dell’arte contemporanea. I tre sono, infatti, collegati tra di loro, agiscono insieme, e a questi si aggiungono gli art magazines: «artists need art magazines», dice il relatore. Ma qual è il ruolo di questi ultimi con il triangolo? «Art magazines need galleries and collectors». C’è molto altro! «Art magazines need museums shows, biennals and museums». Si può così trarre la conclusione che le riviste siano una risorsa fondamentale per ogni aspetto del mondo dell’arte. E come aumentare l’ampiezza dell’abbraccio? Sfruttando a proprio vantaggio la tecnologia e gli hashtag che spopolano sul web: nel mondo dei social network le parole chiave raggruppano ciò che un tempo era difficile mettere insieme; oggi, invece, è più immediata la ricerca di un magazine o di un tale artista. Questa è, infatti, l’incarnazione della democratizzazione dell’arte, sia contemporanea, sia moderna. Se però la tecnologia, come un’onda travolgente, ha pervaso anche l’universo dei magazine, che fine farà la versione cartacea, l’originario supporto sul quale è stato scritto la prima riflessione critica sull’arte? «Art magazine can survive as an object».
Jörg Heiser (Universität der Künste Berlin/Frieze) ha paragonato l’attualità al circo delle mega-mostre e delle fiere d’arte dove l’attesa in fila è essa stessa parte dell’installazione, dove c’è l’evento spettacolare senza lo spettacolo e, soprattutto, gli spettatori.
Jens Hoffmann (The Exhibitionist) ha affrontato il tema del convegno illustrando il caso della rivista The Exhibitionist e dei suoi dodici numeri raccolti in un unico volume dal titolo The Exhibitionist: Journal on Exhibition Making: The First Six Years.
Brandon Bell-Roberts (Art Africa) ha riportato il caso della sua rivista, Art Africa magazine, fondata insieme a sua moglie nel 1999. La ragione dietro la loro creatura risiede nell'esigenza di dar voce al panorama artistico africano, fino ad allora non preso in considerazione.
Stephanie Bailey (Ocula/Ibraaz), traendo spunto dalle proprie ricerche sulle strategie del mondo dell’arte contemporanea, ha evidenziato come le fiere nazionali ed internazionali siano un momento importante per comprendere le dinamiche politiche del sistema dell’arte contemporanea.
Secondo Antonio Scoccimarro (Mousse) la rivista d'arte, negli ultimi 40 anni, è stato un ottimo strumento per educare gli italiani e anche un incubatore per dare visibilità al lavoro dei nuovi artisti.
Infine, dopo illustri voci del panorama internazionale, viene da chiedersi: cos’è una rivista d’arte e a cosa serve? Essa è uno strumento dell’arte al servizio dell’arte che riflette l’arte e che si fa suo interlocutore.
Giulia Montaperto – Laureanda in Arti Visive - Alma Mater Studiorum, Università di Bologna
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