È strano, sai? Saperti opposto ma corrispondente;
come quando mi hai detto che hai la fissa per la cancelleria e io ho sorriso stringendo la penna blu che porto sempre dietro.
O quand'anche mi arrabbio, e tu abbassi gli occhiali sul naso e assumi un'aria buffa, perché l'orgoglio ti fa gonfiare il petto ma non ti frena dal farmi gonfiare il cuore.
E, così, assecondi i miei capricci e poi fingi di scocciarti e io assecondo il tuo finto malumore fingendo di non sopportarti.
E poi sei rumoroso e ridi in eccesso, ridi di gusto e io mi gusto, in te, il riflesso stesso delle mie più vere risate.










