26 Marzo 1882
«È arrivato, miss. E c’è un altro uomo con lui.» «Dovevo immaginarmelo…» «Cosa volete che faccia?» «Falli entrare, Mairi, cos’altro potrei mai fare? Falli accomodare e di’ ad Adèle di preparare il tè e di servirlo in salotto tra venti minuti. Di’ a Jeannine di preparare due camere per gli ospiti, più lontane possibili dalla mia, e che non tocchi la camera azzurra. E torna subito qui, ho bisogno di te per finire di prepararmi.» «Sì, miss Brianna.» La domestica, solerte, si inchina e si richiude la porta della stanza alle spalle, lasciando Brianna da sola, seduta alla toilette della sua stanza. La donna si guarda nello specchio per un lungo momento, la spazzola ancora in mano; si esamina il collo, la modestissima scollatura per controllare che non vi siano segni di alcun genere, prima di stringere le labbra, posare la spazzola sul ripiano di legno e alzarsi in piedi, accompagnata dal leggero fruscio del sobrio abito grigio perla che indossa. «Accidenti a lui…» Mormora, passandosi la mano tra i capelli ancora sciolti e mordendosi il labbro inferiore, muovendo qualche passo inquieto nella stanza come una fiera presa in gabbia. «Calma, Brianna.» Si impone dopo un momento, ed è felice che Mairi torni a pettinarle i capelli in un raccolto alto ed elegante, così almeno non può dare segni di quell’agitazione che prova. «Mia cara Brianna.» La accoglie Alexander con uno dei suoi falsi sorrisi tutti miele, così come dolce è il suo tono di voce, come sono carezzevoli le sue mani che si tendono in avanti a cercare quelle della figlia, che gliele concede con una certa riluttanza ben mascherata. Alexander pare osservarle per qualche attimo, trovandole piccole, bianche e nude, come sempre. «Padre. Confido che abbiate fatto buon viaggio.» «Certo, mo nighean mhaiseach, uno splendido viaggio. Breve, rilassante e in ottima compagnia.» Aggiunge, dando un’occhiata all’altro uomo presente nel salotto, che, da quando Brianna è entrata, non le ha staccato gli occhi di dosso per un momento. «Non mi presentate il vostro ospite, padre?» Dice lei, spostandogli addosso un paio di occhioni blu apparentemente innocui e che fanno sobbalzare appena l’ospite. «Aspettavo il momento migliore, mia piccola impaziente.» Ribatte Alexander, con le labbra improvvisamente tese in quel sorriso che, se visto in volto a lui, non promette davvero niente di buono e fa alzare le sopracciglia di Brianna in un moto di preoccupazione. L’altro, un uomo circa della stessa età di Alexander, più basso e più tarchiato, dai corti capelli e dalla barba curata che dal rosso ramato iniziano a sfumare verso il bianco, si fa finalmente avanti, le braccia tenute dietro la schiena in una posa severa, come severa è l’espressione del volto. «Ho il piacere di presentarti Kenneth MacIntyre.» Brianna tende la mano in un gesto automatico, e con altrettanta meccanicità riceve il suo baciamano, eseguito stranamente a regola d’arte. «Mi avevate detto che vostra figlia era bella, MacKenzie, ma nessuno dei ritratti che mi avete mostrato riesce a renderle giustizia. Lieto di fare la vostra conoscenza, miss.» «Il piacere è mio, mister MacIntyre.» Ribatte lei, il tono freddo e gli occhi puntati interrogativamente su Alexander. Perché mai dovrebbe avergli mostrato dei suoi ritratti? «Quanto pensate di trattenervi? Ho chiesto alla mia domestica di prepararvi le camere degli ospiti.» «Oh, non ci fermeremo a lungo, in realtà.» Replica Alexander, sempre con quel sorriso in volto; una frase che farebbe sospirare Brianna di sollievo, se non fosse per quel sorriso. «Una quindicina di giorni, all’incirca. Il tempo di prepararci per l’undici di aprile, mo chride.» «Cosa succede l’undici di aprile?» Domanda lei, piegando la testa da una parte, sospettosa. «Non ti avevo detto che ti avrei preparato una sorpresa? Eccola. L’undici di aprile tu ti sposi.» «Che cosa?» Il sorriso di Alexander si amplia nel vedere il malcelato sgomento sul viso della figlia. «Via, via, Brianna, non sta bene comportarsi così di fronte al tuo futuro sposo.» Gli occhi di Brianna si spostano dal volto del padre a quello di MacIntyre, che la sta osservando con un sorrisetto compiaciuto. «Ma…» «Mister MacIntyre è un vedovo proprio come te, e ha pensato che avresti fatto perfettamente al caso suo, visto che sei già stata sposata e hai sofferto il dolore della perdita di un amato marito. Quanto tempo è passato dalla dipartita della vostra deliziosa consorte, MacIntyre?» «Gillian è morta due anni fa.» «Sono spiacente per la vostra perdita, ma…» Prova a interrompere Brianna, zittita dalla mano di Alexander che le si posa su una spalla esile e la stringe. Le sembra improvvisamente di avere di nuovo quattordici anni, con quel tocco violento e volitivo. «Non devi preoccuparti di niente, mo nighean bhan, mister MacIntyre ha superato egregiamente il suo dolore ed è ben felice di condurti all’altare, per aiutare te a superare il tuo allo stesso modo. Abbiamo già organizzato tutto quanto. Confidiamo che il tuo vestito da sposa ti entri ancora, no?» Domanda, passandole una mano attorno alla vita sottile e dando un cenno affermativo col capo. «Sì, qualche aggiustamento e sarà perfetto. MacIntyre, prego…» Invita l’altro con un gesto della mano, scansandosi da Brianna e facendogli spazio. L’uomo non perde neanche tempo a inginocchiarsi, prende la mano della giovane e le infila all’anulare un anello che in tutto e per tutto, per fattura e per pietre utilizzate, è simile a quello che le aveva donato nonna Ailith così tanti anni addietro e che adesso non le appartiene più. Brianna sgrana gli occhi, alzandoli un attimo dopo su Alexander e trovandolo con un sorriso da gatto che si è appena leccato via una scodella di panna. Opera sua, indubbiamente. «A mhic an diabhoil…» Impreca lei a denti stretti, guardandolo dritto negli occhi e leggendovi una soddisfazione che non le piace per niente. Brianna chiude gli occhi per un momento, e l’istante dopo è di nuovo assolutamente padrona di sé, rigida, altera, con un’espressione che non lascia leggere niente. Sposta gli occhi tra un uomo e l’altro, chinando il capo alla fine. «Mister MacIntyre, sarò onorata.» Mormora, suscitando un sorriso decisamente compiaciuto in quello che, a quanto pare, è il suo nuovo fidanzato. «Vi chiederei però, adesso, di concedermi un momento da sola con mio padre. Mairi sarà felice di mostrarvi la vostra stanza, così potrete sistemarvi e rinfrescarvi dopo il viaggio.» Gli porge nuovamente la mano, che viene presa tra le due mani dell’uomo e baciata, e richiama subito la domestica, che si affretta a occuparsi del nuovo ospite. Alexander, rimasto solo con Brianna, va a sedersi su una delle poltroncine del salotto, accomodandovisi con un’aria a dir poco soddisfatta dall’esito della sua piccola sorpresa. «Dovevo immaginarlo, padre. Non avreste potuto organizzare niente di più meschino.» Inizia a dire lei a bassa voce, dandogli le spalle, osservandosi la mano con quell’anello che non voleva più rivedere. «Non è ancora finito il mio lutto, e già mi combinate un nuovo matrimonio. Non posso sposare quell’uomo e voi lo sapete benissimo. Potrebbe essere mio padre, ha la vostra età!» «Oh, mia cara, l’ho scelto proprio per questo. MacIntyre ha abbastanza ferro nel suo carattere per poter piegare il tuo, abbastanza esperienza alle spalle per non farsi abbindolare dalle arti femminili, in cui tu sei indubbiamente maestra, e ha abbastanza fegato da prendersi una come te.» Si allunga a prendere una tazza del tè perfettamente servito dalla cuoca, e che per tutto questo tempo è rimasto bellamente ignorato sul tavolinetto, e si mette a sorseggiarlo con calma, come se niente fosse. «‘Una come me’ fa anche a meno di un altro matrimonio, padre.» «Di questo ne sono più che certo, ma non intendo lasciarti libera di combinare altri guai, Brianna. Ne hai già fatti abbastanza perché io sia disposto a tollerare ulteriormente. Questo matrimonio si farà, e stavolta non sarò così magnanimo da concederti scappatoie. L’ultima volta che ho accondisceso a un tuo capriccio, ti sei scelta un marito talmente stupido da farsi ammazzare in un bosco dopo averti lasciata come una sgualdrinella che gli era venuta a noia.» Brianna si volta di scatto. «Non parlate di Jude in questo modo.» «E invece ne parlo come mi pare e piace, tanto più visto che è la verità. Ti ha lasciata o no, Brianna? Non si è forse stancato di te dopo tutte quelle belle parole che mi ha vomitato in faccia su quanto ti amasse, e bla, bla, bla?» Sbuffa una risata cattiva. «MacIntyre almeno è ben oltre la fase di queste stomachevoli sciocchezze. Ti sposa perché sei mia figlia, perché sei bella e perché ogni passo che muovi si porta dietro il tintinnio dei soldi che io gli darò in cambio. Nient’altro. Non c’è nient’altro per cui valga la pena sposarti.» I pugni di Brianna si contraggono lungo i suoi fianchi, così come si rinserrano le sue labbra, unite in una linea severissima per impedirle di rispondere. Non vuole neanche dargli la soddisfazione di vederla arrabbiata o senza controllo. Solo il brillio furibondo degli occhi tradisce le mille parole che in questo momento non gli sta dicendo. «Orsù, mo luaidh, va’ a vestirti per uscire.» Riprende lui con un ghigno che fa brillare gli occhi dello stesso blu. «Stasera festeggiamo il tuo nuovo fidanzamento, e brindiamo alla futura mistress MacIntyre.» «I hate you, athair.» «We haven’t even started yet, dearie.»











