Spesso mi chiedo come sarebbe il mondo se non ci fossero schemi da seguire, se non esistessero stereotipi in qui confinarsi, se il dolore non esistesse in nessuna sua forma, se ogni diversità fosse considerata una ricchezza, se non ci fossero più le idee, se perfino ognuno giudicasse l’un l’altro guardando l’aspetto interiore e lasciando quello esteriore al vento.








