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Almost 26
I’m not sure how I’m supposed to feel right now.
Birthdays used to be easy. You counted down, made plans, ate cake. You thought about what you wanted to wish for, even if you didn’t really believe in it. But somewhere along the line, birthdays stopped feeling like a celebration and started feeling like a measurement. A weird, silent evaluation of where I am versus where I thought I’d be.
I don’t feel like celebrating this year. But I also don’t want to be forgotten.
I keep trying to talk myself into being okay with where I am — to tell myself that growth isn’t linear, that healing takes time, that I’ve survived a lot just to make it this far. And I believe that. I do. But I also feel a little off. A little hollow. A little like I’ve lost the plot.
There’s a part of me that wants to just sleep through tomorrow. But there’s another part that wants someone to remember. To say happy birthday. To mean it.
I’m not expecting a big revelation tonight. But I am trying to stay gentle. To let myself exist without needing to feel proud or joyful or even reflective.
It’s okay if I don’t feel much right now.
It’s enough that I’m still here.
easy lovers piero piccioni
Since I dunno what to do here in the magica biblioteca dove faccio la borsista cosa che inizialmente mi entusiasmava parecchio però ora mi ha rotto i coglioni, ho deciso di dar voce o comunque lettere digitali a dei pensieri che gli ultimi giorni mi hanno da riflettere il che è una cosa molto bella e molto (molto inquietante, non troppo voglio dire però inquietante).
Allora,
ultimamente mi sto dedicando al self care, mangio pulito come la mia dieta prevede, mi alzo alle 5:55, faccio attività fisica 2 volte al giorno, mi trucco sempre, ho finito il progetto -è actually in revisione- che dovrebbe CAMBIARMI LA VITA, non ho saltato l’autunnale, mancano 6 esami+laurea, anche se ho perso il lavoro ho comunque un’ottima situazione alle spalle (grazie Universo di quello che ho), leggo tutti i giorni, sono al 90% delle volte in ordine. I mean, ieri sono andata a dormire alle 21.44. Ecco.
Insomma non per tirarmela, ma voglio dire che tutto sommato sono sulla strada per il miglioramento di me stessa.
Qui c’è il mio pensiero bucato, una cosa che nella vita mai penso di aver avuto se non per qualche futile e brevissimo irricordabile periodo: ho paura.
Cazzo ma che ne so.
Ebbene siore e siori, ho paura.
E ho i brividi a scriverlo qui dalla magica biblioteca.
Ecco, sento di essere su un’alta montagna, quella della foto con mia madre e Flavia, sono sola, non c’è un’ora specifica, semplicemente sto per lanciarmi e invece non lancio, faccio qualche passo indietro, decido di no, di non andare avanti e passare in un’altra dimensione.
Allora ci sono giorni dove faccio i vecchi errori.
Che è la qualunque, xxx, ore su Tik Tok, mattinate non operative, non faccio skincare, mi vesto come non mi piace, perdo tempo, non pulisco casa, apro e chiudo il frigo apro e chiudo il cazzo di frigo continuamente e spesso anzi sempre, il mio stomaco o è chiuso o è pieno. And that’s the motherfuckin’ problem.
Faccio cose che mi disturbano, ma soprattutto, non faccio cose che mi piacciono.
Paris fashion week? E chi l’ha vista. Milano fashion week? Giammai.
Troppa ansia.
Eh già, perché a quanto pare il senso di inadeguatezza (molto più specifico nel mio caso rispetto al parlare di ansia), è lì all’angolo che mi guarda dall’alto, me lo dice con gli occhi che sono inadeguata.
Invece questa serie di “buone azioni” verso me stessa che sto mettendo in pratica vogliono tutte portarmi a ciò che fisicamente mi viene richiesto, ovvero: stai tranqui amo, vedile le fottute sfilate, prenditi sti cazoz di 10′ e vedile, non preoccuparti del resto, metti davanti le tue passioni, non avere paura, guardali i video di settore su YouTube, non preoccuparti di leggere parola per parole di un libro specifico, non avere paura.
Io invece eccomi qui, mangiata dalla paura.
Ok, scriverne mi fa stare un’inticchia meglio.
Poi indubbiamente c’è il pensiero della famiglia che grava per carità manco troppo, rispetto a quello che potrebbe gravarmi, ma là devo darmi un paccone sulla spalla da sola perché è solo grazie a me e me sola medesima se non mi faccio torturare dall’alone nero che grava in quelle persone povere; c’è da dire che no, non è per niente una passeggiata, diciamo anche che, grazie all’Universo che mi ha permesso di essere questa persona che l’anima desiderava che fossi, ho sempre messo quel mio tipo di bene volto alla tranquillità mentale e non autolesionista al primo posto, in brevis sermonibus, se una persona o situazione mi fa stare male, grave o meno essa sia, al netto che la sopportazione mi dà qualcosa in cambio, io ti quitto.
Non me ne frega un cazzo dei sentimenti, io ti quitto per non rovinarmi.
Ed ovviamente in questo caso, devo r-esistere.
Quindi niente, devo cercare di non avere paura.
Diciamo che dovrei concedere a me stessa di essere me stessa.
Such a basic content.
Is this, a basic bitch content?
No dai.
Certo c’è da dire che nel momento in cui capisci che puoi manifestare tutto ciò che desideri, la domanda che principalmente viene è la medesima: è realmente, veramente, davveramente questo, ciò che voglio nella mia vita ed esistenza?
Questo è quello che mi fa paura, perché nel momento in cui dedico tempo, un sacco di energie, sforzi, a data cosa, voglio avere la puta sicurezza che sia quella giusta. Certo, mi direte voi, come fai a 25 anni ad avere certezze? Beh io non vivo di speranze, non voglio viverci, penso che fin da ragazzina, il mio concetto base per camminare nel mondo sia stato voglio=prendo, di conseguenza, sono molto scocciata anche da me stessa di questo momento di insicurezza, perché nell’avvenire dei vari cambiamenti che ho affrontato nel corso del tempo, la verità è che vi ho sempre dedicato tutto il mio tempo al di fuori della routine obbligata, quindi sono anche preoccupata del fatto che quando torno a casa al posto di spararmi 800mld di cose sul buying, mi faccio prendere dai social o dall’ansia o dal cazzo che ne so, al posto di concentrare il mio tempo sulla mia persona, come peraltro ho sempre fatto!
Questo me fa rode er culo.
Non capisco.
Questa cosa, questi 2 fatti esplicati, mi mandano letteralmente in pappa il cervello.
Devo iniziare una terapia? Aiuta? Devo mollare tutto e vivere in 15 mq2 a Parigi per ritrovare me stessa? Non lo so.
Anche stare con G. che è una persona davvero amabile e di buon cuore, delle volte penso che abbia sfamato almeno all’80% la mia pigrizia con il benché minimo sforzo: di base siamo tutti pigri perché il fottuto cervello è pigro, io nello specifico ci metto il carico da 12, quindi sì anche se sono iperattiva, pensavo di soffrire di ADHD, mi facevo le serate, stavo fino alle 4 di notte al PC non ricordo manco a cercare cosa cazzo, io sono pigra.
Se potessi vorrei il cesso accanto al letto.
O non avere la vescica. (E bevo +2lt di acqua al giorno).
È stata mia madre a insegnarmi “Buondì” e “Buon lavoro”, sono 2 frasi che uso praticamente sempre, forse le associo al fatto che mi fanno grande perché mamma era grande e quindi questo.
In ogni modo, sì so pigra quindi questo mi ha anche portato ad una finta insicurezza estremamente auto infastidente cioè quella di chiedere continuamente feedback e conferme. Ma santo il Dio Padre beatissimo nel Cilo unico, ma fatte li cazzi tua tanto lo sai già quello che vuoi, non lo vuoi realmente un parere. Facci un favore, smettila.
AGE UPDATE FOR 2020. 1990-30 years old 1991-29 years old 1992-28 years old 1993-27 years old 1994-26 years old 1995-25 years old 1996-24 years old 1997-23 years old 1998- 22 years old 1999-21 years old 2000-20 years old We're getting old guys. 😂
.......I was already getting old like 2 years ago 🤣
🤩🚨WOW IM ALMOST 26🗣👀 #sundayfunday #ilovemylife❤️ #almost26 #gemini #myseason #gay #happy #noregrets (at West Palm beach)
Blue Hair 😍 and yes I blew her out lol #diquehairstylist #addsomecolour #almost26 #nycmade #jewels (at Lohan Nightclub)
Thanks Taylor!
I just joined Tumblr because @taylorswift’s album comes out on my birthday and I needed to thank her for the best birthday present ever! YOU’RE AWESOME!