LA CHIESA DI SANTA MARIA DI ANDRATE
(Testo e foto di Katia Ceretti)
(-Qui potete vedere l’album fotografico completo: https://www.flickr.com/photos/96501208@N06/albums/72157669461278382 - N.B. è vietata la riproduzione delle foto senza il permesso dell’autore)
Il supplizio della ruota (vedi Santa Caterina - affreschi - Foto: Wikipedia)
(Ci troviamo nella stanza del nostro cardinale Guala. Entriamo di soppiatto e vediamo che sta riposando: la sua giornata deve essere stata molto faticosa, sepolto tra mille scartoffie e controversie... Eccolo! Si sta svegliando!)
Guala: Oh, buonasera cari amici! Mi avete spaventato! Non mi aspettavo una vostra visita. Vi stupite del mio aspetto malconcio? Ebbene: anche i cardinali si ammalano. Questo tempo infingardo mi ha tratto in inganno e così, privo di ombrello, ho raccolto tutta la pioggia possibile nemmeno fossi una spugna proprio mentre ero a far visita ad un mio amico eporediese. Cosa? Siete curiosi di sapere dove i miei calzari hanno messo piede e che cosa mi abbia spinto così distante dalla mia terra natia? Orbene, vi racconterò del mio viaggio, almeno mi distrarrò da questo fastidioso raffreddore. Per fortuna ho preso degli appunti che mi permetteranno di essere molto preciso nel fornirvi alcuni dati. Iniziamo!
La chiesa di Santa Maria ad Andrate (comune molto antico, al confine tra il Biellese e l’Eporediese; oggi consta di cinquecento anime, sito in provincia di Torino) fu riedificata nel Settecento in seguito ad una frana, la quale causò la distruzione quasi totale del luogo di culto. La chiesa originaria era in stile romanico, della quale è rimasto in piedi il solo campanile e un frammento della parete dell’abside con relativi affreschi del XV secolo circa. Ma andiamo con ordine. Dicevamo che la frana distrusse la primitiva ma bella chiesa. L’attuale edificio presenta una pianta centrale a croce greca a navata unica; nelle pareti di destra e sinistra attualmente sono visibili degli ex voto. Ad incorniciare il tutto vi è un pronao edificato nel 1861; un recente restauro reso possibile dai priori ha restituito quella che doveva essere all’incirca la colorazione originaria: rosa salmone abbinato ad un blu moderatamente sgargiante. Di romanico resta il campanile, da datare tra l’XI e il XII secolo, piccolo rispetto alle dimensioni del complesso (alto poco più di venti metri): questo ci fa intuire che la prima chiesa doveva essere decisamente più minuta, probabilmente con una facciata a capanna (falda unica), in pietre locali e laterizi. Si notano quindi, disposte su cinque ordini, delle finestrelle, nel seguente ordine, partendo dal basso: due monofore (chiaramente per ciascun lato ma qui non mi stancherò mai di dire delle apparenti banalità, evitando così di dare per scontate molte cose), due bifore, successivamente chiuse e infine due trifore, agli ultimi due piani, racchiuse in campiture coronate da archetti pensili. I capitelli delle bifore e delle trifore sono sorretti da colonnine in pietra, alcune delle quali decorate alle estremità con semplici incisioni.
Tra i superstiti vi sono alcuni affreschi disposti alle spalle dell’altare maggiore, raffiguranti la Madonna della Misericordia e Santa Caterina.
La Vergine presenta un ampio mantello damascato sotto il quale protegge una piccola folla di uomini e donne, rigorosamente separati; tra di essi vi sono anche alcuni personaggi legati alla sfera religiosa quali un frate (riconoscibile dalla tonsura) e una suora (riconoscibile dal velo). Essa osserva il fedele maestosa, ieratica, rimarcando la sua atemporalità. Di fianco fa bella mostra Santa Caterina con i suoi attributi: la ruota dentata e un rametto che sembrerebbe essere d’ulivo. Piccola curiosità: come avveniva il supplizio della ruota? Il condannato era legato per i polsi e le caviglie ad una grande ruota e con una mazza gli venivano rotte le osa di braccia e gambe.Talvolta veniva dato un colpo di grazia sullo sterno, provocandone la morte. In altri casi invece veniva lasciato vivo per ore esposto al pubblico prima di essere ucciso. La Santa subì questo martirio ma, secondo la leggenda, lo strumento di tortura venne miracolosamente rotto. Gli affreschi sono stati rimaneggiati nel corso dei secoli e tra Sette e Ottocento sono stati aggiunti degli altri personaggi ad incorniciare le opere più antiche. Da notare il segno lasciato dall’altare disposto proprio contro la parete di fondo.
Mi preme però ricordare che l’accesso alla chiesa in origine si trovava orientato a ovest e, di conseguenza, l’altare doveva essere disposto ad est. Ad oggi invece l’ingresso si trova a sud mentre l’altare con gli affreschi sull’abside sono disposti a nord. E il campanile era proprio di fianco all’ingresso originario ma non unito fisicamente alla chiesa: tra i due vi era un “vuoto”, un piccolo spazio che fu riempito solo in seguito da un altro edificio, creando così l’apparente unione che oggi potete vedere tra questi due elementi.
All’esterno possiamo ancora osservare i resti di alcune mura in ciottoli che probabilmente fungevano da cerchia di delimitazione dell’antico villaggio. Delle incisioni, molto rovinate, poste su alcuni pilastrini danno informazioni cronologiche: tra le più leggibili ne resta una che data al 1790 circa il rifacimento del cornicione della chiesa, sul lato est.
Cari amici, il vostro Guala, seppur malconcio, spera di non avervi tediato con tutte queste informazioni le quali, ahimè, sono fondamentali per comprendere la stratificazione delle vicende storiche dei nostri ameni luoghi. Torno al mio letto e all’intruglio preparatomi da una delle nostre pie monache, con l’augurio di poter star meglio per poter tornare a raccontarvi storie ancor più affascinanti all’insegna della Piemontesità.
(La chiesa è visitabile principalmente su prenotazione, telefonando in comune: http://www.comune.andrate.to.it/Home/Contatti/tabid/22377/Default.aspx oppure grazie ai volontari dell’ecomuseo della serra morenica (evento che va da giugno a ottobre di ogni anno: https://www.facebook.com/Ecomuseo-AMI-213117265393546/?fref=ts o QUI http://www.ecomuseoami.it/index.php?option=com_content&view=article&id=121&Itemid=87 )