Complesso del Belvedere e Real Borgo di San Leucio (1778-90), Caserta.
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Complesso del Belvedere e Real Borgo di San Leucio (1778-90), Caserta.
“ «Lenòr, io non voglio influenzarti, per carità. Ti dirò la mia opinione: questa società dei liberi muratori è una strana cricca che cresce dappertutto. Non so bene donde sia venuta, né cosa voglia. Sì, parlano di libertà, eguaglianza, morte ai tiranni, però si contraddicono. Fra loro ci sono i re: Maria Carolina, la sorella Maria Antonietta, il principe Giuseppe. Odiano i preti, ma accettano padre Caracciolo. Detestano i Gesuiti e ne son pieni. Forse è un’organizzazione messa su dagli Asburgo per domare i ribelli. O raccogliere soldi: è anche piena di banchieri». «Ma che fanno?» «Per quanto ne so io, la principale attività esteriore è quella di riunirsi a gran tavolate, divertirsi. Dicono di far beneficenza, ma ci credo poco. Beneficenza a se stessi: fra loro s’aiutano.» «Ma Jeròcades...» «Jeròcades è un esaltato. Però affarucci ne combina anche lui! Ma senti un po’: ho la sensazione che abbia soprattutto interesse personale a che tu entri nella società. O mi sbaglio?» «Credo di no, purtroppo» sospirò. «Ah, beh» sorrise Vincenzo. «La Massoneria potrebbe aiutarti ad avere successo. Avevano proposto anche a me d’entrarci, ma c’è troppa gente che non mi piace. E poi, a me non vanno quelle idiozie delle cerimonie misteriose, i simboli, gl’intrighi. Ricordati che quand’uno entra a far parte di un’organizzazione, una chiesa, di qualsiasi tipo essa sia, come individuo è finito: da libero si fa necessariamente schiavo. E per me non va bene. Proprio no.» “
Enzo Striano, Il resto di niente, Mondadori (collana Oscar Classici Moderni n° 199), 2011¹¹, pp. 80-81.
[1ª Edizione originale: Loffredo edizioni, Napoli, 1986]
Diderot, Rousseau, d'Alembert
Diderot, Rousseau, d'Alembert
Jean Baptiste Le Rond d'Alember, 16 novembre 1717, 29 ottobre 1783.
Denis Diderot, 5 ottobre 1713, 31 luglio 1784.
Enciclopedia. Illuminismo
Montesquieu, 18 gennaio 1689, 10 febbraio 1755.
Jean-Jacques Rousseau, 18 giugno 1712, 2 luglio 1778.
Difficoltà insormontabili si oppongono alla lettura critica dell'intera Enciclopedia. Progressi sono stati compiuti dagli studiosi, anche coloro che la considerano, a loro modo, un classico sono consapevoli che i sessantamila articoli della compilazione, riguardanti ogni sorta di conoscenze e attività umane, non potranno mai essere oggetto di un'indagine filologica esaustiva. Un aiuto è venuto dall'uso di strumenti della ricerca informatizzata. La maggior tentazione consiste nel seguire le innumerevoli nervature dell'albero enciclopedico, alla ricerca di una chiave di lettura interna che consenta l'identificazione completa delle fonti, la ricostruzione dei nessi tra le singole voci e i loro autori, i confronti con la cultura contemporanea. L'opera di consultazione, composta com'è con materiali eterogenei e spesso di seconda mano, ha circolato ed eercitato storicamente la sua influenza in Europa e nle mondo sia nell'edizione princeps, sia in innumerevoli adattamenti e rielaborazioni.
La storia "politica" dell'Enciclopedia e i conflitti ideologici con cui essa dette luogo: "manifesti" introduttivi, come il Discorso preliminare di d'Alembert, il Prospectus di Diderot, la premessa ai volumi III e VIII.
La premessa del volume V, il grande Elogio di Montesquieu scritto da d'Alembert, le voci Enciclopedia e di Diderot, e Ginevra di d'Alembert, l'elogio di Montesquieu e l'annessa Analisi indicano anche un'altra delle direzioni nelle quali ci si è mossi: chi consideri l'utilizzazione che gli enciclopedisti fecero dell'Esprit des Lois in voci politiche, come Cristianesimo, Governo, le voci dedicate alle singole voci di governo; e le allusioni a Montesquieu nel Discorso preliminare e nella voce Eclettismo di Diderot, e infine l'articolo Gusto, la presenza nell'Enciclopedia di Montesquieu, fu fondamentale.
Jean-Jacques Rousseau è la terza grande figura dell'illuminismo francese che non poteva non essere rappresentata almeno con il suo contributo più importante: Economia politica. Questa voce, attraverso i rinvii alle altre voci politiche dei primi volumi, rileva implicanze non prive di interesse.
I due protagonisti dell'Enciclopedia, Diderot e d'Alembert. Il caso degli oltre cinquemila articoli o supplementi forniti da Diderot, è da tempo al centro della ricerca. L'edizione di John Laugh e Jacques Proust ha offerto un corpus attendibile di testi e documenti, fondato su un esauriente status quaestionis e sull'esame dei problemi di attribuzione irrisolti. Tra gli articoli politici attribuibili a Diderot, si sono inclusi Aius-Locutius, Autorità politica, Diritto naturale, Gesuita, che dettero origine a varie controversie. Tra gli articoli riguardanti la critica della religione o della superstizione: Bibbia, Casuista, Cerimonie, Credulità, che si sono inclusi. Altre voci Cristianesimo, Fanatismo di Deleyre, Tolleranza di Romilly, Ngombos e Preti di Holloch, tra le più vigorose rivendicazioni della libertà di coscienza nell'Enciclopedia, hanno il vantaggio di presentare il tema sotto angolature diverse.
L'archivio di Diderot include articoli che non sono opera sua, tra i quali Cartesiano e Newtonianismo, siglati da d'Alembert e Yvon, e dal solo d'Alembert, e la voce anonima Filosofo. La collaborazione di Diderot come autore di voci di storia della filosofia diventò assidua soltanto a partire dal volume quinto, con l'articolo Eclettis o, del quale si sono tradotte le pagine più personali. Le filosofie più affini alle dottrine correnti nei circoli illuministici: oltre a Eclettismo, si sono tradotte le voci Epicuireismo, Hobbismo, Locke, Macchiavellismo, Pirroniana o Scettica, Socratica. Questa scelta intende altresì documentare la tematica che Dideot trasse da Brucke e utilizzò negli altri scritti filosofici.
Si sono tradotte le voci di argomento estetico Bello e Genio. La voce Animale, serie di appunti quanto mai significativi presi in margine all'Histoire naturelle di Buffon del 1749; e inoltre Anima, Fortuito, Nascere, Niente, Spinozista, alcuni tra i più singolari esempi della tecnica con la quale Diderot andava inserendo idee materialistiche che non potevano essere esposte nelle voci principali. Questi testi giovano all'interpretazione del Reve de d'Alembert e degli Elemens de physiologie, e mostrano la continuità della riflessione filosofica diderotiana, degli scritti giovanili e quelli della maturità. Voce d'argomento morale come Deizioso, e una i critica sociale come Corte "campioni" di innumerevoli altre, dissimulate sotto pretesti lessicali o grammaticali. Gabinetto di storia naturale rinvia a temi analoghi presenti nell'Intérpretation de la nature. Jacques Proust ha fatto osservazioni pertinenti circa il lavoro effettivamente svolto in proposito da Diderot. La voce programmatica Arte, è la chiave del <<dizionario tecnico>>; insieme con talune pagine del Prospectus e della voce Enciclopedia essa offre, le considerazioni personali, teorie e pratiche, che Diderot fece in margine a quest'aspetto così essenziale dell'Enciclopedia.
D'Alembert. A parte il Discorso preliminare, l'Avvertenza al volume III, l'Elogio di Montesquieu, Ginevra, manca di un esame dei suoi contributi personali all'Enciclopedia. La sua sigla O contrassegna, le aggiunte agli articoli scientifici, una serie si articoli derivanti da scritti precedenti, oppure ripresi e sviluppati in lavori successivi, che tracciarono le linee dell'epistemologia e dell'ideologia enciclopedica. La connessione esistente tra il Discorso preliminare e gli articoli enciclopedici da un lato, gli Elémens de philosphie (1759), dall'altro. Le aggiunte all'articolo Attrazione, e le voci Elementi delle scienze e Sperimentale, confermano l'utilità di simili confronti per chi voglia comprendere l'originale elaborazione di idee epistemologiche, che dai lavori di meccanica e astronomia condusse d'Alembert, dove confluirono gran parte dei testi scientifici già scritti per l'Enciclopedia. Le voci Attrazione, Dinamica, Gravitazione, Newtonianismo presentano alcuni aspetti notevoli di d'Alembert fisico newtoniano. Altre voci curiose e notevoli - come Cortigiano, Copernico, Geometria, Fortuito - dimostrano la brillante versatilità del grande matematico, e la sua costante presenza a fianco di Diderot, talora con sottili antagonismi nell'affermazione delle idee forza dei lumi. La critica degli istituti educativi dell'ancien régime e la proposta di una nuova pedagogia, accolte in Sperimentale e nel più noto collegio.
La persecuzione delle streghe fu un femminicidio di massa - 3a Parte
La persecuzione delle streghe fu un femminicidio di massa – 3a Parte
Foto copertina: Roberto G. “Se sei una donna e osi guardare in te stessa, sei una strega”. – W.I.T.C.H. Le streghe e il Diavolo Ad un certo punto tutte le divinità pagane locali divennero demoni (ad eccezione di Diana). I demonologi e il clero che non capivano l’autonomia delle donne, le sottomisero ad un’altra autorità maschile, quella del Diavolo. C’è chi dice che le streghe venerassero nei…
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Affettuosamente, tua Jane Austen: le lettere tra romanzo e vita
Affettuosamente, tua Jane Austen: le lettere tra romanzo e vita
di Jenny Barbieri Lettere autografe di Jane Austen Si dice che in ogni romanzo convivano due diverse personalità: quella dello scrittore e quella del lettore. Il loro è un vero e proprio incontro, una conoscenza che si svela a poco a poco, pagina dopo pagina. Una delle scrittrici con cui ho provato questa sensazione è Jane Austen. Impossibile non riconoscere la sua determinazione e la sua…
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Dangerous Liaisons
Harold Koda and Andrew Bolton with an introduction by Mimi Hellman
The Metropolitan Museum of Art, New York 2006, 128 pages, ISBN 9781588391476
euro 130,00 n/a
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During the reigns of Louis XV (1723–74) and Louis XVI (1774–92) fashion and furniture merged ideals of beauty and pleasure through their forms and embellishments. With their fragile surfaces and delicate proportions, tables, chairs, and other pieces of furniture enhanced the elite's indulgence in leisurely pursuits, fostering highly complex standards of etiquette and performance. Men and women restated the splendor of the Rococo and Neoclassical interiors of the period in their opulent costumes. For the eighteenth-century libertine and femme du monde, a refined elegance and delicate voluptuousness infused their world with a mood of amorous delight. Dangerous Liaisons takes its theme from this era, when trifling in love propelled the energies of elite men and women, providing almost daily stimulating encounters, and when, as has been written, "morality lost but society gained." In Choderlos de Laclos's novel of the same name, Cécile, a young girl, is praised by her tutor in the worldly arts: "She is really delightful! She has neither character nor principles ... everything about her indicates the keenest sensations." Valmont, her seducer, notes the following morning, "Nothing could have been more amusing." Valmont has won a game in the contest of lovemaking. The beautifully photographed and handsomely reproduced images on the following pages bring these amorous adventures to life. The vignettes, staged for the widely praised exhibition "Dangerous Liaisons: Fashion and Furniture in the Eighteenth Century," held at The Metropolitan Museum of Art in 2004, feature eighteenth-century costumes in the Museum's spectacular French period rooms, The Wrightsman Galleries.
02/02/20
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Ballroom
~♛~Jolie Dedanaan~♛~
"La libertà" di Metastasio
Grazie agl'inganni tuoi,
al fin respiro, o Nice,
al fin d'un infelice
ebber gli dei pietà:
sento da' lacci suoi,
sento che l'alma è sciolta;
non sogno questa volta,
non sogno libertà.
Mancò l'antico ardore,
e son tranquillo a segno,
che in me non trova sdegno
per mascherarsi amor.
Non cangio più colore
quando il tuo nome ascolto;
quando ti miro in volto
più non mi batte il cor.
Sogno, ma te non miro
sempre ne' sogni miei;
mi desto, e tu non sei
il primo mio pensier.
Lungi da te m'aggiro
senza bramarti mai;
son teco, e non mi fai
né pena, né piacer.
Di tua beltà ragiono,
né intenerir mi sento;
i torti miei rammento,
e non mi so sdegnar.
Confuso più non sono
quando mi vieni appresso;
col mio rivale istesso
posso di te parlar.
Volgimi il guardo altero,
parlami in volto umano;
il tuo disprezzo è vano,
è vano il tuo favor;
che più l'usato impero
quei labbri in me non hanno;
quegli occhi più non sanno
la via di questo cor.
Quel, che or m'alletta, o spiace.
se lieto o mesto or sono,
già non è più tuo dono,
già colpa tua non è:
che senza te mi piace
la selva, il colle, il prato;
ogni soggiorno ingrato
m'annoia ancor con te.
Odi, s'io son sincero;
ancor mi sembri bella,
ma non mi sembri quella,
che paragon non ha.
E (non t'offenda il vero)
nel tuo leggiadro aspetto
or vedo alcun difetto,
che mi parea beltà.
Quando lo stral spezzai,
(confesso il mio rossore)
spezzar m'intesi il core,
mi parve di morir.
Ma per uscir di guai,
per non vedersi oppresso,
per racquistar se stesso
tutto si può soffrir.
Nel visco, in cui s'avvenne
quell'augellin talora,
lascia le penne ancora,
ma torna in libertà:
poi le perdute penne
in pochi dì rinnova,
cauto divien per prova
né più tradir si fa.
So che non credi estinto
in me l'incendio antico,
perché sì spesso il dico,
perché tacer non so:
quel naturale istinto,
Nice, a parlar mi sprona,
per cui ciascun ragiona
de' rischi che passò.