Ho tanti pensieri in testa, tanti quasi da impazzire davvero.
Mi sveglio pensando a un bacio su una guancia e una carezza sul viso, apro gli occhi vedendola che mi sorride affianco a me, ancora sotto le coperte e appena sveglia. I suoi occhi brillano nonostante la poca luce nella stanza, sorridono e mi guardano arrivandomi a toccare l'anima.
Penso che vorrei alzarmi prima, poterla svegliare io, ma sono il solito dormiglione, lei lo sa. Allora esco, e senza dirle niente corro a comprare la colazione e un fiore da lasciarle, come per ringraziarla per quel piccolo, ma lunghissimo per me, momento quella mattina. Non avrei bisogno di parole, mi basterebbe guardarla, solo uno sguardo al mio gesto mi farebbe capire quanto sia stato apprezzato.
Immagino una mattina e un pomeriggio di lavoro e di studio, l'una e per l'altro, impegnati ma con la consapevolezza di trovarci in ogni momento libero della giornata, con la consapevolezza di trovarci sempre a fine giornata.
Immagino un pranzo, con me ai fornelli, preparando qualcosa, niente di speciale, ormai entrati in una routine. Lei che si avvicina per rubare qualcosa da mangiare, ancora vestita da casa, con i capelli scompigliati e struccata, fermarla, e per giocare prenderla in braccio per portarla sul divano, riempirla di solletico mentre si dimena, e ridiamo, ridiamo come due bambini, con le risate più sincere di questo mondo.
Immagino un pomeriggio di sabato, insieme, uscire tenendoci la mano, sentire le sue dita tra le mie e sentirmi tutt'uno con lei, che mi tira per portarmi a destra e sinistra per seguirla nella nostra passeggiata, senza vergognarci di nessuno, contiamo solo noi. Passando l'intero pomeriggio fuori tra amici comincia a far freddo, e mentre gli altri si chiudono sempre più nei loro cappotti, lei si stringe a me e infila le nostre mani nella mia tasca, non lasciandomi mai. Lascerei il mio cappotto a lei pur di raffreddarmi e farla stare al caldo. Gesto che farei con naturalezza, come tutti d'altronde, senza sguardi o cose particolari. Tornando a casa in macchina non la farei guidare, e tornando verso casa appoggiare la mia mano come per tenerle la coscia, farle delle piccole carezze mentre sono concentrato sulla strada, vederla con la coda dell'occhio che mi guarda ogni tanto, come per vedere se è tutto ok, ormai sa leggermi, sono un libro aperto.
Immagino una cena fuori, noi che ci rivestiamo e ci prepariamo come per far colpo l'uno sull'altra per l'ennesima volta, ma con la nostra poca fortuna, non avendo prenotato, non trovare nessun ristorante con dei posti disponibili, ritrovandoci a mangiare al McDonald's anche quella sera, mangiando come se avessimo una fame incredibile, senza preoccuparci di far brutte figure, di sporcarci e nonostante ci fossimo preparati così bene. Io che rubo alcune sue patatine ridendo e lei che si arrabbia, che con la bocca piena mette il grugno e me ne ruba il doppio per dispetto. Facciamo un disastro, tanto da esser guardati male da tutti, ma ci divertiamo come matti.
Immagino una serata sotto le stelle su un tetto, su un giardino o su delle scale. Una serata a chiacchierare, a pensare al futuro senza preoccuparci di altri problemi, lasciando tutto fuori, ci siamo solo io e lei.
Guardando le stelle mi perdo come mio solito a immaginarmi di attraversare l'universo, come fossi un fantasma, ammirare i colori stupendi del cosmo, avvicinarmi alle stelle per sentirne il calore. Torno sulla terra per un attimo e mi rendo conto di avere la stella più calda e bella al mio fianco, proprio lì vicino a me, persa anche lei a fantasticare chissà cosa nel nostro piccolo silenzio di stanchezza.
Immagino una notte a letto, con lei che mi abbraccia come per sentirsi protetta, si rilassa e chiude gli occhi stanca della giornata. Io mi rendo conto di guardarla con sguardo colmo d'affetto, le sposto i capelli dal viso e le accarezzo la guancia, la coccolo, a lei che scappa un sorriso e si addormenta come se le avessi dato la sicurezza che cercava, come se ne volesse ancora una volta la conferma e la certezza.
Immagino tantissimi baci, baci ovunque, in ogni luogo e in ogni momento, piccoli e lunghi, come piccole dimostrazioni di affetto durante tutto il giorno, come se ci mancasse.
Immagino tantissimi abbracci, improvvisi, di coccole o di conforto, come se non riuscissimo a stare soli, come se non fossimo già adulti e autonomi, come per dirci che fossimo la mancanza di una vita.
Immagino tantissimi sorrisi, risate, risate a squarciagola e interminabili, prenderci in giro, come bambini che giocano e che con la loro genuinità non devono preoccuparsi di niente e di nessuno.
Immagino in questa giornata vuota una giornata piena di vita.