Trattengo in bocca le cose da dirti e la lingua c’inciampa perché devo parlare con altri d’altro che non sei tu.
Mi ronzano sul palato come api le cose da dirti e la mia bocca è un’arnia inviolabile.
Anna Segre, Corpo vivo
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Trattengo in bocca le cose da dirti e la lingua c’inciampa perché devo parlare con altri d’altro che non sei tu.
Mi ronzano sul palato come api le cose da dirti e la mia bocca è un’arnia inviolabile.
Anna Segre, Corpo vivo
Essendo povera,
non butto niente,
cose che potrebbero venirmi utili,
ho un archivio,
molti cassetti,
ordinati per argomento,
forse dovrei fare alfabetico:
garantire la consultabilità.
Dice a che ti servono i romanzi.
Dice che te ne fai della poesia.
E le storie finite male,
quelle sono solo una spesa,
gl’intestardimenti, le leggerezze,
le dimenticanze, la tigna,
quando invece di prendere il battello
prendemmo il pullman,
perdemmo un giorno
e le balene non le vedemmo,
le storie dei pazienti,
le storie dei sopravvissuti,
le storie degli amici
la storia del tizio che suona leva calcistica del 58 sulla metro b
la nevrosi dell’impiegata alla posta,
l’indiano coi fazzolettini al semaforo di svolta a U,
che un giorno mi chiese una ricetta per l’antinfiammatorio,
la gelataia che sembra una maitresse,
la dirimpettaia che le sue raccomandate le ritiro io
e mi regala la cioccolata,
la professoressa col minuscolo bassotto feroce,
l’amico che da specializzando era magro e aveva una testa così di capelli neri ricci,
tanti anni fa.
Tengo quello che mi succede, mi porto dietro ogni filo di relazione,
ho una cassetta degli attrezzi in testa
una Santa Barbara di strumenti disparati, assurdi, apparentemente ciarpame,
mi servono per rispondere,
uso le narrazioni per altre narrazioni antalgiche
tesso le parole per dare senso, per toccare, per fare sesso con l’anima
e poi mi nascondo dalla paura
non so di che,
non posso sapere tutto,
e perciò trattengo i segni degli altri
me ne tatuo i neuroni
anche la voce di chiunque incrociato al supermercato.
Ogni accadimento avrà la sua collocazione
e sarà debitamente riutilizzato.
Lascerò un hangar di sguardi mai eliminati
nella delirante fantasia
che illuminino la città
anche dopo che sarò morta.
Anna Segre
Non è vero: Finché morte non ci separi. La morte non separa. e la vita non unisce per definizione. Etichettare appiattisce fino alla bidimensione non è vero che il tempo cura tutto: ci sono sofferenze incurabili che si ripresentano ciclicamente alla coscienza febbri malariche, pezzi di legno che affiorano imprevedibilmente dopo l’affondamento. Non è vero che tutto è relativo: se fai del male o subisci un male ciò ha un valore assoluto un’infinità di carbonio 14 che ci mette ere a decadere e pesa più della buona volontà dell’ottima fede e di tutti i non pensavo non credevo non sapevo. L’universo si smaglia perché il male tira i fili mentre il bene si ostina a tessere.
(Anna Segre, Il Telaio)
"Onora la figlia" di Anna Segre è un’opera intensa e poetica che esplora il lutto, il legame materno e la memoria. Un libro che dà voce alla figlia e apre un nuovo spazio di riflessione sul femminile e sull’eredità emotiva.
Un viaggio corale nella queerness italiana: Queer e ora raccoglie interviste e riflessioni su identità, corpi, spazi e temporalità LGBTQIA+, esplorando linguaggi, resistenze e nuove narrazioni oltre l’arcobaleno.
Trattengo in bocca le cose da dirti
Trattengo in boccale cose da dirtie la lingua c’inciampaperché devo parlarecon altri d’altroche non sei tu. Mi ronzano sul palatocome apile cose da dirtie la mia boccaè un’arniainviolabile. Anna SegrePh MLM
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[L’amore in technicolor][Cecilia Roda]
Clicca qui per acquistare il libro Titolo: L’amore in technicolorScritto da: Cecilia RodaEdito da: Interno Poesia EditoreAnno: 2024Pagine: 172ISBN: 9791281315136 L’amore in technicolor, il secondo volume poetico di Cecilia Roda, dopo il successo del primo libro “L’amore da quando ci sei tu”, è il racconto di un sentimento, l’amore, dalle molteplici sfumature e dei modi in cui questo è capace di…
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Le cose da dirti
Trattengo in boccale cose da dirtie la lingua c’inciampaperché devo parlarecon altri d’altroche non sei tu. Mi ronzano sul palatocome apile cose da dirtie la mia boccaè un’arniainviolabile. Anna SegrePh MLM
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