2 Giugno 2025 ore 19,15 pronti per la seconda annaffiatura.
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2 Giugno 2025 ore 19,15 pronti per la seconda annaffiatura.
Prima annaffiatura. 24-5-2025.
19-5-24 terminata la prima annaffiatura..
Patate varietà Spunta pronte per la prima annaffiatura.
Oggi giornata di lavoro intensa.. fra alcuni giorni si preparano i solchi per la prima annaffiatura.
Morus alba, M. nigra, M. rubra (Gelso bianco, nero, rosso): semina
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L’anno scorso, dopo aver provato già diversi anni fa a seminare l’Uva ma senza tanta attenzione con semi magari conservati male, ho finalmente ottenuto le piantine di Uva dai semi.
Basterà procurasi diversi acini di uva, che siano del supermercato o raccolti da qualche pianta, il che in questo caso darebbe la certezza su che prodotti vengono utilizzati per la coltivazione. Da questi vanno estratti i semi e puliti su della carta, specialmente se presentano ancora della polpa, per evitare la formazione di muffe.
Questi semi necessitano di un periodo di vernalizzazione, e si può optare per il ricovero in frigo per qualche mese, oppure esponendoli al freddo invernale all’esterno (Semina) ad una temperatura di circa 3/4°.
Il periodo di semina per l’Uva è l’autunno e l’inverno, si può cominciare a seminare da settembre (ma nessuno vieta anche prima) fino a gennaio. Vanno posizionati i semi sulla superficie del terriccio (utilizzo un mix di terra da giardino, buon terriccio, terriccio di foglie e inerti per garantire buon drenaggio) e si possono ricoprire con uno strato dello stesso terriccio, inoltre alla fine si può fare uno strato di ghiaia che aiuta durante l’annaffiatura a non far spostare la terra, dopodiché si può annaffiare.
La semina l’ho fatta il 18.01.19 e i vasi si possono tenere in luogo esposto al sole e ovviamente al freddo, quindi prenderanno piogge, geli, neve. Fino a primavera non serve neppure annaffiare, a meno che non ci siano carenze di piogge ed il terreno risulti evidentemente asciutto.
Preparatevi ad aspettare tutto l’inverno, poiché ci vorrà del tempo per vederle sbucare dal terreno, le prime piante le ho viste il 29.04.19. E ne sono nate anche parecchie.
Uva da seme 29.04.19
Uva da seme 29.04.19
Uva da seme 29.04.19
Uva da seme 29.04.19
Uva da seme 29.04.19
A poco a poco crescono, nel caso il tegumento rimanga troppo a lungo in cima ai cotiledoni, si può eliminare manualmente.
Piccola pianta di uva da seme in crescita 01.05.19
Le piante nate sono tantissime, e a dire il vero non me lo aspettavo nemmeno, su 15 ne sono nate 12.
04.05.19
04.05.19
A poco a poco crescono
L’unica cosa cui prestare attenzione sono le lumache!! non mi hanno dato problemi all’inizio, ma poi sono arrivate e gradivano molto i cotiledoni, oltre qualche foglia. Per risolvere il problema basta creare una copertura con una busta e dei tutori, in questo modo le lumache rimarranno fuori.
Potrebbero subire attacchi anche da filossera è un parassita che attacca le radici delle piante che non sono resistenti a questa minaccia.
20.05.19
Dopo un mese dalla nascita ecco poi i primi accenni delle prime vere foglie, sono bellissime! I cotiledoni con i margini lisci e le vere foglie caratteristiche con le seghettature.
24.05.19
24.05.19
E qui invece dopo alcuni giorni, le prime vere foglie cresciute, sono comunque piccoline ancora. Comunque molte piante non ce l’hanno fatta.
13.06.19
13.06.19
13.06.19
Ne sono sopravvissute 2. Queste piante sono cresciute lentamente, per il travaso sto ancora aspettando, ormai sarà per la prossima primavera, sempre se sopravvivranno.
Piante di Uva da seme di 4 mesi 26.08.19
Per quest’inverno le terrò sotto la tettoia dove tengo le piante grasse durante la stagione calda, per evitare di esporle già così fragili ai geli. Saranno coperte da teli, ma la zona bassa è scoperta. Va comunque bene anche una veranda.
Prima della fioritura passeranno diversi anni, per i frutti non c’è la certezza che siano come quelli da cui sono stati raccolti i semi, potrebbero essere simili ma mai uguali, più buoni o meno buoni, bisogna solo scoprirlo, altrimenti quando più grandi si può procedere con l’innesto sulla pianta.
Vi rimando al video su YouTube, per seguire passo passo questa semina.
Vitis vinifera (Uva): semina #gardening #seeds #grapes #fruits #garden #plants L'anno scorso, dopo aver provato già diversi anni fa a seminare l'Uva ma senza tanta attenzione con semi magari conservati male, ho finalmente ottenuto le piantine di…
Questa bellissima pianticella di Rhipsalis è un regalo di San Valentino del 2016 della mia dolce metà. Ha sempre fiorito fin da quell’anno regalando grandi soddisfazioni.
Nel 2016 ha fiorito a maggio, precisamente il 6 maggio.
Boccioli di Rhipsalis lungo il fusto
Boccioli di Rhipsalis sui fusti in alto
Mentre nel 2017 ha fiorito il 4 giugno. Esattamente un mese dopo della fioritura dell’anno precedente.
Piccolo bocciolo di Rhipsalis
Bocciolo di Rhipsalis
Rhipsalis in fiore
Però nel 2016 ha anche prodotto le classiche bacche, a distanza di due mesi dalla fioritura, il 10 luglio erano così.
Anche quest’anno si sta preparando alla fioritura, dopo il meritato trapianto:
Ha dei fiori così belli, avevo cominciato da poco a scoprire le cactaceae epifite, quindi la schlumbergera e poco dopo della Rhipsalis, anche l’Hatiora.
La Rhipsalis baccifera subsp. horrida è molto simile alla R. pilocarpa le differenze si notano con la fioritura: la pilocarpa fiorisce in cima ai fusti, con un fiore simile ma più grande, molto più appariscente ricco di stami, e infine con bacche rosse, anch’esse (come i fusti) con setole.
DESCRIZIONE DELLE RHIPSALIS: il nome deriva da Rhips, parola greca che sta per vimini, per via dei fusticini che la compongono. Fanno parte della famiglia delle Cactaceae. Genere di circa 30-40 specie. Perenni epifite (cresce su altre piante) mentre alcune sono litofite (cresce su roccia). Vengono dalle foreste dell’America (centro e sud), Indie occidentali (ovvero le isole tra Florida e Venezuela), ma troviamo una specie anche in Africa tropicale, Madagascar e Sri Lanka. I fusti possono essere cilindrici, alati o piatti (come Schlumbergera e Hatiora), a coste o angolari, alcuni hanno spine o setole alle areole. Ci sono specie a crescita verticale e specie a crescita ricadente. Possono presentare radici aeree. Generalmente hanno fusti poco ramificati. Fiori piccoli, diurni, bianchi o gialli, escono dalle areole, singoli o a mazzetti. Seguiti da frutti carnosi solitamente sferici, da bianchi a rossi.
R. baccifera. Proviene dall’America centrale, Messico orientale, Florida, Caraibi, foreste del Brasile del nord (Bahia), sud America settentrionale, ma anche da Africa tropicale, Sudafrica orientale, montagne dell’Africa orientale e Madagascar, l’unica cactacea originaria fuori dalle Americhe. Epifite pendule, erette o cespugliose. I fusti delle diverse subsp. variano, sono cilindrici ma alcune presentano coste e areole con setole ed altre fusti lisci. Anche i fiori e le bacche hanno colori diversi. (Rhipsalis.com – Rhipsalis baccifera)
(R. cassutha e R. fasciculata sono sinonimi di R. baccifera)
R. baccifera subsp. horrida. Epifita a portamento ricadente, originaria del Madagascar. Fusti sottili, cilindrici di colore verde con leggere costolature, da cui talvolta si dipartono altri fusticini, e che presentano numerose e piccole areole sulla quale si trovano delle setole che in cima ai fusti sono più fitte. Forma radici aeree. Fiori diurni crescono a circa metà fusto, dalle areole, dall’aspetto carnoso, di colore bianco verdastri, non grandissimi. Sono seguiti poi da piccoli frutti, bacche sferiche, dapprima verdi e poi bianche traslucide, e all’interno i semi avvolti da una polpa.
Qui di seguito la coltivazione:
FIORITURA: tra fine primavera e inizio estate.
ESPOSIZIONE: zona in ombra luminosa, mezz’ombra, ma non sole diretto, ed umidità da media ad alta.
TEMPERATURA MINIMA: 10° circa, grado più grado meno, quindi in inverno dove gela va tenuta in casa, o in serra calda.
TERRENO: un pH leggermente acido sui 5,5-6,5. Miscela di terra torbosa, terriccio di foglie, e qualche pezzo di corteccia, comunque un composto reso drenante con molti inerti, almeno il 50% (come lapillo, pomice, ghiaia fine). Il drenaggio è importantissimo, nonostante a differenza di altri cactus si possa usare più terra, perché come per tutte le altre, anche per lei il ristagno è letale.
Si può tenere in vaso o in cestini pensili. In zone dove non gela si può far crescere in bordura riparata o epifiticamente su albero.
ANNAFFIATURA: in vegetazione annaffiare non troppo spesso, mantenere il terreno leggermente umido, ma è sempre meglio far asciugare prima di annaffiare nuovamente. Usare acqua piovana. In inverno diminuire le annaffiature, far asciugare il terreno, e poi dare una leggera annaffiata o nebulizzata.
Durante il periodo vegetativo, soprattutto quando fa caldo, nebulizzare con acqua dolce.
CONCIMAZIONE: in fase vegetativa (da maggio a settembre circa, non alle prime annaffiature e per un totale di circa 2-3 volte all’anno) con un concime con azoto inferiore e più ricco in fosforo e potassio che aiutano sviluppo e fioritura, importanti anche i microelementi.
MOLTIPLICAZIONE: semina a primavera con 19-24°. Talea di sezioni di fusto a primavera ed estate. Talea di legno tenero.
PROBLEMI: cocciniglia farinosa, ragnetto rosso
Per il resto è una pianta semplice da coltivare.
Rhipsalis baccifera subsp. horrida Questa bellissima pianticella di Rhipsalis è un regalo di San Valentino del 2016 della mia dolce metà.