Fettine di Zucca al forno e salvataggio degli "scarti"
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Fettine di Zucca al forno e salvataggio degli "scarti"
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La Zucca di Halloween
Halloween e l’intaglio della Zucca Un momento divertente di Halloween è proprio la preparazione dell’atmosfera, la creatività che questa, come ogni festa, tira fuori. L’intaglio della Zucca è un momento di espressività, di divertimento in compagnia, di collaborazione, specialmente se ci sono anche bambini. Le leggende sono tante, la Zucca intagliata ricorda l’Irlanda o l’Inghilterra e Jack…
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L'Orto: le sue Piante e i suoi Benefici
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Morus alba, M. nigra, M. rubra (Gelso bianco, nero, rosso): semina
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Maltrattamento vegetale - quello che le piante non dicono
Maltrattamento vegetale – quello che le piante non dicono
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Guida alle piante da interno e Guida al giardino che fa stare bene - RHS
Guida alle piante da interno e Guida al giardino che fa stare bene - RHS Gardenia 2020
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Pianta selvatica erbacea perenne, rizomatosa. Utilissima in giardino per farne macerati, ma anche da coltivare poiché attira le coccinelle, preziosi alleati. Utilizzata anche in cucina e in medicina.
Fioritura da fine primavera all’autunno.
Come è intuibile dal nome scientifico della specie, è una pianta con fiore dioico, ovvero presenta fiori esclusivamente maschili e fiori esclusivamente femminili su piante diverse, quindi pianta maschio e pianta femmina.
Impollinazione: anemofila (tramite il vento)
Le piante crescono a gruppi, si trovano gruppetti di piante maschio e gruppetti di piante femmina, che crescono di poco distanti tra loro.
Urtica dioica – Ortiche maschio
Urtica dioica – Ortiche femmina
La pianta maschio
Ortica – dettagli pianta maschio
Ortica – dettagli pianta maschio
Ortica – dettagli pianta maschio
Ortica – pianta maschio
Ortica – pianta maschio
La pianta femmina
Ortica – pianta femmina
Ortica – pianta femmina dettagli
I boccioli che si formano sulle due piante ovviamente sono diversi, comunque si formano delle spighe ramificate, ricche di micro boccioli. Le spighe femminili sono ricadenti e spesso sembrano filamentose. Quelle maschili sono più spesse.
Boccioli di fiori maschili
Ortica – boccioli piccoli – pianta maschio
Ortica – boccioli formati – pianta maschio
Boccioli di fiori femminili
Ortica – boccioli piccoli fiore femmina
Ortica – boccioli piccoli fiore femmina
Ortica – boccioli con accenno di fiori
Ortica – boccioli con accenno di fiori
Anche i fiori delle due piante sono differenti. I fiori maschili sono più grandi composti da 4 tepali, e quando si aprono mettono in mostra i 4 stami con in cima le antere ricche di polline, mentre i fiori femminili sono piccolissimi, composti anch’essi da 4 tepali con al centro l’ovario ed in cima piccoli ciuffetti bianchi, che sono gli stimmi.
Fiori maschili
Ortica – fiori maschili
Ortica – fiori maschili
Ortica – fiori maschili
Ortica – fiori maschili
Ortica – fiori maschili
Ortica – fiori maschili
Fiori femminili
Ortica – fiori femminili
Ortica – fiori femminili
Ortica – fiori femminili
Dopo la fioritura, avvenuta l’impollinazione grazie all’azione del vento, nei fiori femmina il ciuffetto bianco secca, diventa marrone o marroncino chiaro, e intanto al di sotto si gonfia l’ovario, che va ad ingrossare e a sostituire a poco a poco tutti i fiori. I fiori maschio invece seccano e cadono.
Ortica – fiori e acheni
Ortica – fiori e acheni
Ortica – fiori e acheni
Ortica – fiori e acheni
Tutti gli ovari avranno preso il posto dei fiori poi e rimarranno avvolti nei tepali: i frutti sono acheni ovali e appiattiti, in cima ad ognuno di essi si nota il fiore secco, un puntino marrone piccolissimo.
Ortica – acheni
Ortica – acheni
Ortica – acheni
Ortica – acheni
Man mano poi seccano, e quando sono secchi è il momento giusto per la raccolta (anche se ne ho raccolti anche prima che seccassero, e lasciandoli seccare poi maturavano comunque).
Ortica – acheni secchi
Ortica – acheni secchi
Ortica – acheni secchi
Ogni achenio al suo interno contiene un solo ed unico seme. I semi sono molto piccoli, giallo marroncino, arrotondati in cima, e appuntiti in fondo.
Ortica – semi estratti dagli acheni
Ortica – semi e residui di acheni
La disseminazione in natura di questi semi avviene sia per autodisseminazione cadendo al suolo, per questo scopo anche il vento aiuta (anemocoria), ma possono anche essere trasportati dall’acqua (idrocoria), oppure una volta che la pianta è seccata (poiché quando è in vegetazione la evitano) tramite animali (zoocoria), sia trasportati tra pelliccia o piume (epizoocoria) ad esempio al pascolo, che ingeriti ed espulsi (endozoocoria) come ad esempio da animali da fattoria, uccelli, ma anche i lombrichi e altri animali.
Attenzione ai peli urticanti che presenta la pianta in vegetazione, sulle foglie e lungo il fusto.
Urtica dioica (Ortica): da fiore a seme #NelMondodelGiardinaggio #urticadioica #nettle #ortiga #seeds #flowers #semillas #flores #nessel #blumen #samen Pianta selvatica erbacea perenne, rizomatosa. Utilissima in giardino per farne macerati, ma anche da coltivare poiché attira le coccinelle, preziosi alleati.
Buon 2020! Statistiche blog 2019
Buon 2020! Statistiche blog 2019 #Youtube #blog #giardinaggio #gardening #flowers #plants
E’ iniziato l’anno nuovo e come ogni anno è arrivato il momento del resoconto, e quindi di verificare le statistiche del blog.
Quest’anno ho pubblicato meno frequentemente purtroppo, ma cerco di mantenere almeno una pubblicazione al mese, anche se per alcuni mesi non ce l’ho fatta, mentre su Youtube sto pubblicando un video ogni settimana, alla domenica, canale che tra l’altro sta crescendo…
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Gli Gnomi Natalizi vanno tantissimo in questi ultimi anni, ed il bello è che sono facilissimi da ricreare in ogni modo!! In questo articolo vi spiegherò come crearne di bellissimi con i rotoli esausti di carta igienica, sia la base dello gnomo che la cartapesta (Pasta di carta, Paper Clay, Argilla di carta, Papier Machè, Paper Mache Clay, Pasta de papel).
PAPER CLAY CON ROTOLI DI CARTA IGIENICA
Per preparare la Paper clay serviranno semplicemente:
due rotoli di carta igienica esausti due cucchiai di colla vinilica acqua calda
Oltre agli utensili necessari tra contenitori, frullatore ad immersione, colino e cucchiaio.
La prima cosa da fare è spezzettare la carta in piccoli pezzi e metterli nel contenitore, versarci sopra l’acqua calda e lasciar ammollare per circa mezz’oretta con coperchio chiuso.
Successivamente si possono spezzettare ulteriormente e sfibrare con le mani, e poi frullare insistendo.
Infine versare parte del composto nel colino ed eliminare l’acqua in eccesso col cucchiaio, e poi con le mani.
Si può mettere la carta frullata in un contenitore, dividerla un po’, aggiungere i cucchiai di colla vinilica e mescolare bene, facendo impregnare la carta, utilizzando infine anche le mani per impastare.
GNOMETTI NATALIZI IN PAPER CLAY
Per lo gnomo invece serviranno
diversi rotoli di carta igienica la cartapesta ottenuta della carta nastro di carta colla vinilica forbice spatola ma se non l’avete va bene un cucchiaio o un coltello
E per ultimare lo gnometto
dei colori (e delle decorazioni a piacimento) pennelli lana bianca e un pettine a denti fini e non troppo larghi
Si può cominciare creando il cappello dello gnomo tagliando il rotolo a triangolo, e la base si può lasciare così, oppure arrotondare, anche solo leggermente; si può modellare come si vuole per ottenere risultati diversi.
Ogni idea darà risultati diversi.
Gnomo 1
Gnomo 2
Gnomo 3
Quindi si può passare su un angolo la carta, strofinandola in modo che diventi flessibile, e dopo si forma il cono e si fissa con il nastro di carta. Il cono va riempito di carta per renderlo robusto, e va fissata con la colla vinilica. Dopo di che si può creare il corpo, prendendo la misura e tagliando dei rotoli di carta dell’altezza che si vuole. Si taglia e si arrotola su se stesso, unendone poi altri, non troppi però poiché dopo dovrà essere posizionato e incollato alla carta nel cappello, e dovrà starci. Dopo averlo incollato si può rifinire aggiungendo pezzi di carta per formare la pancia. La zona sotto il cappello va riempita di carta anch’essa.
Mentre per fare il naso si può appallottolare della carta e incollarla ad un altro pezzo di carta quadrato mantenuto integro, si richiude all’interno e tutta la carta avanzata deve andare sul retro del naso, ed è proprio quella che va incollata sul corpo alla base del cappello dello gnomo (se è troppa la carta sul retro ovviamente si può tagliare).
Si possono creare anche i piedi allo stesso modo.
Lo “scheletro” dello gnometto quindi è pronto. Non rimane che applicare la pasta di carta!
Consiglio di cominciare dalla base dello gnomo, la parta piatta, e poi pian piano attaccare i pezzetti sempre vicino alla carta già applicata e proseguire; riempire anche la parte sotto il cappello; coprire il naso e poi tutto il cappello.
Si può anche aggiungere un filo di lana ad anello, mentre si applica la Paper Clay, per far in modo di creare uno gnometto da appendere (all’albero ad esempio).
Lo strato di base è applicato! La punta del cappello si può lasciare così, oppure aggiungendo dei pezzi di Paper Clay si può curvare, anche qui: spazio alla fantasia!!
Adesso bisogna rifinirlo, formare la pancia, fare i bordi del cappello e le pieghe sopra il naso, il tutto aggiungendo Paper Clay (se ti interessa puoi vedere tutto il procedimento sul video del mio canale YouTube che troverai in fondo all’articolo).
Dopo aver terminato tutte le rifiniture si può lasciar asciugare per 1-2 giorni ma anche più. Va appoggiato in piedi su un piano, e quando asciutto si può stendere per far asciugare anche la base.
COLORAZIONE
Una volta asciutto bene si può colorare come più piace. Ho utilizzato i colori a tempera, ma potete usare quelli che preferite, inoltre questi gnometti sono da interno, non vanno esposti alle intemperie all’esterno poiché non sono impermeabili e resistentissimi.
La barba si può creare con la lana, arrotolando un po’di filo attorno a due dita, e legandolo con un pezzo di lana più piccolo. Infine si può pettinare per renderla simile alla barba; oppure dopo aver legato si può semplicemente sfilare ognuno dei fili per renderla riccia. Per la barba degli gnomi più piccoli invece bisognerà avvolgere la lana attorno alla lama della forbice e fare qualche giro di filo.
Per applicarla basta riempire la zona sotto il naso e di poco ai lati, di colla vinilica e attaccarla, inoltre lavorando la lana con il pettine si formeranno dei filamenti, ne ho usato un piccolo pezzo che ho lavorato con la mano, da applicare dove si vede il filo che lega la lana, proprio sotto il naso.
Infine si può preparare un piccolo pompon (per quelli più piccoli avvolgendo il filo attorno alla lama della forbice) e applicare anch’esso con la colla vinilica in cima al cappello.
Gli gnometti sono finalmente pronti per essere messi in giro per casa!
Che ne pensate? Vi piacciono??
Vi lascio allegato il video su Come fare gli Gnomi Natalizi che ho pubblicato sul mio canale YouTube, e mi raccomando iscrivetevi se non lo siete.
Buon Natale a tutti!!
Gnomi di Natale fai da te - Riciclo rotoli di carta igienica #Christmasgnomes #paperclay #cartapesta #gnomidiNatale #BuonNatale #MerryChristmas #Gnomes #GnomosNavideños #FelizNavidad Gli Gnomi Natalizi vanno tantissimo in questi ultimi anni, ed il bello è che sono facilissimi…
L’anno scorso, dopo aver provato già diversi anni fa a seminare l’Uva ma senza tanta attenzione con semi magari conservati male, ho finalmente ottenuto le piantine di Uva dai semi.
Basterà procurasi diversi acini di uva, che siano del supermercato o raccolti da qualche pianta, il che in questo caso darebbe la certezza su che prodotti vengono utilizzati per la coltivazione. Da questi vanno estratti i semi e puliti su della carta, specialmente se presentano ancora della polpa, per evitare la formazione di muffe.
Questi semi necessitano di un periodo di vernalizzazione, e si può optare per il ricovero in frigo per qualche mese, oppure esponendoli al freddo invernale all’esterno (Semina) ad una temperatura di circa 3/4°.
Il periodo di semina per l’Uva è l’autunno e l’inverno, si può cominciare a seminare da settembre (ma nessuno vieta anche prima) fino a gennaio. Vanno posizionati i semi sulla superficie del terriccio (utilizzo un mix di terra da giardino, buon terriccio, terriccio di foglie e inerti per garantire buon drenaggio) e si possono ricoprire con uno strato dello stesso terriccio, inoltre alla fine si può fare uno strato di ghiaia che aiuta durante l’annaffiatura a non far spostare la terra, dopodiché si può annaffiare.
La semina l’ho fatta il 18.01.19 e i vasi si possono tenere in luogo esposto al sole e ovviamente al freddo, quindi prenderanno piogge, geli, neve. Fino a primavera non serve neppure annaffiare, a meno che non ci siano carenze di piogge ed il terreno risulti evidentemente asciutto.
Preparatevi ad aspettare tutto l’inverno, poiché ci vorrà del tempo per vederle sbucare dal terreno, le prime piante le ho viste il 29.04.19. E ne sono nate anche parecchie.
Uva da seme 29.04.19
Uva da seme 29.04.19
Uva da seme 29.04.19
Uva da seme 29.04.19
Uva da seme 29.04.19
A poco a poco crescono, nel caso il tegumento rimanga troppo a lungo in cima ai cotiledoni, si può eliminare manualmente.
Piccola pianta di uva da seme in crescita 01.05.19
Le piante nate sono tantissime, e a dire il vero non me lo aspettavo nemmeno, su 15 ne sono nate 12.
04.05.19
04.05.19
A poco a poco crescono
L’unica cosa cui prestare attenzione sono le lumache!! non mi hanno dato problemi all’inizio, ma poi sono arrivate e gradivano molto i cotiledoni, oltre qualche foglia. Per risolvere il problema basta creare una copertura con una busta e dei tutori, in questo modo le lumache rimarranno fuori.
Potrebbero subire attacchi anche da filossera è un parassita che attacca le radici delle piante che non sono resistenti a questa minaccia.
20.05.19
Dopo un mese dalla nascita ecco poi i primi accenni delle prime vere foglie, sono bellissime! I cotiledoni con i margini lisci e le vere foglie caratteristiche con le seghettature.
24.05.19
24.05.19
E qui invece dopo alcuni giorni, le prime vere foglie cresciute, sono comunque piccoline ancora. Comunque molte piante non ce l’hanno fatta.
13.06.19
13.06.19
13.06.19
Ne sono sopravvissute 2. Queste piante sono cresciute lentamente, per il travaso sto ancora aspettando, ormai sarà per la prossima primavera, sempre se sopravvivranno.
Piante di Uva da seme di 4 mesi 26.08.19
Per quest’inverno le terrò sotto la tettoia dove tengo le piante grasse durante la stagione calda, per evitare di esporle già così fragili ai geli. Saranno coperte da teli, ma la zona bassa è scoperta. Va comunque bene anche una veranda.
Prima della fioritura passeranno diversi anni, per i frutti non c’è la certezza che siano come quelli da cui sono stati raccolti i semi, potrebbero essere simili ma mai uguali, più buoni o meno buoni, bisogna solo scoprirlo, altrimenti quando più grandi si può procedere con l’innesto sulla pianta.
Vi rimando al video su YouTube, per seguire passo passo questa semina.
Vitis vinifera (Uva): semina #gardening #seeds #grapes #fruits #garden #plants L'anno scorso, dopo aver provato già diversi anni fa a seminare l'Uva ma senza tanta attenzione con semi magari conservati male, ho finalmente ottenuto le piantine di…
Questa volta sarò puntuale! Ho ricevuto finalmente l’enciclopedia Rhs di questo 2019, e ora ve ne parlo. Nel mese di Marzo in edicola si trovava il primo volume di questa nuova enciclopedia, come sempre assieme alla rivista Gardenia, e il mese dopo il secondo volume.
Con il Gardenia 421 di Maggio, io che sono abbonata, ho ricevuto la solita cedola di cui vi ho parlato negli altri articoli dedicati alle enciclopedie Rhs di Gardenia, se vi interessa leggerli vi lascio i link infondo alla pagina.
Dopo averla compilata pagata e spedita, sempre a metà settembre, ho atteso con tanta impazienza, l’arrivo dell’enciclopedia. Ogni volta non vedo l’ora di sfogliarne le pagine, e trovare tante informazioni interessanti. Per me che ne sono appassionata, e adoro i libri, sfogliare un nuovo libro è un emozione, anche se quel libro l’ho già visto.
Come sempre ricordo che per chi si dovesse abbonare, c’è la possibilità di ordinare anche le enciclopedie degli anni scorsi.
Così finalmente il 15 ottobre 2019 è arrivata l’enciclopedia!!!! O per meglio dire il Manuale.
pacchetto Enciclopedia 2019
pacchetto Enciclopedia 2019
Manuale di Giardinaggio
consigli pratici e di successo
Della Royal Horticultural Society. È composta da due volumi.
Il primo volume è dedicato al Giardino facile e ai Rampicanti, mentre il secondo volume è dedicato all’Orto in vaso e alle Aromatiche. Di seguito un immagine dell’Indice dei due volumi.
Indice del “Manuale di giardinaggio”
Ognuno dei due volumi e suddiviso in due parti, che trattano appunto gli argomenti accennati. Si tratta di un volume, ma è come se a loro volta fossero due volumi in uno.
La prima parte di ognuno di volume 1 e 2
La seconda parte del volume 1
La seconda parte del volume 2
Volume 1 – Il Giardino Facile – I Rampicanti
La parte 1 dedicata al Giardino Facile è scritta da Jenny Hendy, e va da pagina 6 a 160 (*); mentre la parte 2 dedicata ai Rampicanti è scritta da Jo Whittingham, e va anch’essa da pagina 6 a pagina 160 (*). E ognuna delle due parti comprende Indice per ricercare gli argomenti in modo più facile, e ringraziamenti.
Il Giardino Facile
I Rampicanti
Il Giardino facile dà un’idea su diversi stili di giardino per prendere spunto per ricreare queste tipologie di giardino che richiedono poca manutenzione, con consigli anche in base al tempo che si può dedicare ad esso, poi ci sono tra l’altro anche idee di progetti fai da te, ad esempio dei divisori o delle pavimentazioni o ancora un’aiuola rialzata. Poi si vedrà come analizzare il terreno, come migliorarlo, oppure che piante sono adatte a quella situazione, di piantagioni in vaso o anche di prati fioriti oppure di pacciamatura, c’è un capitolo che mostra le piante da combinare per creare degli effetti, un capitolo dedicato alla manutenzione come la concimazione, l’irrigazione e molto altro e il capitolo finale Guida alle piante dove vengono descritte le piante suddivise per gruppi (arbusti, alberi, perenni ecc) con i soliti simboli guida, che indicano dimensioni, rusticità, terreno ed esposizione.
La parte successiva, I Rampicanti, comincia illustrando come utilizzare questa tipologia di piante in giardino ad esempio creando delle pergole (che sono bellissime) o come utilizzarle in vaso oppure ancora, facendole arrampicare su degli alberi, e per tantissimi altri utilizzi come ad esempio nascondere qualcosa in giardino, decorare e taaanto altro. Si parla poi di Messa a dimora e sostegni, quindi vengono spiegati i diversi modi in cui si arrampicano e poi ovviamente come sorreggerle creando dei giusti sostegni. Anche qui ci sono dei bei progettini, ad esempio per come costruire un arco da giardino per le rose. Poi c’è il capitolo dedicato alle combinazioni di rampicanti con delle idee per degli effetti. Successivamente il capitolo che riguarda potatura, anche dedicato a piante specifiche, come ad esempio le Clematis (che per chi non lo sapesse, sono suddivise in 3 gruppi di potatura), o il glicine, ma anche altri tipi di rampicanti, e per la propagazione sono spiegate propaggine e talea. Il capitolo dedicato alle cure stagionali, annaffiature, malattie ecc.. la Guida alle piante raccolte in Clematidi, Rampicanti e Rose.
Volume 2 – L’Orto in Vaso – Le Piante Aromatiche
La parte 1 dedicata all’Orto in vaso è scritta da David Gardner, e va da pagina 8 a 144 (*) mentre la parte 2 dedicata alle Piante Aromatiche è scritta da William Denne, e va da pagina 6 a 144 (*). E anche qui, ognuna delle due parti comprende Indice e Ringraziamenti.
L’Orto in Vaso
Le Piante Aromatiche
L’Orto in Vaso spiega prima di tutto come organizzare un balcone o un giardino, con vasi, orti rialzati, serre e utilissimi consigli per mescolare fiori, frutti e ortaggi. Poi la pianificazione, ovvero collocazione, attrezzature, e poi la scelta delle colture, c’è una parte dedicata all’acquisto di semi e piante. Inoltre un calendario stagionale per seminare mettere a dimora e i vari raccolti. C’è il capitolo dedicato alla semina e alla messa a dimora, con tantissimi bei consigli e spunti, comprende ortaggi, aromatiche, frutti e agrumi. Un capitolo dedicato a delle idee di composizioni tra ortaggi. Poi il capitolo sulla cura come concimazioni, irrigazioni, utilissime le pagine dedicate al compostaggio, parassiti e malattie e metodi biologici per la lotta e anche alla raccolta e conservazione dei prodotti. Ed infine la Guida alle piante, con i simboli per terreno, esposizione e rusticità, suddivisi in alberi da frutto, frutti di bosco, piselli e fagioli, radici, fusti e bulbi, ortaggi a foglia, ortaggi a frutto ed erbe aromatiche.
La parte dopo dedicata alle Piante Aromatiche, comincia con consigli sulla sistemazione di questa tipologia di piante, ad esempio in orto oppure in vaso, oltre a citare anche piante aromatiche ma non commestibili, specificando quindi anche quelle cui prestare moltissima attenzione poiché pericolose. Poi nel capitolo successivo si parla di tipologie di aromatiche (saporite, profumate e medicinali), il terreno e come migliorarlo. Consigli per la coltivazione di queste piante, quindi terreno e inerti utili, come partire dai semi e le problematiche, quindi le istruzioni utili, oppure come propagare delle piante già esistenti tramite talea e quindi sono illustrati i diversi tipi di talee e dei trucchetti utili, come dividerle e come acquistarle e utilissimo come raccoglierle. Nel capitolo dopo (Idee per la coltivazione) progetti per vasi auto-costruiti, oppure altri tipi di coltivazione, per terra o sentieri, oppure coltivazioni specifiche e tanti altri consigli. C’è poi un capitolo con delle idee di spunto con composizioni per il proprio giardino aromatico (ad esempio per attirare api e uccelli o di fiori commestibili o per rimedi casalinghi e altri ancora!) ovviamente il capitolo dedicato alla cure necessarie, quindi concimazione, potatura o cimatura, manutenzione e ovviamente i soliti parassiti che perseguitano quasi tutte le piante, oltre ad altri tipi di problemi. Infine anche qui la Guida alle piante suddivise in ordine alfabetico, con i simboli di terreno esposizione e rusticità, oltre ad alcune che hanno ricevuto anche il RHS Award of Garden Merit (se vi interessa leggere di cosa si tratta, il link rimanda al sito della Royal Horticultural Society) ed è quindi indicato con il simbolo dedicato.
(*) Il fatto che vi sembrerà strano è proprio il numero delle pagine: nello stesso volume due argomenti diversi alle stesse pagine? Esattamente! Ma questo è ciò di cui avevo accennato prima, ovvero: è come se ognuno dei due volumi contenesse all’interno non uno ma ben due volumi, poiché si tratta l’argomento e una volta arrivato a metà pagina finisce con tanto di ringraziamenti e subito dopo comincia l’altro argomento.
Cosa ne penso?
Trovo anche questa enciclopedia (Manuale) ricca di spunti! Tante idee oltre che di coltivazione, anche creative per il giardino, bello il volume dedicato al giardino facile, utile per chi ha poco tempo da dedicargli, con piante che fanno QUASI tutto da sole, ovviamente se qualcuno ha un giardino deve anche prendersene cura, quindi un minimo di tempo bisogna dedicarglielo, ma se si passa per questo blog sicuramente la passione per il verde non manca. Bella la parte dei rampicanti, specialmente per chi ha intenzione di progettare un giardino da zero, o di voler creare qualche zona particolare ad esempio su un albero che non ce l’ha fatta, ma di cui è rimasto il tronco spoglio, è una bellissima idea.
Ancor più bello il secondo volume dedicato ad orto e aromatiche, specialmente il fatto di dare consigli sulla coltivazione in vaso, dato che questo tipo di coltivazione si è diffusa molto per fortuna, così anche chi ha la sfortuna di avere solo un terrazzo, un balcone o un poggiolo può usufruire di quegli spazi con idee carine e produttive soprattutto, poiché coltivarsi le proprie verdure è meglio ancora, dato che si sa cosa si usa nel proprio orto, e senza preoccuparsi dell’idea del vaso dato che sono piante che si adattano molto alla coltivazione, per alcune addirittura è più pratico, come ad esempio i peperoncini, che se in inverno spostati al caldo, l’anno dopo produrranno ancora e ancora, visto che sono perenni. Le pagine dedicate alla compostiera, utilissima e facile da ricreare anche su balcone (a riguardo sto preparando un bel video già da inizio estate e ci vorranno dei mesi ovviamente).
Il tutto con un occhio di riguardo anche agli insetti utili! Cosa fondamentale di questi tempi dato che purtroppo molti utilizzano prodotti dannosi a casaccio e senza remore.
Insomma, anche questa enciclopedia è arrivata e l’ho inserita nella mia libreria con molto piacere, un altro manuale da sfogliare per ottenere consigli utili di coltivazione.
Se vi interessa leggere gli altri articoli riguardanti le Enciclopedie RHS di cui vi parlavo all’inizio di questo articolo, ecco i link utili:
Le enciclopedie Rhs di Gardenia – dal 2013 al 2016 Enciclopedia delle Piante da Giardino – RHS – 2017 Enciclopedia Cosa Piantare e Dove – RHS – 2018 Puoi trovare inoltre anche la lista di tutta la mia libreria qui: I LIBRI CHE HO
Manuale di Giardinaggio - consigli pratici e di successo - RHS #RHS #Enciclopedia #RoyalHorticulturalSociety #Gardening #Gardenia #Book #GardenLibrary #GardeningLibrary Questa volta sarò puntuale! Ho ricevuto finalmente l'enciclopedia Rhs di questo 2019, e ora ve ne parlo.
Il miglior metodo per aprire e sgranare il Melograno velocemente e senza complicazioni
Il melograno è un frutto autunnale buonissimo, l’unico problema è che se aperto senza utilizzare un facile trucchetto che renderà il tutto velocissimo, risulterà invece più complicato da sgranare, con tutti i pezzetti di membrana che si staccano assieme ai chicchi e la perdita di tempo per doverla eliminare dal mezzo.
Bene! Esiste un metodo semplice semplice per sgranare tutto il Melograno senza complicazioni di questo genere.
Com’è fatto un Melograno/Melagrana?
Prima di tutto analizziamo questo frutto.
Il nome scientifico dell’albero Melograno è Punica granatum, che come viene chiamata anche in altre lingue da il significato di Mela con semi. E’ un frutto carnoso con buccia dura, o per meglio dire è una bacca, chiamato anche Balausta.
Anatomia del frutto del Melograno
La zona in basso del frutto presenta la corona, ovvero i resti del fiore, quello che sporge è il calice. Talvolta si possono osservare ancora al centro i pistilli ormai secchi.
Dopo aver sezionato la zona attorno al calice analizziamo l’interno del frutto.
Possiamo osservare che il frutto all’interno è suddiviso in diverse sezioni, ogni sezione è divisa da una membrana (chiamata Cica). E ovviamente abbiamo tutti i chicchi rosso intenso, che si chiamano anche arilli, composti di una polpa (episperma) gelatinosa.
Ogni arillo porta al suo interno un seme come questo. Il colore che ha, appena estratto, è quello rimasto dalla polpa dell’arillo, ma una volta pulito bene e lasciato asciugare diventa giallo chiaro.
Procedimento per apertura e sgranatura semplice e veloce
E’ un procedimento semplicissimo quello di apertura di un frutto di melograno, basterà avere a portata di mano un coltello, e due piatti o contenitori. La prima operazione da fare è quella di incidere leggermente attorno alla corona con il coltello, in modo da creare un coperchio, che si staccherà successivamente.
Melograno intero
Melograno sezionato
Una volta tolto il “coperchio” e dopo aver visto l’anatomia del frutto all’interno, bisognerà creare dei tagli sulla buccia nel punto in cui si trovano le membrane, da cima a fondo, e successivamente con le dita portare verso il basso ogni spicchio creato.
Sezioni interne del Melograno
Divisione delle sezioni del Melograno
Si può togliere il più possibile la membrana, ovviamente ciò che si riesce e dopo sgranare ad uno ad uno gli spicchi, finché non otterrete il vostro piatto di Melograno, pronto per preparare tantissime buone ricette.
Semi di melograno
Semi di melograno
Ecco qui di seguito il video che ho creato, che illustra tutto il procedimento per sgranare il Melograno in modo veloce e pratico.
Se non l’hai ancora fatto inoltre puoi vedere tantissimi altri video sul mio canale YouTube e ricordati di iscriverti e attivare la campanella, oltre che disseminare sui social gli articoli e i video che ti piacciono, per aiutare Nel Mondo del Giardinaggio a crescere.
Però non utilizzate tutti i semi di Melograno, lasciatene qualcuno da parte per divertirvi in giardino con la semina! Se ti interessa sapere come fare guarda il video sul canale!
Poiché la semina è autunnale, i semi non serve nemmeno conservarli, si potranno seminare subito, altrimenti se si vuole rimandare la semina si possono pulire dalla polpa con un pezzo di carta da cucina, si lavano e asciugano bene, e si possono inserire in una bustina di carta oppure un pezzo di carta da cucina ben richiuso, si inseriranno in un contenitore di plastica o latta e si possono conservare in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e luce fino all’utilizzo, per mantenerli vitali più a lungo.
Come sbucciare il Melograno in modo facile e veloce! #Pomegranate #seeds #gardening #seedsavers #autumn #flowers #fruits #Granada #jardinería #otoño #semillas Il miglior metodo per aprire e sgranare il Melograno velocemente e senza complicazioni Il melograno è un…
E’ passato ormai quasi un anno da quando mi è arrivata l’enciclopedia Rhs uscita a marzo 2018, di cui oggi vi parlerò, ormai è uscita anche quella del 2019 (come ogni anno verso aprile/maggio) ma di quella ne parlerò tra qualche tempo, visto che manca poco e non vedo l’ora di sfogliarla, poiché ogni anno le ordino sempre a settembre (ovvero quando mi scade l’abbonamento alla rivista Gardenia).
Con il numero 409 di maggio 2018, a me che sono abbonata (come ho già spiegato nell’articolo: Le enciclopedie RHS di Gardenia) è arrivata la cedola dove viene sempre illustrata l’enciclopedia con breve descrizione, e con possibilità di ordinare quella dell’anno corrente, e magari anche altre più datate.
E dopo aver compilato e pagato in posta verso metà settembre, il 19.10.18 è arrivata la tanto attesa (come tutti gli anni) enciclopedia, nella sua confezione di cartone, questa volta cartone bianco, finora è sempre stato marrone.. color cartone
Enciclopedia impacchettata
Enciclopedia impacchettata
COSA PIANTARE E DOVE
Enciclopedia con più di 3000 piante volume 1 e 2
E’ un enciclopedia utilissima anche questa. Come per ogni enciclopedia mostro l’utilissimo sommario, per dare un’idea degli argomenti trattati.
Nel Volume I c’è l’introduzione dove si parla: dei tipi di piante (annuale, biennale, perenne, acquatica ecc..), del terreno e la posizione (classiche nozioni base per capire se è argilloso o sabbioso, come migliorarlo, scoprirne il ph, e conoscere poi l’esposizione del proprio giardino, con immagini esplicative), ed infine della progettazione e messa a dimora (spiegazione degli stili di giardino e scelta delle piante, oltre a consigli di impianto per i diversi tipi di pianta, e qualcosa sulla semina).
C’è poi un’introduzione alla Posizione delle piante con alcuni consigli sulla scelta delle piante, e qualche idea di combinazione per sole e ombra.
Dopo di che è diviso in due importanti sezioni ovvero: Giardini al sole e Giardini all’ombra
Ognuno dei due tratta paragrafi che riguardano i tipi di piante per ogni tipologia di giardino: ad esempio per terreni argillosi, per terreni sabbiosi, oppure per laghetti o bordo dei laghetti, e via dicendo (ma tutto ciò lo potete osservare appunto nell’immagine del sommario).
Tra l’altro ogni tanto si trovano anche delle pagine che mettono in primo piano certi tipi di piante, descrivendole.
Ogni pianta illustrata nei diversi paragrafi, ha una piccolissima descrizione, con spiegazione di crescita in altezza e in larghezza, e poi i simboli che indicano le necessità: ad esempio quanto è rustica, che tipo di terreno è necessario, se è tossica.
In ognuno dei due volumi c’è la pagina dei simboli utilizzati.
Volume I
Volume II
Nel Volume II invece c’è un’Introduzione alle Piante per effetti speciali, e quindi come scegliere le piante per effetti speciali, consigli di combinazioni per diversi stili di giardini, combinazioni di colori, tessiture e profumi, oppure combinazioni per effetti stagionali o combinazioni per zone con problemi.
E osservando nel Sommario ci sono 5 sezioni importanti che compongono questo secondo Volume: Piante per vari stili di giardino, piante per interesse stagionale, piante per colore e profumo, piante per forma e tessitura, e piante per giardini con problemi, ognuna di queste a sua volta tratta diversi raggruppamenti di piante.
Anche qui ogni pianta ha la sua breve descrizione, con dimensioni e simboli per corretta coltivazione, solo che in questo caso viene indicata anche l’esposizione, se al sole o all’ombra.
Alla fine dell’enciclopedia si trova un ricco indice, per trovare piante o argomento di proprio interesse, e i ringraziamenti.
COSA NE PENSO?
Questa enciclopedia la trovo molto utile specialmente per chi ha comprato casa e ha un nuovo giardino da organizzare e piantumare oppure per chi decide di sistemare il suo, grazie alla suddivisione in base all’esposizione, il che torna utilissimo per non cercare le caratteristiche pianta per pianta, ma per poter sfogliare e scegliere direttamente; è utile se si decide di creare un laghetto, per decidere che tipo di piante inserirne all’interno, come ai bordi; ma è utile a qualsiasi persona abbia un giardino o un balcone e decida semplicemente di voler inserire una nuova pianta in un dato luogo del giardino; è utile specialmente in ogni zona, che sia da Nord a Sud, campagna o città. Per creare effetti desiderati, ad esempio l’autunno colorato dalle foglie di piante particolari, oppure ricco di colori con le bacche. Ma ancora più interessante la parte dedicata a giardini con problemi, ovvero quei giardini dove magari risulterebbe difficile coltivare certe tipologie di piante per via di infestazioni ad esempio da parte di lumache, e trovare un compromesso fra i due esseri viventi, senza usare metodi cruenti (cui io sono contraria!) o addirittura favorevoli a persone che hanno allergie!
Insomma, un’altra bella ed utile enciclopedia per tutti i giardinieri.
Vedremo cosa riserverà la prossima enciclopedia di cui anticipo già che si tratterà di altri due volumi, che tratteranno uno il giardino e le rampicanti e uno l’orto. Ma il resto sarà per il prossimo articolo sulle enciclopedie di Gardenia.
Buon fine settimana, e mi raccomando: disseminate gli articoli del mio blog sui social, guardate i video sul canale YouTube e iscrivetevi, se ancora non lo siete.
Enciclopedia 2018: Cosa Piantare e Dove - RHS #gardening #plants #flowers #garden #gardeningbook #Gardenia #CairoEditore E' passato ormai quasi un anno da quando mi è arrivata l'enciclopedia Rhs uscita a marzo 2018, di cui oggi vi parlerò, ormai è uscita anche quella del 2019 (come ogni anno verso aprile/maggio) ma di quella ne parlerò tra qualche tempo, visto che manca poco e non vedo l'ora di sfogliarla, poiché ogni anno le ordino sempre a settembre (ovvero quando mi scade l'abbonamento alla rivista Gardenia).
Fin da piccola ricordo che creavo fogli e fogli e fogli e fogli, con scritti film da vedere prima o poi, con musiche sentite e quando sarei riuscita, scaricarle, con libri sfogliati, da comprare prima o poi, e chi più ne ha più ne metta.
L’organizzazione scritta, da che io ricordi e tutt’ora, ha sempre fatto parte della mia vita. Per non parlare del giardinaggio e da quando ho creato il blog e specialmente il canale YouTube, ho quaderni sparsi un po’ dappertutto, appunti li, appunti nel blog stesso, tra le bozze, miriade di bozze con idee di articoli, o articoli da finire, oppure anche solo link di siti che mi interessa citare, fogli pieni di liste, bozze nello smartphone tra le note, idee di acquisti, miriade di idee per il canale YouTube (Iscrivetevi mi raccomando), idee sparse e forse fin troppo incasinate (per fortuna riesco a capirle, altrimenti ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli) che ogni tanto riordino e modifico. A proposito, non ho citato i libri, poiché il problema libri l’ho risolto scaricando un’applicazione meravigliosa, dove salvo i libri che ho e la lista dei desideri, che inutile dirlo e numerosissima!!
Beh, quello che ci vuole è il magnifico Bullet Journal. Già l’avevo sentito nominare, ma non mi ero mai interessata all’argomento, finché salvando Pin su Pinterest (a proposito per chi volesse seguirmi su Pinterest ecco il link) mi capita questo articolo interessantissimo Il mio bullet journal – quasiorganizzata.it, mi è piaciuto tantissimo il suo modo di organizzare le cose, senza particolari regole.
E la cosa ancor più bella è che puoi decidere tu come creare i tuoi piani, anche senza appuntare gli impegni giornalieri e settimanali, cosa che io non riuscirei mai a fare, poiché non seguirei le scadenze segnate e risulterebbe inutile!! Finché si tratta di piani settimanali o mensili allora è un altro discorso! Ma in modo libero è ancora meglio, una specie di quaderno degli appunti, sai che li hai i tuoi spunti.
Così vedendo l’immagine del suo Bullet Journal, dove dice utilizzarlo di cuoio, e che deve essere abbastanza rigido, mi è venuta subito la strabiliante idea di crearmi io la copertina!! Come?
Come ho creato il mio Bullet Journal
Pensavo a del cartoncino rigido, tipo quello dei cereali, ma non avendone in casa di intatti, mi è venuta la brillante idea di riciclare i rotoli di carta igienica.
Occorreranno infatti:
. rotoli esausti di carta igienica . forbice . nastro adesivo . colla vinilica . quaderni . squadra . matita . pezzettino di cartone . maglie vecchie di un colore gioioso, o che almeno piaccia . spilli, ago, filo e spille
La prima cosa da fare è aprire i rotoli di carta igienica tagliando in un punto, e unirli tra loro col nastro unendo i lati che si toccano con una leggera passata di colla, e poi richiudendo anche il retro con il nastro adesivo, in modo che siano ben attaccati tra loro. Ho usato 9 rotoli di carta igienica.
I quaderni, la matita e la squadra tornano utili in questo momento, per prendere le misure giuste e ritagliare le parti in eccesso, e la squadra è utilissima poiché il lavoro il lavoro deve essere fatto perfettamente dritto.
E una volta prese le misure si può ritagliare dai pezzi in eccesso, così finalmente la copertina comincia a prendere forma.
Se per caso voleste utilizzare il cartoncino dei cereali consiglio di utilizzarne due e di incollarli l’un l’altro, così da rendere il tutto poco più rigido
Dopo aver preso forma però ho aggiunto due pezzettini e li ho incollati in orizzontale, fissandoli poi col nastro, e ho pensato inoltre che al centro sembrava ideale metterci uno strato un po’più spesso, in modo che non si facessero pieghe, così ho tagliato un pezzo di cartone da 22h x 6 centimetri, è fondamentale che le righe del cartone siano verticali e non orizzontali, così da piegarle tutte, ricreando la curva centrale.
E dopo aver trovato il centro della copertina, si può incollare il cartone con la colla, e fissare con delle mollette per farlo asciugare. Si può chiudere la copertina e fissare anche le due “pagine” con una molletta.
Si può aspettare un giorno circa. E procurarsi le magliette colorate.
A questo punto non rimane che foderare la copertina con la maglia, non ho incollato nulla poiché mi piace l’idea che la copertina possa essere intercambiabili.
Basterà stendere la maglia, metterci sopra la copertina, passare la parte inferiore e la parte superiore al di sopra di essa, sistemare bene, ben aderente, e le due parti mi raccomando dritte, poi prendere gli spilli, e fissare il tutto. Sempre mantenendo la il tessuto attorno alla copertina, ho imbastito con del filo di diverso colore.
Quindi vi basterà estrarre la maglia, cucire col filo del giusto colore.
Dopodiché capovolgere il copri-copertina ottenuto, prendere le misure reinserendo la copertina all’interno, fissare il tessuto (sotto e sopra) di uno dei due lati con gli spilli, e poi (se sicuri) cucire direttamente, oppure imbastire e poi cucire.
Si potrà capovolgere sul dritto il copri-copertina, infilare la copertina di nuovo all’interno e l’altro lato lasciarlo libero, ovvero, si taglia dritto l’eccesso della maglietta, lo strato che appunto avanza lo si ripiega all’interno della copertina e si fissa con le spille.
Senza volere tra l’altro ho anche creato un porta penne o matite fissandolo in quel modo.
Come si fissano i quaderni?
Ora vi domanderete “ok, ho fatto tutto ciò che dici, ma i quaderni come caspita li fisso alla copertina??”
Semplicissimo, dalla maglietta ricavate delle strisce lunghe e strette, tiratele così da arrotolarle su stesse, mettetene una al centro del quaderno, il quaderno va poi messo al centro della copertina, e la parte di laccetto che sbuca da sotto il quaderno fatela passare dietro la copertina, mentre l’altra deve andare verso la parte superiore della copertina, fate incontrare e annodatele tra loro.
Ecco!! Il Bullet Journal è fatto. Sta a voi decidere quanti quaderni mettere, e come organizzarlo, ma almeno i vostri pensieri, idee, progetti, appuntamenti, liste varie, non saranno più sparsi un po’qua e un po’la per casa, ma raccolti in modo ottimale nel vostro Bullet Journal.
Adesso non vi rimane che munirvi di matita, gomma, matite colorate, pennarelli, penne, etichette segnapagina ecc.. e personalizzare il vostro Organizza-Vita.
Bullet Journal fai da te Fin da piccola ricordo che creavo fogli e fogli e fogli e fogli, con scritti film da vedere prima o poi, con musiche sentite e quando sarei riuscita, scaricarle, con libri sfogliati, da comprare prima o poi, e chi più ne ha più ne metta.
Purtroppo, qualche volta sarà capitato a chiunque di ritrovare un insetto vivo, ma immobile e affaticato, che sia farfalla, ape, bombo oppure anche coccinella.
Mi è capitato spesso questa primavera, uno di questi è stato questo bellissimo esemplare di Aglais Io il 21 marzo 2019. Era in balcone, dove erano tutte le piante per il ricovero invernale.
Volava, ma affaticata, voleva uscire, quindi volava affianco alla finestra, ma appariva davvero stanca. Sembrava perfino secca dall’aspetto, probabilmente disidratata. Bellissima comunque.
L’ho portata subito in terrazzo allora, e mi ha regalato questi bellissimi scatti, già il fatto che si lasciasse tenere in mano senza volare via la diceva lunga. Stanca. Ho messo un po’ d’acqua al centro del palmo della mano, aveva la spiritromba immersa ma non sembrava bere. Credevo non ce l’avrebbe nemmeno fatta.
L’ho messa in un vaso, sul terriccio, il problema è che dopo averla messa li, non si muoveva tanto, e dopo poco si accasciava su di un lato, dunque mi sono preoccupata ancora di più per lo stato di disidratazione in cui si trovava!!
Allora mi sono messa subito all’opera per salvare la piccolina!
Le farfalle si nutrono di nettare, e ne possiamo preparare anche noi in casa.
Basterà del comune zucchero e acqua. Circa un cucchiaio di zucchero e di acqua calda, e mescolare bene finchè lo zucchero non sarà completamente sciolto.
A questo punto bisogna somministrarlo, e come si fa??
Basta usare un tappo di plastica delle bottiglie (ma ci sono anche tantissime altre idee), adagiare all’interno del cotone idrofilo, e versare il composto all’interno, o viceversa immergere il cotone nel liquido e poi adagiarlo nel tappo.
A quel punto ho sollevato la farfalla e l’ho fatta aggrappare al tappo.
Che soddisfazione vedere che si stava nutrendo.
Infatti poi non l’ho più trovata.
Una piccola amica del giardino aiutata da una situazione particolarmente difficile per loro. Gli insetti in certi periodi dell’anno, specialmente quando c’è carenza di nutrimento, come ad esempio i fiori selvatici, rischiano, e lasciare in giro qualche risorsa per loro può essere vitale.
Guarda il video qui di seguito per sapere come preparare le soluzioni zuccherina e mellita per le farfalle e gli altri insetti in difficoltà:
E guarda anche come creare un Fiore per farfalle con acqua zuccherina, semplicemente riciclando dei tappi di bottiglia:
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Salvare una Farfalla in difficoltà Purtroppo, qualche volta sarà capitato a chiunque di ritrovare un insetto vivo, ma immobile e affaticato, che sia farfalla, ape, bombo oppure anche coccinella.
Totoro un personaggio che non puoi non conoscere
Ho sempre adorato Totoro, il personaggio, è meraviglioso, mi è sempre piaciuto tantissimo. Non ricordo di preciso come l’ho scoperto, ricordo solo che era all’incirca il 2010/2011 e la mia dolce metà mi fece scoprire la canzone dei “Röyksopp – So Easy“, con le immagini del film “Principessa Mononoke“, non sapevo ancora che si trattasse dei film di Miyazaki, ma le immagini incantevoli di quel video, e la musica che ci sta proprio bene!!
La scoperta di Totoro
Da quel video, si vede che tra un correlato e l’altro mi è capitato di scoprire Totoro, poiché c’è una versione del video della canzone anche con le immagini del film di Totoro. Ciò che mi dispiace però è che non ricordo precisamente come l’ho scoperto.
A questo punto, da come ne parlo, rimarrete stupiti solo dal fatto che il film l’ho visto interamente solo qualche mese fa!!
Vi spiego subito perché: qualche anno fa era presente il film intero in italiano su YouTube (che ormai però non c’è più) avevo dato uno sguardo veloce ad alcune scene, mi ripromettevo sempre di guardarlo prima o poi, ma essendo abituata ai classici traumatici cartoni animati Disney volevo farmi coraggio per non rimanerci male!!
Ansia da cartone Disney: quando ero piccolina, mi sembra che ero alle elementari, giù per di li, i primi anni di scuola elementare, ricordo che nelle serate autunnali, o invernali più che altro, capitava che mandassero in onda i cartoni in prima serata (come ancora capita sotto le feste di Natale), e ricordo anche che guardai Bambi;
Giustamente un bambino si guarda il cartone animato, ma non si aspetta di vivere uno stato ansioso che neppure un film horror a momenti!! un’ansia!! questi animali poveretti, che fuggono, e questi cacciatori assatanati che cercano di far vittime in ogni dove, finché cosa succede????? Ammazzano la mamma di Bambi, un trauma assurdo! Inutile spiegare che dopo quel cartone, in un giorno in cui avevo febbre altissima, classica di quell’età, ebbi un incubo orribile, che tutt’ora ricordo, e ricordo abbastanza anche la sensazione altrettanto orribile.
Credo di aver rivisto Bambi una sola volta da allora, non ricordo nemmeno come prosegue il cartone, magari è bellissimo, ma quella scena potevano evitarla.
Il Mio Vicino Totoro: il film e le mie impressioni
Alla fine finalmente sono riuscita a vederlo, sempre grazie alla mia dolce metà che me lo ha procurato, il giorno stesso ho avviato il film.
[può contenere SPOILER]
Come già ho accennato la mia paura era di ritrovarmi un finale (ma non per forza il finale, anche scene nel mezzo) angosciante, con morti di qua, separazioni di la; ogni scena particolare mi aspettavo che evolvesse in qualcosa di tragico, mi aspettavo la tragedia, tra la mamma ammalata (mi dicevo che prima o poi andava a finire che arrivasse la brutta notizia, e aspettavo il momento) Totoro e questa cosa che non si sa chi sia, ma che è diventato importante per le bimbe (dicevo prima o poi finirà che si separino, si dicano addio e anche li ti aspetti il disastro)………. e invece nooooo!!!! Niente di tutto ciò, Totoro è un film meraviglioso dall’inizio alla fine, non esiste nulla di tutto ciò, nulla di così traumatico, nulla di disastroso da aspettarsi. La mamma sta benissimo, anzi si riprenderà, a giudicare dalle immagini dei titoli di coda, e c’è addirittura un neonato con le bambine.
[SPOILER assicurato] ma se oltrepassi questo paragrafo, l’articolo continua
Semplicemente comincia con queste bambine (Satsuki Kusakabe la grande e Mei Kusakabe la piccola) che sono andate con il papà (Tatsuo Kusakabe) a vivere in campagna, in un luogo immerso nella natura, a Matsugo, per avvicinarsi all’ospedale dove si trova la mamma, e vivono in un luogo meeeeeraviglioso!!!! La prima cosa che notano è il grandissimo albero di canfora. I primi esserini cui fanno conoscenza sono i Nerini del buio (makkuro–kurosuke) o Corrifuliggine (susuwatari) mentre esplorano e sistemano la casa, a quel punto incontrano anche Nonnina (Obaachan) che gli spiega che abitano le case disabitate, e poi fanno conoscenza del nipote Kanta che ha l’età di Satsuki. Successivamente fanno visita alla mamma Yasuko all’ospedale. Un giorno che Mei è a casa sola con il papà, giocando in giardino incontra un piccolo Totoro bianco (Chibi Tòtoro) che dapprima insegue, e poi diventa invisibile, subito dopo però trova anche un Totoro un po’più grande azzurro (Chu Tòtoro) insieme all’altro, li insegue, e fuggendo da lei, questi la condurranno da Totoro (O Totoro)!
Chu Tòtoro e Chibi Tòroro su legno – con pirografo
Totoro
Totoro
Lì, dopo l’incontro, Mei prende sonno sulla pancia di Totoro, e successivamente viene ritrovata dalla sorella sotto le piante nel percorso che aveva fatto per arrivare da Totoro – a questo punto cominciavo a chiedermi se Totoro fosse semplicemente frutto dei sogni della bambina. Ma andiamo avanti – a questo punto cerca il percorso per arrivare all’albero, ma non lo trova, ci rimane, male ma dopo che il papà la riconforta vanno a fare un giro al bosco Tsuka. La sera stessa Satsuki, nella lettera che scrive alla mamma, dice che Mei ha incontrato il ‘Fantasma Totoro’. Il giorno dopo, le bambine uscite da scuola si ritrovano sotto la pioggia, e vanno a portare l’ombrello al papà che deve tornare da lavoro, alla fermata dell’autobus fa sera – ambientazione pazzesca e meravigliosa!! Oltre le musiche!! – passa del tempo, Mei sta per prendere sonno, e Satsuki se la carica sulla schiena, la bambina dorme, e…..appare Totoro – certo è vero che Satsuki è sveglia, però Mei dorme, e nel frattempo c’è stata una lunga attesa, e anche li mi sono domandata se non fosse apparso nei sogni – dopo esser rimasta sbalordita, Satsuki gli cede l’ombrello del papà, e la scena in cui Totoro inizialmente si spaventa della pioggia ma poi ci prende gusto è indescrivibile, con un balzo fa scendere tutta l’acqua dagli alberi, a questo punto si fa la conoscenza del Gattobus (Nekobasu, nel film Neko no basu) e prima di andare via Totoro lascia un regalino alle bambine, sono dei semi che poi loro piantano in giardino e capita che la notte dopo, mentre le bambine dormono, Satsuki si sveglia
Totoro mentre fa la danza (rituale) della crescita delle piante
– un’altra volta una scena di sonno – e vede i 3 Totoro in giardino che camminano e saltano attorno a dove sono stati piantati i semi, a loro si uniscono le due bambine e a quel punto cresce un albero immenso – e il padre che guarda fuori, dalla postazione di lavoro, non si accorge di nulla – cui loro volano attorno. Il giorno dopo si svegliano, l’albero non c’è ma le piccole pianticelle sono sbucate dal terreno. – La danza che tutti assieme fanno è bellissima, un momento molto particolare, poi trattano proprio un tema a me molto caro. – Notare che le bambine alla scoperta dei germogli tutte felici dicevano: ‘anche se era un sogno, non è stato un sogno!‘
Quasi alla fine credevo stesse per accadere la disgrazia tanto attesa, quando dall’ospedale arrivavano notizie di peggioramento della mamma (ma era semplicemente un raffreddore) e le bambine vanno in crisi, Mei scappa per andare dalla mamma e si perde, Satsuki la cerca, come anche molti altri abitanti del luogo, ma nulla, non si trova, allora Satsuki va in cerca di Totoro che chiama il Gattobus – e qui comunque non c’è alcuna scena di sonno – a quel punto, mentre da lontano è in arrivo, passando tra la gente, Satsuki esclama: ‘per tutti gli altri è invisibile!’, comunque poi sale e vanno in cerca di Mei, che trovano, e successivamente si recano all’ospedale, dove la mamma sta bene, e lasciano il regalo che Mei voleva farle, ovvero la pannocchia. Il film finisce che Mei e Satsuki sono con Nonnina e Kanta, e altre immagini che rappresentano le vicende successive nei titoli di coda.
Il film è ricco di emozioni, e vi confesso che dà una sensazione particolare da inizio a fine, specialmente certe scene, saranno le musiche, i luoghi incantati, ma ogni tanto qualche lacrimuccia scappava, ma tutte di gioia, forse come dice la mia dolce metà: quella parte magica che ci manca, che vivono i bambini.
I disegni sono meravigliosi, una delle scene che mi è rimasta impressa è quella dove di sfondo c’è il paesaggio con il cielo azzurro e le nuvole e in primo piano risalta il girasole, dipinti stupendamente!! Oppure quando Mei “gioca a nascondino con il piccolo Totoro” i fiori rappresentati sono stupendi, ricchi di particolari, oppure quando vede i girini, che lei chiama “girelli”, e chi mi segue da un po’ sa che io adoro la natura: piante, fiori, animali, paesaggi, il laghetto.
Un’altra scena bellissima è quella dove i Totoro fanno il rituale, o danza, per far crescere le piante da seme.
[queste scene sono immagini prese dal film]
A questo punto ci si domanda: ma Totoro chi è in realtà?
Le bambine, dopo che Mei ha incontrato Totoro, parlano di troll (quello del libro illustrato come dice Satsuki), e Totoro è chiamato così poichè Mei sbaglia pronuncia, dato che in realtà troll in giapponese sarebbe “tororu –トロール“. Il papà dice a Mei che: ‘deve avere di certo incontrato il signore di questo bosco’ Satsuki lo chiama anche ‘fantasma Totoro’. Poi in rete si parla di spirito della natura, di fantasma del bosco, di guardiano della foresta, ma come spiega Hayao Miyazaki:
«Non è uno spirito: è semplicemente un animale. Credo viva di ghiande. Presumibilmente è il custode della foresta, ma è solo un’idea raffazzonata, una vaga approssimazione.»
Come vi ho spiegato, inizialmente credevo che Totoro apparisse nei sogni, mentre guardavo il film l’ho associato anche io al guardiano della foresta, spirito della foresta (il cosiddetto Genius Loci – Spirito del Luogo : per chi abbia letto E il giardino creò l’uomo di Jorn de Précy, o altri testi). Ma come dice Miyazaki si tratta semplicemente di un animale.
Anche la canzone finale svela alcune curiosità sul personaggio:
Ad esempio quando dice Nel “Nel bosco abita, ci vive fin dall’antichità!” che fa pensare allo spirito del bosco, ma potrebbe essere semplicemente un animale molto longevo, oppure la frase “Solo al tempo dell’infanzia tu potresti incontrarlo e poi non più“, magari che solo agli occhi dei bambini possono apparire questi animaletti, anche Nonnina dice che lei da piccola vedeva i Corrifuliggine, e specifica che non sono spettri, quando il papà lo domanda.
Credo che nonostante la curiosità, sia del tutto inutile cercare di dare una spiegazione, Miyazaki ha creato qualcosa di straordinario secondo la sua fantasia, un animale che è un miscuglio tra un orso, un gufo, un procione e poi lo ripeto l’ennesima volta: questo film è meraviglioso, e i Totoro sono adorabili!!
Curiosità su Totoro
Tonari no Totoro ( となりのトトロ ) è il titolo originale in giapponese di questo film che è uscito in Giappone il 16 aprile del 1988, peccato che in Italia è arrivato solo nel 2009.
Il nome delle due bambine significa Maggio: Mei simile a May in inglese, e Satsuki in giapponese tradizionale (Ecco perchè Maggio è considerato il mese di Totoro – studioghibli.it) inoltre quest’ultimo è anche il nome del del Rhododendron indicum ‘Satsuki azalea’
Il fatto che la mamma delle due bambine era ammalata di tubercolosi è un fatto che Miyazaki ha vissuto in prima persona, con la sua mamma. Oltre ad altri fattori che nella sua infazia ha fatto o vissuto.
L’ho già accennato ma il luogo, in cui è ambientato il film è il paese d’infanzia di Miyazaki, sarebbero le Sayama Hills (colline Sayama) a Tokorozawa nella prefettura di Saitama (paese in cui ora vive Miyazaki con la moglie), e la foresta esiste davvero. (The Sayama Hills [The Forest of Totoro] – japantimeline.jp)
Il tema della natura in questo film è una costante! Rispetto per la natura, la crescita delle piante, e moltissimi tipi di queste rappresentate (gli alberi, tra cui quello di canfora, le alcea, i girasoli, iris, felci, piante acquatiche, le comuni piantine selvatiche tra cui si scorgono piantagine, la commelina, camomilla, forse del tarassaco, molte graminacee e anche i semi, le ghiande ecc ecc….. oltre al fatto che ci sono le risaie, e poi l’orto della nonnina ricco di verdure, come dice Satsuki ‘una montagna di tesori’), gli animali che non mancano mai (tra libellule, lumache, falene, girini, rospi, farfalle, piccoli pesci ecc….) e cosa importantissima, Miyazaki ha donato in beneficenza per salvare le zone ancora naturali proprio di quel luogo, ad esempio la foresta, dall’urbanizzazione!
Nel 1990 nacque una fondazione chiamata National Trust of Totoro no Furusato (Totoro Fund – The Totoro no Furusato [The Homeland of Totoro] Foundation – totoro.or.jp) e nel 2008 fu tenuta un asta per il Totoro Forest Project [che è un artbook con opere di molti artisti di tutto il mondo (Totoro forest project charity auction – scifijapan.com )] dedicata alla raccolta fondi per il salvataggio della foresta. Miyazaki andava anche ad aiutare a pulire dai rifiuti e adora passeggiare in quel luogo. La foresta ora si chiama Foresta di Totoro e si può anche visitare. (Totoro.or.jp e qui una bella recensione (Travel Guide to Sayama Hills – Totoro Forest | Tokio – bring-you.info e anche un’altra A Walk Through Totoro’s Forest In Saitama – matcha-jp-com qualcosa anche in italiano Tour invernale nella Foresta di Totoro – mangaforever.net)
La casa di Satsuki e Mei esiste davvero, è stata ricostruita e si trova a Nagakute-cho, quella originale del 1929 purtroppo nel 2009 ha subito un incendio. (Satsuki and Mei’s house: la vera casa di Totoro e Distrutta la casa di Totoro – studioghibliessential.blogspot.com)
In Italia è stato doppiato anche nel 2000, ma quella versione non è mai uscita.
Secondo il libro The Art of Totoro, Totoro avrebbe 1302 anni e la protagonista doveva essere una sola.
Nel 2020 apriranno un parco dedicato a Totoro a Nagoya (A spasso con Totoro – mondofox.it)
C’è un sequel del 2002 Mei to Konekobasu (Mei e il Gattinobus) che però, per ora, è disponibile solo al Museo Ghibli in Giappone, in rete si può trovare qualche video. Dove si vede Mei che incontra il piccolo Gattinobus sotto forma di tornado, si mangiano una caramella assieme, e poi arriva il grande Gattobus, il piccolino una sera passa a prenderla, volano, si affiancano ad altri Gattobus più grandi pieni di Totoro, che vengono lasciati in mezzo ad un bosco, e anche lei; dapprima mostrava aria preoccupata, successivamente da lontano si vede arrivare Totoro, non appena lo vede bene lei esclama: Totoro!! E gli salta addosso! Incontrano poi un Gattobus grandissimo e anziano, dove Mei chiede al piccolino: ‘questa è la tua nonna?’, da una caramella anche alla nonna, che apprezza, e dopo aver riso il grande Gattobus dalle tantissime zampe parte e se ne va, mentre lei, il piccolo Gattobus e Totoro (con l’ombrello in mano) rimangono in cima ad un albero, lei sale a bordo del Gattobus, partono e con la mano lei e Totoro si salutano. Finisce con loro in volo e lei che da la caramella al piccolino.
Totoro è diventato il logo dello Studio Ghibli, ed è il 7° personaggio iconico del giappone, in onore di Totoro un’asteroide è stato chiamato 10160 Totoro.
Per altre curiosità:
UNA STUPENDA SPIEGAZIONE DEL FILM CON CHIARIMENTI SUI TANTISSIMI PARTICOLARI DEI PERSONAGGI: TOTORO – Il mio vicino totoro dubbi e curiosita – studioghibliessential.blogspot.com – Forum: Totoro, riferimenti letterari, Susuwatari – studioghibli.org – Il mio vicino totoro 10 curiosita sul film e il suo creatore – lettera43.it – 10 cose che forse non sapevi su il mio vicino totoro – tomshw.it – Il Mio Vicino Totoro – Wikipedia
I luoghi del film:
– 12 luoghi dei film Ghibli che esistono veramente – sempredirebanzai.it – Luoghi reali film hayao miyazaki – wilditaly.net – I luoghi dello Studio Ghibli – studioghibli.it
Per i fan: Totoro nella vita reale
Come ho spiegato nelle curiosità, è possibile visitare in Giappone, la Foresta di Totoro, la casa di Satsuki e Mei, il Ghibli Museum. C’è anche il negozio online dello Studio Ghibli dove è possibile acquistare gadget.
Oltre al dvd del film Il Mio Vicino Totoro, ci sono anche diversi libri fatti molto bene.
Se ti interessa il dvd: Il Mio Vicino Totoro su Amazon
Esiste un set di 4 volumi comics sulla storia de Il Mio Vicino Totoro, in Giapponese (1988) oppure ci sono anche in inglese (My Neighbor Totoro) 146 pagine ogni volume (ISBN 4192100053)
C’è anche un Artbook Studio Ghibli: となりのトトロ = Tonari no Totoro del 1988- un’artbook di 40 pagine in giapponese (pubblicato Tokuma Shoten Publishing – ISBN 9784197036219) dove sono rappresentate storie alternative con gli stessi personaggi
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Sempre nel 1988 è uscito anche Rouman Arubamu Ekusutora (Totoro – Ghibli Roman Album Extra) in giapponese, (ISBN 9784197201570) 152 pagine, dove è rappresentata la storia del film, con le scene del film stesso, interviste con troupe, concept art, schizzi a matita, una mappa del luogo della storia, schede musicali e testi di inizio e fine film, oltre ai nomi di tutti quelli che hanno lavorato al progetto.
Ancora una volta un libro del 1988 Totoro no Mori no Tanken Gaido solo ed esclusivamente in giapponese (ISBN 9784944004492) Una guida per esplorare la foresta di Totoro.
Nel 1992 è uscito anche Attsu, Totoro no mori da! di cui l’autore è Naoko KudoÌ e le illustrazioni di Miyazaki (pubblicato da ToÌ”kyoÌ” : Tokuma Shoten) dove viene spiegato il Totoro’s Home National Trust Movement ovvero il movimento per salvare la foresta di Totoro di cui ho parlato prima.
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Nel 2001 è uscito anche il 3° volume di Studio Ghibli Storyboard complete works di 432 pagine (9784198613785) un art book dove è illustrato lo storyboard del film. E ci sono anche i volumi dedicati agli altri film di Miyazaki.
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Sempre nel 2001 è uscito Tonari no Totoro Yori Mononoke Tsuushin (ISBN 9784196695967) in giapponese di 104 pagine, con immagini del film e poesie
Prima che arrivasse il film in Italia, era uscito un romanzo su Totoro: Il Mio Vicino Totoro di Hayao Miyazaki e Tsugiko kubo, versione italiana tradotta da Alessandro Clementi pubblicata da Panini Comics nel 2002, 188 pagine
Su Amazon è presente ma non facilmente reperibile: Il Mio Vicino Totoro – Romanzo. Se ti interessa acquistarlo qui: Romanzo Totoro in vendita su eBay.it
The Art of Il Mio Vicino Totoro, la versione in Italiano è del 2014 e la prima ristampa 2015 (176 pagine, che la mia dolce metà mi ha regalato e di cui più avanti potrei fare una recensione), altrimenti c’è l’originale in giapponese (The Art of Totoro) del 1989, ma c’ anche in altre lingue.
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Altri due art book, ma in lingua giapponese sono:
Totoro no Sumu Ie (La casa in cui vive Totoro – 2011) e il più recente Totoro no Umareta Tokoro (Il luogo dove è nato Totoro – 2018)
Il mio vicino Totoro. Il film icona di Hayao Miyazaki di Valeria Arnaldi è un libro del 2018
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E’ presente anche un bel libro per bambini in inglese My Neighbor Totoro Picture Book, la prima edizione è del 2005 (152 pagine), dopo di che c’è un’altra edizione del 2013 (112 pagine)
Se ti interessa My Neighbor Totoro Picture Book by Miyazaki, Hayao (2013) su Amazon
Ma sono presenti ancora tantissimi libri che riguardano Totoro, se riuscirò a trovarne altri aggiungerò i link.
Oltre ai libri sono presenti tantissimi gadget su Totoro dai pupazzi, alle lampade e tantissimo altro.
Ecco comunque qualche link per vedere qualche pagina e recensione dei libri:
– Il luogo dov’è nato totoro l’art book dello studio ghibli – meganerd.it
– Il Mio Vicino Totoro – Tutta la storia dietro il simbolo dello studio Ghibli – meganerd.it
tutti i libri su totoro
– The Art of Il Mio Vicino Totoro Artbook – mangadb.forumfree.it
– Book List: Tonari no Totoro
Idee bizzarre su Totoro
Purtroppo, come spesso accade, anche Totoro è stato vittima di teorie strambe ecc ecc.. si dice che sia un dio della morte, un mietitore, che se qualcuno lo vede è perchè si avvicina alla morte, o che il Gattobus sia un traghettatore per le anime (poiché nella scena dove la sorella grande va in cerca di Mei apparirebbero due ideogrammi, uno starebbe per Strada e uno per Tomba), e che Mei sarebbe annegata nel fiume per via del sandalo trovato (che poi non era il suo, ed era stato anche specificato dalla sorella); dicono che non abbiano le ombre alla fine (ma comunque era sera!! e poi erano con Nonnina e Kanta, e la canzone finale è ricca di immagini sulle loro vite future); oppure collegano tutto ciò dicendo che sia legato alla tragedia accaduta nella località in cui è ambientata la storia e anche dell’associazione dei nomi delle protagoniste al mese dell’accaduto, diciamo che la mente umana viaggia troppo; fatto sta che dopo averle lette, tutte queste cose mi hanno reso perplessa: perché sarebbe triste vedere tutto ciò in un cartone animato così bello e così importante, dato lo stretto legame con la natura e l’importanza che vuole riservarle; a quel punto ho incominciato a girare in rete a cercare informazioni, finchè non sono incappata in ciò che cercavo.
Si tratta di storie fantasiose, e di teorie.
Sia i siti inglesi e giapponesi, sia i siti italiani che trattano questo argomento alla fine specificano che Miyazaki e lo Studio Ghibli hanno smentito queste voci di corridoio, per la tranquillità di tutti, dicendo che non esiste nessuna teoria su morte e sul fatto che Totoro possa essere un dio della morte, e che le ombre non sono state inserite perchè non necessarie in quel contesto (ricordando che si tratta di disegni e non di riprese).3
Siti in cui si parla delle teorie:
– Scary Truth Behind My Neighbor Totoro – someordinarygamers.fandom.comqui sono i commenti che riportano altri siti dove vengono smentite le teorie – Totoro Conspiracy Theory – tofugu.com – Studio Ghibli producer kills theory of death subtext in my neighbor totoro – soranews24.com Il sito ufficiale dello Studio Ghibli smentisce il fatto: Diario – Ghibli.jp se ne parla in data 1 Maggio Cosa che è stata menzionata più volte in diversi blog anche qui in Italia (ad esempio Il Mio Nemico Totoro – leganerd.com oppure Totoro, se mai lo incontrerai, una meravigliasa fortuna verrà da te – 1977magazine.com), e qui (Il mio vicino totoro dio della morte – mrlunastorta.blogspot.com) viene spiegata tutta la teoria, che deriva da una leggenda urbana giapponese, e ovviamente che si tratta di stupidaggini.
Canzoni del film
Sigla iniziale
Camminiam, camminiam… io sto benone, sì! Mi piace tanto camminar… di buon passo andiam! Strade in collina… gallerie… distese d’erba… Ghiaia sul sentier… e poi per ponte un tronco c’è! Si discende da un sentier… sotto alle ra-gna-tel! Camminiam, camminiam… io sto benone, sì! Mi piace tanto camminar… di buon passo andiam! Volpi anche voi, e tanuki voi… fatevi veder! Esploriamo, dai… giù fino in fondo al bosco, sì! Tanti amici ci saran, che felicità! Tanti amici ci saran, che felicità!
Sigla finale
Chi mai sarà, che va a piantar di nascosto semi sul sentiero? Se gemme poi, ne spunteran, un codice segreto sarà: l’accesso al bosco consentirà, che fantastica avventura comincerà! Il vicino Totoro, Totoro! Totoro, Totoro! Nel bosco abita, ci vive fin dall’antichità! Il vicino Totoro, Totoro! Totoro, Totoro! Solo al tempo dell’infanzia tu potresti incontrarlo e poi non più e ti meraviglierai. Aspetti il bus, che pioggia c’è! Se un fantasma tutto zuppo è lì con te, l’ombrello tuo offrigli, dài, lui ti ringrazierà, l’accesso al bosco consentirà: un portale magico si schiuderà. Il vicino Totoro, Totoro! Totoro, Totoro! Nei pleniluni, lui, l’ocarina suona lassù. Il vicino Totoro, Totoro! Totoro, Totoro! Se mai tu lo incontrassi, che splendida gioia ti verrà! Lui a te la porterà!
Canzoni di Totoro originali e tradotte: testi sigle canzoni il mio vicino totoro – ilbazardimari.net
Un ultima cosa
Consiglio vivamente di far vedere questo film ai vostri bambini, per insegnargli il rispetto verso la natura, gli animali, e l’importanza che essa ha per noi e per la Terra, come le bambine protagoniste del film, che adorano tutto ciò, ne rimangono affascinate, osservano, perlustrano, scoprono, e specialmente ci credono, e grazie a tutto ciò riescono a scoprire il lato più profondo e spirituale, che agli occhi dei bambini appare magico. Come fanno anche loro: ringraziate la natura, ringraziate ciò che vi circonda, animali, piante (non è una cosa stupida) e specialmente credeteci. Per riuscire a guardare tutto con occhi diversi.
Il mio vicino Totoro – un grandissimo insegnamento! Totoro un personaggio che non puoi non conoscere Ho sempre adorato Totoro, il personaggio, è meraviglioso, mi è sempre piaciuto tantissimo.
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