Mario Bobbio e Antonio Zuiani - Visual Art
Mario Bobbio e Antonio Zuiani
'Lightbook', 2013
Interview_
Cosa vi ha spinto a far parte del progetto Overlight?
M. La curiosità sopratutto. Mi sono informato con Cristina Lorenzi del progetto e ho deciso di farne parte, mi sembrava interessante!
A. La possibilità di esporre un messaggio alle persone attraverso un metodo non convenzionale come l' arte.
Come pensate che il vostro progetto sia una sorpresa per overlight?
Lo speriamo! In un contesto nuovo come OverLight, dove sono i giovani a guidare il tutto, innovare è la cosa più importante e siamo qui per questo. Vogliamo sconcertare i fruitori dell'opera.
24 ore al giorno per 365 giorni. Quali le ore più importanti?
M. Le ore della notte. La sera si lavora meglio e più velocemente, mi ritaglio il mio spazio senza influenze esterne. Il giorno è per le ispirazioni, la notte per le creazioni.
A. Pomeriggio! Nel pieno della freschezza mentale.
Si parla di luce, come il vostro progetto ne riporta il significato?
L' idea è quella di presentare al pubblico un'opera con un senso nascosto da scoprire, in modo che ognuno debba dare la sua interpretazione e leggerne il contenuto relativamente al vissuto personale. Il significato nascosto viene svelato attraverso l ' utilizzo di una speciale luce UV, il concetto è quello che a volte non è la luce a svelare la verità bensì il buio.
Come avete scelto come presentarvi a Overlight?
Volevamo portare un' opera nuova, con tecniche che utilizziamo raramente. Questo dapprima è stato un ostacolo, ma con l' avanzare dell' idea ci è parsa la soluzione migliore: spaziare in più campi è fondamentale.
Vedete il vostro futuro come artisti?
Assolutamente si. L'arte completa l' animo creativo e dà la possibilità di andare oltre ai paletti della consuetudine. L'arte libera al massimo la possibilità descrittiva del reale e dell' immaginario.
Che cosa stai leggendo ora?
M. 1Q84, è romanzo di Haruki Murakami. E' un omaggio a George Orwell e tratta di vari temi, ma sopratutto tra l' intreccio di ricordi dei due protagonisti.
E' un romanzo che consiglierei a tutti, sopratutto a quelli che amano la dimensione onirica della vita.
A. Cripto di Dan Brown, amo le capacità descrittive di questo autore.
Quante ore dedicate alla tua arte?
M. Molte ore al giorno, sopratutto nell'uso dei programmi e nel disegno a mano libera. E' un mezzo utile per sfogarmi e per alienarmi dal mondo.
A. Più o meno l' intera giornata in quanto l'arte delle comunicazione non è un lavoro o un impiego, bensì la mia espressione, il mio lavoro.
Il vostro approccio alla vita di tutti i giorni?
Affronto il quotidiano con curiosità, in modo percettivo. Mi piace scoprire significati e cose nuove, attraverso l' osservazione e la riflessione. Oppure sto sul divano.
Quale rapporto pensi si potrà instaurare con il pubblico di overlight?
Il pubblico di Overlight saprà apprezzare le opere che saranno proposte, attraverso reciproco senso di amore per l' arte. Si instaurerà un duraturo rapporto tra gli artisti e la gente.
Che feeling hai con la tua città?
M. "Odi et Amo". La mia città è la mia casa, il mio punto di partenza, ma già da anni mi è iniziata a stare troppo stretta. A causa della mancanza di opportunità e iniziative per i giovani.
A. Non mi sento di appartenere ad una città in particolare, amo sentirmi a casa in ogni posto che visito in quanto la scoperta è ciò che alimenta l' essere umano.
A cosa non puoi proprio rinunciare?
M. Ai rapporti con le persone. Credo che conoscere gente nuova sia un modo per migliorare se stessi e la propria prospettiva.
A. Alla mia libertà espressiva. Odio che mi venga imposto il modo di lavorare Penso sia questo il punto di forza di Overlight: la libertà espressiva.
Uno slogan per Overlight?
Avanti anni luce.









