Limiti dello sviluppo
Il prof. Dennis Meadows, docente al MIT, pubblicò nel 1972 il rapporto “I limiti dello sviluppo” commissionato dal Club di Roma (associazione di scienziati, economisti, attivisti, capitanati dall’italiano Aurelio Peccei) che svelava il degrado sempre più profondo ed esteso dell’ambiente naturale, non solo locale (laghi, fiumi, città), ma ormai globale (oceani, pianeta). Possiamo considerare quel documento come l’elemento che diede vita alla coscienza ecologista: il degrado della biosfera produce il degrado dell’ antrosfera, colpendo i prodotti alimentari, le risorse la salute e la sfera psichica degli esseri umani.
A distanza di 50 anni abbiamo assistito a una lenta presa di coscienza ecologista ed è arrivato il momento di avere una politica che non si limita a preservare l’ambiente naturale, ma tende a preservare anche gli ambienti umani. E’ per questo che occorre trasformare i nostri pensieri, i nostri costumi, il nostro modello di sviluppo.


















