Motoko Knows
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Motoko Knows
Saldi 2026…
“Nuovi bisogni richiedono nuove merci;
nuove merci richiedono nuovi bisogni e desideri;
l’avvento del consumismo inaugura l’era
“dell'obsolescenza programmata”
dei beni offerti sul mercato
e segnala la spettacolare ascesa dell’industria dello smaltimento dei rifiuti…”
Zygmunt Bauman
Foto fonte: @lisahewitt
" Don Pepe, com’è una vita ben vissuta?
Pepe Mujica - Penso che sia quando dedichi la maggior parte del tuo tempo a ciò che ti piace, a ciò che ti motiva. E non può esserci felicità senza libertà. La felicità non è solo una cosa sensoriale, la felicità non equivale al piacere. La felicità equivale all’equilibrio di sentire che stai realizzando con gioia ed entusiasmo ciò per cui ti impegni. Per vivere bisogna lavorare, certo, ma la vita non è solo lavorare, bisogna avere tempo per vivere; quindi, la sobrietà fa parte della conquista della libertà. Ma se il mercato occupa tutto il mio tempo per cui vivo pagando bollette e accumulando cose, allora non sono libero.
Noam Chomsky - E quando esiste questa libertà il lavoro può essere la parte più soddisfacente, o una delle parti più soddisfacenti della vita. Essere assorbiti da un lavoro creativo sotto il proprio controllo è un’esperienza incomparabile, e si deve agire perché le persone non ne siano più private. Può essere qualsiasi cosa, fare ricerca in un laboratorio di fisica o riparare l’auto in garage nel fine settimana. Sono cose nelle quali tutti possono trovare soddisfazione nella vita, come dici tu.
Pepe Mujica - Per me la libertà ha diversi stadi, e la libertà più difficile di tutte, che è la lotta per la quale dobbiamo ringraziare Noam, è la libertà di pensiero. Significa non essere dogmatici, avere la mente aperta e cercare di percepire la realtà nelle sue sfumature, nei suoi grigi, nei suoi neri; non essere fanatici pur essendo appassionati, che non è la stessa cosa. Ma c’è un’altra libertà, ed è quella di avere spazi sempre più ampi di tempo libero per coltivare i propri affetti, per coltivare le cose elementari della vita che ci piacciono e che richiedono tempo: tempo per i figli, tempo per gli amici, tempo per la famiglia, tempo per le cose basilari. La società del consumo, dell’iperconsumo, che mi fa pagare e pagare, e vivere nella disperazione, mi ruba la libertà, perché devo trasformare il mio tempo libero in moneta per poter pagare ciò che devo comprare. Quando compro non lo faccio con i soldi: lo faccio con il tempo della mia vita che ho dovuto spendere per avere quei soldi. Penso invece che si dovrebbe essere avari con il proprio tempo, che è l’unica cosa importante, perché io sono libero nel momento in cui faccio quello che mi piace, e non lo sono se non faccio che adempiere a un obbligo per vivere. Il concetto di sviluppo introdotto dalla cultura capitalista è molto modesto, e la stessa sinistra, con il suo messaggio, ha messo in secondo piano, ha dimenticato la questione della felicità umana e della libertà necessaria per raggiungerla. Certo, abbiamo bisogno di sviluppo, ma abbiamo anche bisogno di un po’ di umile felicità nella vita! Per questo insisto nel dire che c’è una cosa importante che viene trascurata: il tempo per coltivare gli affetti. "
Noam Chomsky, José «Pepe» Mujica, Saúl Alvídrez, Sopravvivere al XXI secolo, Traduzione di Valentina Nicolì, Ponte alle Grazie (collana Saggi), 2024.
El dinero no es lo más importante, pero vivimos en una sociedad en que todo vale dinero.
comprare un mazzo di fiori al supermercato è comunque un atto di romanticismo o una resa incondizionata al capitalismo?
¿Comprar flores en el supermercado sigue siendo un gesto romántico, o es simplemente dejarse llevar por el consumismo?
Que no spotify, que no voy a pagar aunque me bloquees la cuenta y la apk, que prefiero volver a youtube to mp3.
¿Pueden ser las suscripciones el peor invento de la historia? Voy a poner yo una aquí para que al que pague no le salgan ni anuncios, ni reposts, ni memes chilenos.
"Le pubblicità
Ti prego di capire che le agenzie pubblicitarie e le aziende conoscono benissimo il concetto di mancanza e come questo giochi un ruolo di comando nel nostro comportamento.
Vogliono farci credere di avere le risposte per colmare il divario tra ciò che mostriamo al mondo e ciò che sentiamo di essere realmente, spingendoci a identificarci con il loro prodotto.
I pubblicitari sfruttano persino i volti dei personaggi famosi nelle loro pubblicità per convincere il consumatore a identificarsi inconsciamente con quella persona come "nuovo lo" da emulare.
Ti senti male con te stesso? Compra qualcosa! Non trovi posto nella società? Compra qualcosa! Provi un'emozione negativa a causa del senso di perdita, separazione o desiderio? Guarda un social oppure questo forno a microonde/ TV con megaschermo/ macchina/telefono cellulare... eccetera è proprio quello che ti ci vuole. Ti sentirai meglio con te stesso, verrai accettato dalla società e il vuoto che senti si ridurrà del 40 per cento!
Siamo tutti controllati emotivamente da questo concetto di mancanza."
-J. Dispenza
Pier Paolo Pasolini, consumismo e potere