Quella delle fake news e della propaganda non è una realtà nuova nell’ambito della società in generale e della politica in particolare, la novità è data dall’intrecciarsi di diversi elementi che rendono la scala, la velocità e la magnitudo di questi fenomeni decisamente più rilevanti: le caratteristiche architetturali della Rete che, essendo policentrica, rende più facile e capillare la propagazione e più complesso strutturare forme di frenata e rettifica; le tendenze algoritmiche alla diffusione di ciò che risulta più condiviso, scambiandolo con ciò che è condivisibile; la sfiducia generalizzata rispetto a una serie di intermediari istituzionali, compresi i legacy media. È all’interno di questo circuito che “le nostre aspettative sui fatti finiscono per sostituirsi ai fatti”, celebrando l’era della post-verità.
Giovanni Boccia Artieri, da una recensione al saggio di Michele Ainis "Il regno dell'uroboro", La Nave di Teseo 2018. (Via https://www.doppiozero.com/materiali/il-regno-delluroboro)









