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M sta per Mark? Arriva M, il personal assistant di Facebook.
Si occhèi, la notizia è di qualche giorno fa, ma non l’avevo ancora postata.
Facebook lancia M, un assistente personale tuttofare, tipo Siri (ma che spero funzionerà meglio), che però scrive invece di parlare e si potrà utilizzare tramite l’app Messenger di Facebook.
E comunque KITT lo faceva già before it was cool: https://youtu.be/HK2QymEvO_c?t=25s
Siccome non ho tempo di stare a spiegarvi tutto, sciacallo le informazioni da questo articolo de Il Post.
“M”, l’assistente personale di Facebook È una specie di Siri, ma scrive invece di parlare: e quelli di Facebook dicono che sarà in grado di fare più cose
Facebook ha introdotto un assistente personale che funziona in modo molto simile a Siri, quello per iPhone. Anche Google e Windows ne hanno uno: si chiamano “Google Now” e “Cortana”.
L’assistente di Facebook si chiamerà semplicemente “M” e funzionerà indipendentemente dal tipo di sistema operativo utilizzato dallo smartphone. “M” infatti è uno strumento interno all’app “Messenger” di Facebook: per usarlo basta aprirla e selezionare “M” come se fosse uno qualsiasi dei vostri contatti Facebook. “M” assisterà gli utenti in compiti come cercare e prenotare un ristorante, inviare dei regali o prenotare degli alberghi per le vacanze.
Per il momento è ancora in fase di prova: lo stanno usando un po’ di utenti Facebook nell’area di San Francisco. Per averlo in Europa e in italiano probabilmente ci vorrà ancora un po’.
La novità di M rispetto a Siri e agli altri assistenti personali è che, mentre questi funzionano esclusivamente in base a un’intelligenza artificiale, M è un sistema ibrido che usa sia l’intelligenza artificiale sia la supervisione e l’intervento da parte di alcuni impiegati di Facebook.
In questo modo M permette di fare cose, come comprare i biglietti, che gli altri assistenti personali non possono ancora fare. Chi utilizzerà il servizio comunque non sarà in grado di dire se e quanto intervento umano ci sia dietro ogni operazione.
M non raccoglie i dati degli utenti, coma fa per esempio Google Now, ma è in grado di imparare da ciò che gli viene scritto: all’inizio sarà un po’ difficile che riesca a individuare gusti e necessità ma dopo un po’, secondo gli sviluppatori, diventa più efficiente.
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Pensavo fosse in grado di caricarmi sulle spalle...invece...
SIRI conosce la SUPERCAZZOLA !!!