a venticinque anni, quando non ti basterà
e come sarai, della tua grande bellezza
della tua bellezza grande, sceglierai di lanciarti
in questi giochi della vita
in cui perdi tutto solo se partecipi e vinci
e con in mano queste coppe di dolore
ti ricorderai di quando dissi a te,
- perchè a me lo avevo già detto -
che il dolore è meraviglioso
se consumato alla luce del sole.
mi amerai a ventotto anni
quando il tuo nome sarà solo nel presente
e sarai solo tu, con la tua grande saggezza
con la tua saggezza grande, a districarti dal passato
e da quello che non sei, e ti ricorderai
- perché a me lo avevo già detto -
che una donna è bella quando fa paura
ed era quella paura, quella sana paura
di te, che mi faceva dimenticare
la cornice di ciò che non sei.
mi amerai a trentadue anni
quando nascerà tuo figlio
che non hai messo alla luce ai ventotto
proprio come avevi detto,
e con il tuo pancione grande, ti ricorderai
- anche se a me nessuno l'aveva detto -
che la Madre si fa in due
quando seduta su un tappeto
e la casa in disordine, giocherai con lui
e ripeterai il suo nome con bocca salata
e sarà un nome così bello,
e ti ricorderai di quando dissi a te
che un nome è solo un nome,
mi penserai, in quegli angoli
della vita, che riscopri spolverando gli angoli di casa
e mi telefonerai, rispolverando la rubrica:
ti dirò, scorri le pagine