La ricezione “social” dei discorsi di fine anno (2019) dei due Presidenti
1. Si offre qui un brevissimo resoconto delle reazioni generate in singole “stanze” delle piattaforme sociali dalla conferenza d fine anno del Presidente del Consiglio e dal discorso di fine anno del Presidente della Repubblica.
2. La conferenza stampa del presidente Conte è stata trasmessa, se così si può dire, anche sul suo account Facebook ufficiale. Il post corrispondente è risultato il primo post per numero di interazioni generate nel mese di dicembre; ha sopravanzato anche il post (del 20) a tema gastronomico: un tema di successo (se si sta ai “click”) nella prassi social del presidente (è lì, sulle sponde della comunicazione politica, che riposa, per ora al sicuro, la altrove malconcia gastromania).
Una scorsa ora ai commenti. Porre orecchio all’orecchio delle conversazioni (i.e. alle “ricezioni”) [ndr: una delle faccende che in queste righe si prova quotidianamente a sbrigare (all’ingrosso)] è una prassi denigrata da molti commentatori. Hic sunt dragones si direbbe. Inutile ascoltare, e provare, a comprendere i Napalm51, tanto, si dice in italiano neo-standard, non impattano. Eppure, nella nuova semiosfera, dove ci s districa tra le reti sociali onlife, l’attenzione verso qualunque tipo di ricezione (con distinguo operati caso per caso secondo criteri di pertinenza) è indispensabile per indagare la formazione e la trasformazione di forme e frame. Nel nuovo mondo, ogni attività di content e audience intelligence che abbia come oggetto il dato semio-linguistico è di fatto un’attività di media intelligence.
Si diceva dei commenti alla conferenza stampa. Il carotaggio è stato effettuato su 7.000 di questi, prodotto dell’attività di circa 3.500 utenti unici. Quasi 15.000 le reazioni generate.
Se si guarda ai commenti come corpus, gli elementi lessicali più frequenti sono “grande” e “grazie”; entrambi si presentano con maggiore frequenza come collocati di “Presidente”. Tra gli elementi grammaticali, molto frequenti sia “sei” (anche in questo caso come collocato perlopiù di presidente”) che “non”. Se nel primo caso si resta nella dinamica della valutazione (perlopiù positiva) del “Presidente” (con un tono colloquiale), nel secondo, il “non”, ci si addentra in uno scenario discorsivo altro e molto interessante (se vi fosse, e non è questo il caso, l’opportunità di addentrarvisi sul serio). Il “non” compare con maggiore frequenza come collocato di “italiani”. È un piccolo accidente testuale che, come si dice, fa però segno: si tratta di increspature di superficie prodotte dalla profonda e vigorosa tempesta discorsiva e narrativa che da qualche tempo investe con crescente forza il nucleo tematico “italianità”. Un fenomeno certo non nuovo, ma che sta producendo una varietà di esiti testuali di nuovo tipo sia dentro che fuori dai confini della comunicazione politica.
Uno sguardo ora a uno degli indici manifesti della testura “emotiva” del corpus, gli emoji. I più frequenti sono “face with tears of joy” e “clapping hands”, seguiti da “red heart”.
3. Nella “nuvola” del discorso di fine anno del PdR, “paese”, “vita”, “società”, “cultura”, e “fiducia” sono le cinque parole con maggiore frequenza d’uso.
Il video del discorso del Presidente è stato come al solito pubblicato anche sull’account YouTube ufficiale del Quirinale, ma lì i commenti sono disabilitati. Per testare le reazioni bisogna perciò rivolgersi altrove. Qui si è optato, arbitrariamente, per i video del discorso postati dagli account YouTube dei quotidiani La Stampa e La Repubblica.
Al momento dell’osservazione, il video sull’account de La Repubblica aveva generato quasi 3.500 visualizzazioni, con un numero quasi pari di like e dislike (127 e 110), e 304 commenti. Questi avevano a loro volta generato circa 700 like e 200 risposte, frutto dell’attività di un centinaio di utenti unici. La nuvola delle parole non grammaticali più frequenti vede “presidente”, “Mattarella”, “costituzione”, “governo”, “elezioni” nelle prime posizioni. La modalità di interazione prevalente che è dato osservare è il “confronto” tra gli utenti, più che il giudizio “immediato” verso il Presidente e, o, la sua performance. Il numero maggiore di like va in dote a commenti che criticano il focus del discorso del PdR: la fiducia.
Il video offerto dall’account de La Stampa, al momento dell’osservazione, contava circa 2.500 visualizzazioni, e aveva generato 28 like, 74 dislike, e 199 commenti. Questi, a loro volta, avevano generato 377 like e 150 risposte, frutto dell’attività di poco più di 60 utenti. Anche in questo caso, la modalità di interazione prevalente è il “confronto” tra gli utenti. I commenti che hanno generato più like sono tutti (molto) critici vero il Presidente e il suo discorso.
Per finire, qualche dato frutto del carotaggio effettuato su Twitter, il 31/12/2019, per mezzo della chiave “Mattarella”. L’archivio scandagliato conta 5.000 tweet (prodotti da 3.200 utenti unici), che hanno generato 170.000 like, 32.000 rt’s, e 7.000 risposte. Il picco delle interazioni si è raggiunto durante l’allocuzione del Presidente. La “conversazione” si è poi nuovamente animata, seppur in tono minore, un’ora dopo la conclusione de discorso. Poche, come si vede, le menzioni, rispetto ai tweet “originali”.
Nella nuvola della “conversazione” (i.e. il corpus costituito dai 5.000 tweet) spiccano i seguenti elementi lessicali: “grazie” (come collocato di #mattarella e “Presidente”); “fiducia” (come collocato di “avere” e “più”); “speranza” (come collocato di “futuro”); “perdiamo” (come collocato di “diritto” e “privilegio”). In quel frangente sono molte, dunque, le citazioni tratte del discorso del Presidente e meno, almeno da quel che è possibile osservare a questo livello, i commenti e le glosse.