Accettarsi. Ieri, oggi, domani. Una parola che apparentemente può sembrare semplice a dirsi, ma difficile a farsi. Io ci provo da trenta lunghi anni, una continua altalena di alti e bassi, una continua lotta tra l’ignoranza di chi ti giudica solo per l’involucro, guardandoti con gli occhi della diversità, del farti sentire sbagliata in ogni occasione e la mia fragilità. Ho collezionato “vaffanculo” (anche miei), “lacrime”, “commenti sgradevoli” (è bella però peccato che è così), “facce disgustate” (come se avessi la lebbra), “indifferenza”, “gelosie” (da parte di chi aveva tanto), tanti “Bla, bla, bla”! Per me “razzismo” è anche questo, tutte le volte che definisci qualcuno: grassona/e, anoressica/o, troppo magra/o, troppo alta o bassa, con troppe lentiggini, con i capelli rossi, gli occhi troppo vicini o lontani, il naso a maialino o ad aquila, le gambe storte, i piedi tozzi, le dita lunghe, le braccia grosse, le ossa di fuori, le orecchie a sventola, i denti a castoro, le spalle ad armadio e il sotto mento pronunciato. Ognuno di noi dovrebbe accettarsi così come si è e non per come ci vogliono gli altri. Potrei, vorrei, farei, i paletti che intralciano il nostro cammino li mettiamo noi, e solo noi siamo gli artefici del proprio destino. Proviamoci e combattiamo. Io ci provo sempre a volermi bene un po’ di più, a cavallo tra i giorni no e quelli SÌ! . . . . . #bepositive #tupositivo #positivenergy #autocritical #amarsi #ilovemybody #bodypositive #mylife #bodyshaming #iohouncervello









