PAESAGGIO
...par le cylindre, la sphèere, le cone... P.CEZANNE
Diedri, poliedri. Solidi equivalenti di rotazione, conifere. Triangoli vertici di ghiacciai. Formazioni durissime dell’ordine. Contrappesi e forze sostengono gli angoli, ingranaggi e propulsori mantengono l’energia dolorosa dei cateti esprimono il taglio delle mobili ipotenuse. Ripetute varietà, sonore, ruvide, invisibili: nervature di farfalle, foglie e membrane e setti. Forme della bellezza. Genitrici. O nichelio, violàno, o tetraedro, icositetraedro reticolo d’atomi, o lamelloni, o fibrosi raggiati nell’oscurità mineraria dove scorrono fiumi ciechi e in alto aggregati nelle rocce, slanci di terra corrosi.
-Pier Luigi Bacchini, da Distanze Fioriture Non avevo mai fatto, prima di venire a conoscenza di questa poesia, un collegamento fra Bacchini e Cezanne. Mi chiedo come...ora mi sembrano così simili! Entrambi rendono i paesaggi vivi esaltandone le sfaccettature. Prestano attenzione a tutti i microcosmi della natura. Tanti piccoli mondi rotanti, che si intersecano e creano la grande terra, anch’essa rotante, madre e vita. E l’emozione di riconoscere, davanti ai loro quadri mentali, la propria esperienza della natura. Vedere in quelle piante le tue piante, in quei fiori i tuoi fiori, in quelle montagne le tue montagne. Riempire con la propria esperienza - con i propri sensi - i loro vuoti poetici. Poliedrica bellezza di una foglia rigirata dal vento, come una mente che cambia idea costantemente.









