Quanto puoi arrivare ad amare chi non ti ama?
Quanto puoi sopportare il dolore, prima che ti sbricioli? Quanto ci puoi provare, prima che davvero non sai più ritrovarti?
Ogni volta, ogni volta che credo che siamo a un passo dalla felicità, a un passo da ciò che voglio, quando credo che ormai ci siamo, ce l’abbiamo fatta, ormai contiamo solo tu ed io e vaffanculo il resto, ogni volta che dimentico, anche solo per un attimo, torna tutto, una valanga che mi prende e mi sbatte sulla riva di un’isola dalla quale poi non so tornare, non mi so ritrovare.
Quanto è brutto, poi, quando non sai tutto? Quando qualcosa rimane ancora all’oscuro e puoi decidere di fare solo due cose: fidarti dell’istinto o fidarti dell’amore. E tu, stupida, sceglierai sempre l’amore. E sbaglierai, Dio se sbaglierai!
Come me, che in tutta questa storia di tradimenti e competizione con lei, ho sempre scelto di fidarmi di te. Ho sempre scelto la tua verità, che sapevo essere bugia. Ho deciso di mentire a me stessa per credere a te, per credere in noi.
Quanto ci puoi sperare, prima che tu non sappia nemmeno cos’è la speranza, cos’è la normalità, cos’è provare emozione?
Come me, che provo ancora a sperare nel tuo affetto, che elemosino come un barbone in cerca di cibo e rifugio e ormai credo sia normale e ormai trovo bizzarro che qualcuno invece mi chieda di andare a prendere un caffè, che qualcuno mi chieda di provare a fidarmi del suo affetto. Normale ormai per me è diventato starti dietro e cercare di farmi accettare da te, normale ormai per me è diventato mettermi da parte per far vincere te, credendo di vincere io, te!
Quanto ti puoi sforzare per provare qualcosa che in realtà ti vieti di provare?
Come me che cerco di allontanarmi da te, che cerco l’amore altrove, che cerco qualcuno ma che poi lo paragono sempre a te. Che se sono in piazza, tra 10 ragazzi mozzafiato, io noterò sempre te, che invece non lo sei ma mi fai perdere la testa comunque. Che quando qualcuno mi chiede d’uscire io penso a te, penso che non sei tu e dico di no o se dico di si provo ad adeguarlo a ciò che sei tu. Sono così abituata alla tua parte negativa che quando c’è un’altra persona con me io provo a trasformarla in te, nel negativo che conosco bene, che ho creato io.
Quanto puoi fidarti, prima di scoprire che “fidati, nt’è fida’”?
Come me che credo alla tua versione: Lei ti ha cercato, tu hai rifiutato. E ci provo con tutta me stessa e quando finalmente me ne convinco arriva lei e: Lui mi ha cercata, io l’ho rifiutato. E mi sento ferma nel mio punto, davanti a due strade che mi uccideranno e non so cosa fare, cosa credere, come muovermi. Mi sento paralizzata.
Quanto puoi credere che amare da sola possa bastare per due?
Come me, che ti amo fino in fondo, ogni momento, ogni secondo. Che lascio questo sentimento esplodermi dentro per non farlo venire fuori. E cerco di essere come piace a te. I capelli come piacciono a te, il vestito, i modi e scopro di non essere io. E quando mi accorgo chi sono so che non ti vado bene, che non sono per te. E ci ho riflettuto in questi giorni quando ti ho incontrato sempre nei momenti sbagliati in giro. Mentre urlavo con un’amico e sei arrivato tu, serio e calmo, con la tua banda di amici vestiti scuri, calmi anche loro. Io non sono calma, io urlo, ma ho smesso quando sei passato tu. Come quando ero sulle spalle del mio amico, o mentre il mio amico faceva la lotta con me, ma passi tu, con i tuoi compagni in coppia con la loro fidanzata e tu tranquillo e calmo e io smetto subito di fare ogni cosa che sto facendo e mi adeguo a te. Come quando bevo come un camionista, ma passi tu e cerco di essere sobria e seria, che poi magari pensi male, e allontano gli amici, che poi magari pensi male, e mi siedo bene sulla sedia e sto zitta, che poi magari parlo male e pensi male. Mi limito in tutto e mi trasformo per te, ma continua a non andar bene. Me ne accorgo quando per quanto mi trucchi, metta un vestitino e creda di essere sexy, c’è sempre lei che con poco trucco e il pigiama è comunque più bella di me e corrisponde di più ai tuoi standard, io non sono lontanamente il tuo tipo, lo so.
Quanto puoi credere che le cose cambieranno, prima di accorgerti che invece manco per il cazzo?
Come me che spero che il nostro rapporto cambi, che possiamo uscire allo scoperto, stare insieme in un bar o ad una serata, ma anche mai e invece scopro che con lei lo hai fatto, che con lei eri ovunque, con me solo in posti nostri ma nascosti.
Quanto puoi continuare, prima che ti distrugga?
Come me che lo so che non troverò il ragazzo giusto perchè resterò sempre ancorata a te, al mio sentimento per te. Perchè per quanto mi sforzi, ciò che provo, non l’ho mai provato ne prima ne dopo di te.
Quanto puoi piangere, prima che finiscano le lacrime?
Come me che ora piango, non per te, ma per me, per quello che mi sto facendo, per quello che mi sto imponendo di sopportare. Per come mi sono ridotta, trasformata, vietata, per me. Piango per me. Per me. Perchè non ne so uscire e continuo a farmi male, con o senza di te, sempre per colpa tua.