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oggi nell'impasto anche due kg di #integrale #bardazzi #pizzaricciardi #pizzaaltaglio #Firenze (presso Pizza a Taglio Ricciardi)
si va di #GranPrato molino #Bardazzi #pizzaricciardi #Firenze #impasto (presso Pizza a Taglio Ricciardi)
ANIMAL COLLECTIVE
Fall be Kind (Domino, 2009)
Dopo l’incontrovertibile successo di Merriweather Post-Pavillon, non ci saremmo mai aspettati che la band di Portland avrebbe potuto, in così breve tempo, pubblicare qualcosa dello stesso livello qualitativo. Ci sbagliavamo. Fall be Kind sfrutta la lunghezza di un mini-CD con cinque brani (un formato già utilizzato dalla band), per intraprendere percorsi innovativi e concludere cantieri strumentali ancora in sospeso. Le tracce in scaletta sono tutte quante di alto livello, anche se le prime due, Graze e What would I stay, sembrano essere quelle più rappresentative. C’è ancora molta elettronica, sperimentazione sonora ed ironia nelle composizioni degli Animal Collective. Graze, ad esempio, ruota attorno ad un sampling di Gheorghe Zamfir (sdoganato da Tarantino nella soundtrack di Kill Bill), pescato da un vecchio disco Arion. Nel brano, il curioso ‘ostinato’ di flauto di pan delle Ande viene stemperato con dosi massicce di elettronica, e una ritmica che guarda con modernità all’afro-beat, così come accadeva nel singolo My girl. What would I stay, invece, ingloba e rielabora con bizzarria un campionamento rubato ad Unbroken Chain dei Grateful Dead. Le altre tracce in scaletta – Bleed, On a Highway e I think I can – mostrano in nuce tutta la voglia della band di Panda Bear, nell’indirizzarsi sempre più ad un fusione di elettronica, ritmi world e wyrd folk, ma con un gusto spiccato per i raffinati impasti vocali e le seducenti strutture pop.
Simone ‘BardusBardus’ Bardazzi
"Little Egypt (Ying-Yang)" at futurist Giza. Painting by Peter Bardazzi