Una bici bella? Di più, una Bellabici!
Biciclette bellissime e preziose perché coniugano i valori italiani di qualità, eleganza e semplicità: questo sta al cuore del progetto Bellabici, il marchio italiano di biciclette classiche ed elettriche creato dall’architetto Riccardo Mietto e dal designer Stefano Marchetto, con l’aiuto in fase di montaggio di Andrea Masala, esperto meccanico di biciclette.
Abbiamo incontrato i due fondatori di Bellabici qualche giorno fa e questa è la chiacchierata che abbiamo fatto con loro:
Raccontateci il percorso che vi ha portato a Bellabici…
Stefano: io sono un designer di prodotto e mi interesso da sempre dei temi della mobilità. Il mio approccio con i mezzi di trasporto più che da “stilista” è stato sempre da “inventore”. Dalla progettazione di veicoli complessi sono arrivato a realizzare una bici semplicissima che io stesso mi sono costruito in garage.
Riccardo: io sono architetto, da diversi anni ho uno studio di architettura e la bici è una passione che ho da tanto tempo. Ci siamo conosciuti perché Stefano è venuto a stampare la sua tesi presso la vecchia sede del mio studio. La sua tesi era sulla mobilità, un argomento che a me interessava parecchio così abbiamo iniziato a confrontarci, a buttare giù idee di prodotti ed è iniziata la nostra collaborazione. Era il 2003.
Com’è nato il progetto Bellabici?
R: io avevo già provato a fare una bici a scatto fisso, mi colpiva molto la qualità estetica di questa tipologia di bici. Così ho proposto anche a Stefano di collaborare. Siamo riusciti a produrre due biciclette che sono state presentate a Expobici 2011 (la fiera internazionale della bicicletta organizzata a Padova, ndr) e sono state premiate per il design. In quell’occasione, più che sull’innovazione abbiamo puntato moltissimo sulla qualità dei prodotti e sull’estetica. L’anno successivo abbiamo iniziato a fare le bici elettriche.
Con le vostre bici recuperate una tradizione artigiana molto importante nel territorio veneto…
R: Sì, abbiamo raccolto le caratteristiche salienti dell’artigianato padovano. I telai delle bici, infatti, sono fatti a mano da artigiani locali, assieme anche alle borse in pelle che sono realizzate da un artigiano che lavora per grandi marchi della moda, mentre noi stessi ci occupiamo dell’assemblaggio. Per Bellabici volevamo il meglio che si potesse trovare, per questo alcuni dettagli provengono dall’Inghilterra, come ad esempio le selle o i nastri del manubrio che sono della Brooks, un’azienda di grande tradizione artigianale, mentre per le batterie delle bici elettriche ci siamo dovuti rivolgere alla Cina perché qua non si trovano. Sono fatte su misura per ottimizzare gli spazi e hanno un peso ridottissimo. Pensa che la bici pesa 15 kg contro i 20-25 kg delle bici elettriche tradizionali, ha 60 km di autonomia, con 2-3 euro in un anno ricaricandola tutti i giorni puoi andare ovunque.
Il vostro apporto all’estetica e alla meccanica rappresenta l’Italian style…
S: Bellabici nasce per essere il manifesto di un design italiano che purtroppo quasi non c’è più, la cui chiave sta nella qualità unita alla semplicità. Noi facciamo una sintesi che coniuga il massimo della cultura manifatturiera sviluppata nei secoli con un’estetica asciutta e proporzionata. Si vede al volo che la nostra bici è italiana, perché ne rispecchia appieno i valori.
Per quanto riguarda la meccanica, nelle nostre bici si può scegliere tra scatto fisso e libero. Ci interessava molto l’essenzialità propria delle bici da velodromo a scatto fisso e la purezza delle sue linee. E oggi va proprio di moda: San Francisco, Tokyo, New York, Milano, dappertutto si vedono bici di questo tipo.
Siete ciclisti appassionati?
S: Siamo ciclisti urbani: usiamo la bici per i nostri spostamenti in città, perché è il modo migliore di muoversi, ti permette di essere libero e fare cose che con la macchina non si possono fare, ti puoi esprimere, ti diverti! Ivan Illich nel saggio “Energia ed equità o Elogio della bicicletta” parla proprio di questo: la bici è un mezzo di trasporto a misura d’uomo non solo perché costa poco, non inquina ecc., ma per l’impatto sociale che deriva dal suo uso. Se lavori sulla bicicletta e se diffondi il “mezzo bicicletta” non farai mai del male.
Qual è il vostro obiettivo con Bellabici?
R: Con Bellabici vogliamo orientarci sempre più verso l’innovazione: stiamo già lavorando per integrare le funzioni del display delle bici elettriche in un’applicazione per smartphone. Vogliamo che Bellabici diventi sempre più semplice da usare, ma al contempo anche un oggetto di pregio, una sorta di Maserati (marchio italiano rende meglio l’idea!) delle bici, un oggetto da tenere anche nel soggiorno di casa.
Lo slogan di Lovli è “per tutti quelli cresciuti a pasta e design”. Designer e Piatto preferiti?
S: I designer preferiti sono due: James Dyson e Dieter Rams. Dyson, l’inventore dell’aspirapolvere senza sacchetto, per il suo coraggio e per l’innovazione, perché nel suo progetto ha investito tutta la sua vita. Nessun produttore voleva togliere il sacchetto, ma alla fine ha vinto lui e ora è l’uomo più ricco d’Inghilterra. Dieter Rams perché nei suoi prodotti racchiude i comandamenti del design, tra cui: semplicità, intellegibilità e discrezione. È stato a lungo il direttore del design della Braun, molti progettisti prendono ispirazione dalle sue creazioni, anche Apple (alcuni progetti sono proprio uguali!).
Per quanto riguarda il piatto: pizza margherita alla napoletana (in barba all’intolleranza al glutine!): semplice, di qualità, iconica, proprio come le nostre bici.
Cosa in natura possiede il miglior design?
S: La forma dell’uovo, il guscio nonostante abbia uno spessore minimo è estremamente resistente. L’uovo, poi, è simbolo della vita.
Un film, un libro, una canzone che tutti dovrebbero conoscere:
Canzone: Imagine di John Lennon, un pezzo anarchico che però la gente ha saputo accettare per la maniera in cui è suonato… se l’avesse fatto in versione punk a John Lennon avrebbero dato del comunista!
Libro: “In the Bubble, Design per un futuro sostenibile” di John Thackara, un filosofo che ha raccolto in questo libro diversi concetti, come quello del “sogno condiviso”, che poi è espresso anche dalla canzone che ho appena citato, Imagine. In alternativa: libro preferito: Da cosa nasce cosa di Bruno Munari (meno tecnico, più italiano e coinvolgente di In The Bubble di Thackara)
Film: Forrest Gump, perché ha dei bei messaggi, forse una tra le migliori cose fatte a Hollywood.
Su Lovli presentiamo le Bellabici, meraviglie a due ruote con telai e accessori fatti a mano. Sul nostro store troverete sia la Classica che la Elettrica, due modi diversi di vivere la bicicletta, ma sempre con stile ed eleganza.