Avanza come un alito che incrina l’ombra
nel punto esatto in cui la notte
cede un lembo alla luce.
Ha il passo segreto
di chi conosce l’interstizio
tra il visibile e il non nato,
e lo attraversa senza rumore,
lasciando nell’aria un brivido sottile.
Non sfiora: incendia piano.
Non parla: inclina il silenzio
come un vento che scuote la brace
senza consumarla.
Belzvar è lo spiraglio teso,
l’orlo dove la luce si fa febbre
e l’oscurità trattiene il fiato
per non dissolverlo.
Lo riconosco
dal tremore che precede il giorno,
quando il cuore ricorda
la sua antica fame di mondo.
Vale©
Cenni sulla pietra Belzvar
Le fonti la descrivono come pietra mistica, legata a gioia, intelligenza, coraggio e soprattutto alla capacità di tenere lontani gli spiriti maligni, secondo il mito antico .
Il suo nome greco significa “non ubriacarsi”, perché si credeva che assorbisse il vino e proteggesse la mente dalla confusione .












