29.10.2017 Besozzo
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29.10.2017 Besozzo
Presentazione "A 45 Giri. Storie Di Cultura Musicale" - Sala Mostre, Besozzo
Sabato 13 giugno a partire dalle ore 16 alla Sala Mostre del comune di Besozzo, via Mazzini 4, istallazione dipinti di Filippo D’Angelo, a seguire, ore 20.45, presentazione del libro con la partecipazione musicale del Lebowski Duo Acquistate la vostra copia qui ⬇️ https://amzn.eu/d/062KH9kV
Besozzo, si ribalta camion della spazzatura
Besozzo, si ribalta camion della spazzatura
Incidente avvenuto oggi alle 13,30 circa in Via Trieste, sulla strada statale 629, località Beverina, tra Besozzo e Gemonio.
Come da comunicazione ufficiale dei Vigili del Fuoco:
“il conducente di un mezzo pesante ha perso il controllo del veicolo ribaltandosi sulla sede strade. I vigili del fuoco intervenuti con un’autopompa hanno messo in sicurezza l’automezzo e collaborato con il…
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"Quando la luna si avvicina troppo alla terra,fa impazzire tutti." • • • #moon #luna #faro #besozzo #moonlovers #varese_best_place #vareseturisco #varesenews #ig_varese #igersvarese #varesebestpics #nighttime #notte #photoofday #photooftheday #like #volgovarese #fotografandovarese #volgolombardia (presso Besozzo) https://www.instagram.com/p/BpVGUXdgg6q/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=1pp0st1exryhm
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A BESOZZO ARRIVA LO YOGA DELLA RISATA
A Besozzo Beauty Wellness (25 giugno) il benessere è in passerella. Fra miss, stand fieristici, conferenze e work-shop incentrati sull’arte di stare bene, non mancherà un importante testimonial: Richard Romagnoli, esperto in yoga della risata, che svolgerà terapeutici work-shop di 20 minuti e spiegherà in che cosa consista questa tecnica. Una anticipazione: Lo yoga della risata (Hasyayoga), è una forma di yoga che fa uso della risata autoindotta. La risata è un fenomeno naturale, e non necessariamente implica la comicità o la commedia. Da un’idea del medico indiano di Mumbay Madan Kataria ha avuto origine il primo Club della Risata, nato in un parco pubblico il 13 marzo 1995 con un minuscolo gruppo di membri attivi. Oggi si contano oltre 6000 club in 72 paesi circa che fanno di questa forma di yoga un fenomeno di portata mondiale. La risata si sviluppa facilmente in gruppo, quando si combinano insieme contatto visivo, giocosità tipica dell’infanzia ed esercizi appositamente studiati per stimolare il gioco. La risata simulata si trasforma presto in risata autentica. Lo yoga della risata favorisce un maggiore apporto di ossigeno al corpo e al cervello, perché ingloba la respirazione yoga, profonda e diaframmatica. Si basa sul fatto,che il corpo, tanto sotto il profilo fisiologico quanto psicologico, non distingue tra risata forzata e risata autentica e pertanto i benefici che si ottengono sono identici. Le sessioni di yoga della risata iniziano con semplici esercizi di riscaldamento, che comprendono stretching, vocalizzazioni, battito delle mani e movimenti del corpo. Tutto ciò aiuta a far cadere le inibizioni e a sviluppare sentimenti di giocosità. Gli esercizi di respirazione si usano per preparare i polmoni alla risata; sono poi seguiti da una serie di “esercizi di risate”, che combinano elementi di teatro (azione sostenuta da tecniche di visualizzazione) con la giocosità. Questi esercizi, quando si combinano con le dinamiche di gruppo, portano a una risata incondizionata, prolungata e sostenuta. Gli esercizi di risate sono intervallati dagli esercizi di respirazione. Venti minuti di risate sono sufficienti per sviluppare benefici fisiologici importanti. Una sessione di yoga della risata può terminare con la cosiddetta Meditazione della Risata. Quest’ultima è una sessione di risate destrutturate, dove i partecipanti sono seduti o sdraiati e lasciano che la risata naturale scorra dall’interno come una fontana. Alla fine, possono essere inseriti alcuni esercizi di rilassamento guidato. Richard Romagnoli è Master Trainer e life coach di molte celebrities. Una curiosità: domenica 7 maggio sarà la Giornata Mondiale della Risata.
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LE STELLE INCORONANO LA SOLIDARIETA' BESOZZESE PER IL CONGO
A Portata di Stelle, il gran gala con chef Michelin a Besozzo, devolve alla Fondazione pediatrica di Kimbondo il ricavato della serata per sostenere la pediatria in Congo
“Siamo convinti che sia un impegno morale e politico di ognuno di noi testimoniare, con le nostre azioni, i valori in cui crediamo” si legge nella home page del sito Internet www.fondazioneponzellini.org, della omonima Onlus varesina. Un Ente che non ha spese di gestione e devolve interamente ai suoi progetti in sostegno delle famiglie (e dell’infanzia) quanto raccoglie da filantropi e durante eventi charity cui partecipa. Il prossimo appuntamento benefico sarà A Portata di Stelle, a Besozzo giovedì 10 novembre alle ore 20.30, nella location di Porrini Moda & Casa: un gran gala con tre chef Michelin più un astro nascente della cucina italiana che imbandiranno una tavolata superstellare per aiutare l’Ospedale pediatrico di Kimbondo, in Congo. Racconta Annalisa Ponzellini: “è un progetto scelto dalla nostra Fondazione una decina di anni fa: una conoscente, che è stata a Kimbondo per volontariato, ne ha parlato a mio suocero. Che è poi andato in Congo a valutare la situazione per capire come supportarla. Negli anni abbiamo sostenuto la fondazione pediatrica anche organizzativamente, oltre che come ricerca fondi”.
La Fondazione Pediatrica di Kimbondo si trova nel quartiere di Mont Ngafula, a 30 chilometri da Kinshasa. È stata avviata nel 1989 dalla dottoressa Laura Perna, professoressa universitaria in pensione e da padre Hugo Rios, della Comunità dei Missionari Clarettiani. Oggi ogni mese circa 1300 bambini vengono accompagnati dai loro familiari per cercare assistenza. L’Ospedale Pediatrico di Kimbondo è infatti l’unico polo pediatrico gratuito per la popolazione non abbiente in tutta l’area di Kinshasa. Offre ambulatori per visite, padiglioni per lunga degenza e cura tubercolosi, reparto di cardiologia, centro trasfusionale, reparto terapia intensiva, studi medici specialistici, farmacia. Garantisce i suoi servizi medici e assistenziali grazie al personale che comprende 170 dipendenti, oltre a 20 lavoratori giornalieri. Si avvale inoltre di medici specialisti esterni, a consulenza. Ci sono anche delle suore che si occupano dei bambini.
I costi operativi della Fondazione Pediatrica di Kimbondo ammontano a circa 1.300.000 dollari l’anno, oltre all’impegno economico per le nuove realizzazioni. In particolare le spese per il personale ammontano a circa 568.000 USD/anno, i costi per l’alimentazione a circa 185.000 USD/anno, i costi di funzionamento della scuola a 90.000 USD/anno, il carburante (per le auto e i gruppi elettrogeni) e il carbone a 95.000 USD/anno. Non ultimo, i gruppi elettrogeni permettono di garantire l’alimentazione elettrica in una situazione in cui la indisponibilità della rete supera il 70%.
Alleghiamo PDF con foto e completa descrizione del progetto
Per partecipare al gran gala solidale A Portata di Stelle, scrivere a [email protected]
Per ulteriori informazioni contattare Studio 21, che gestisce l’ufficio stampa dell’evento Studio 21, via Giuseppe Mazzini 14, Brebbia (VA) Marina Martorana [email protected] +39 338-9444057 Paola Trinca Tornidor [email protected]+39 338 -8395482
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CHEF & BENEFICENZA. A BESOZZO LA CHARITY HA UN GUSTO IN PIU'
A Besozzo, nel fashion store di Porrini Moda fervono i preparativi per il gran galà benefico A Portata di Stelle che la Fondazione Ponzellini di Varese, insieme alla famiglia Porrini e a Cornelia Patella di Cornelia In hanno deciso di promuovere per finanziare la dotazione di un reparto neonatale dell’ospedale di Kimbondo a Kinshasa (Congo). All’evento parteciperanno grandi nomi della cucina italiana: tre chef che hanno ottenuto il riconoscimento della prestigiosa guida Michelin: i fratelli Roberto ed Enrico Cerea (tre stelle Michelin), Alfonso Caputo (due stelle), Alberto Tonizzo (una stella). Accanto a loro, un astro nascente dell’arte culinaria, Marco Mainardi, che gioca in casa, essendo di origini besozzesi. Tutti e quattro parteciperanno a titolo completamente gratuito all’evento charity che si svolgerà a Besozzo il 10 novembre 2016, ore 20.30 da Porrini Moda & Casa. “ Quattro prestigiosi nomi della cucina italiana si ritroveranno insieme nella nostra provincia e cucineranno a scopo benefico per i partecipanti alla cena” commentano con orgoglio gli organizzatori del galà “e Besozzo diventerà palcoscenico per una serata di eccellenza, gusti soprafffini, stile e generosità, che unirà gusto a solidarietà per i bambini meno fortunati. Speriamo che in molti aderiscano a questa splendida occasione, anche per degustare piatti di alta cucina, oltre che per fare del bene”. Gli chef dal canto loro sono felici di prendere parte a questa manifestazione, che riunisce quattro guru dei fornelli provenienti da Nord a Sud. “Sono soddisfatto di partecipare e di regalare qualche ora di benessere e felicità agli invitati. Ma soprattutto di contribuire a migliorare la vita delle persone meno fortunate” spiega Alfonso Caputo de La Taverna del Capitano di Massa Lubrense (NA), sulla costiera sorrentina. “Promuovo tanti eventi di solidarietà in insolite location, anche nelle carceri. Però ci sono troppe regole da seguire, per esempio quelle sulla sicurezza, le norme igienico-sanitarie e non ultimo, la burocrazia. Spesso le lunghe attese per ottenere una risposta scoraggiano le buone intenzioni. Ma io e mia sorella Maria non ci tiriamo mai indietro quando il fine è nobile”. Anche gli altri chef raccontano del loro rapporto con la solidarietà. “Per fare veramente beneficenza ci vuole un insieme di forze che vadano verso lo stesso scopo. Bisogna essere sicuri di persone ed enti a cui si affidano i soldi” dice Marco Mainardi executive chef di Fino Beach, Cala Sassari in Sardegna. “In questo caso però ho piena fiducia nella Fondazione Ponzellini di Varese. Certo, organizzare un evento di beneficenza è impegnativo ci sono tante barriere burocratiche, se fosse più semplice ne farei di più”. Anche Roberto Cerea, titolare con il fratello Enrico di Da Vittorio Relais & Chateaux a Brusaporto nella Bergamasca, organizza parecchie cene charity, soprattutto nel loro ristorante. “In questo caso, essendo a casa nostra, tutto avviene in modo semplice e veloce perché lo gestiamo direttamente. Un esempio? I membri dell’associazione disabili locale mangiano da noi pagando meno della metà degli altri clienti”. Chiude la serie Alberto Tonizzo di Al Ferarùt di Rivignano, in provincia di Udine: “il popolo italiano è noto per la solidarietà. Certo, chi organizza spesso si scontra con ostacoli burocratici, che però riguardano ogni evento, non solo quelli di charity. Tuttavia essere solidali con il prossimo è molto importante. A parer mio la solidarietà è condivisione, in un mondo sempre più frenetico e attento alla produttività è importante fermar ci a riflettere su questo messaggio. Ci credo molto, per me è anche una questione di fede. E sono sempre presente nelle iniziative per aiutare il prossimo, come a Besozzo”.
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DA BESOZZO A MISS ITALIA. LA STORIA DI CORNELIA
Cornelia Patella, titolare del Beauty Salon Cornelia In di Besozzo, ci racconta la sua storia. Il suo è un esempio di tenacia, di volontà e di sacrificio che può regalare grandi soddisfazioni.
La nostra amica e lettrice, dopo tanti anni impiegati a pettinare e a migliorare l’immagine di molte signore varesine, con tutto il suo staff ha avuto l’onore e il piacere di essere selezionato per le semifinali del concorso di bellezza più amato d’Italia e per la preparazione delle modelle per gli eventi e gli shooting fotografici. “Un’esperienza” spiega Cornelia “resa possibile grazie a Tricologica, azienda leader nell’ambito dell’ossigenoterapia, il trattamento utilizzato per le Miss”. La intraprendente besozzese – che oltre ad avere un elegante negozio nella via centrale della cittadina, è impegnata in tante attività benefiche, senza contare i corsi e le fiere professionali che la portano a viaggiare in molti luoghi d’Italia – è soddisfatta di questa opportunità avuta. “Dopo quasi 40 anni di professione e tante esperienze effettuate nel campo dell’acconciatura in tutto il mondo, la scoperta del mondo di Miss Italia è stata un bel riconoscimento. Prima di questa esperienza consideravo il concorso qualcosa di frivolo e superficiale. Ma mi sono dovuta ricredere: trovandomi in prima linea ho potuto constatare la serietà e l’abnegazione alla quale si sottopongono queste giovanissime ragazze, che incarnano perfettamente tre princìpi-cardine di una vita di successo: disciplina, sacrificio e soddisfazione. Una lode particolare va alla padrona di casa di Jesolo Patrizia Mirigliani: ho potuto sperimentare il suo stile di lavoro essendo guidata direttamente da lei. Si sente davvero responsabile per tutte queste ragazze e il loro successo”. Questa esperienza dello staff di Cornelia In nel back stage di Miss Italia non si fermerà a questa edizione del concorso. Cornelia è già pronta. “Ci saremo anche per il 2017. Varese dovrà essere orgogliosa dei suoi artigiani. Noi ne porteremo alto il nome”. Il desiderio insito nella consulente d’immagine besozzese di fare belle tutte le donne non si limita però ad un mero approccio estetico. Il senso della bellezza per Cornelia è molto più ampio e abbraccia anche l’anima.
BELLE FUORI… E DENTRO
Questa sua concezione di armonia fra aspetto esteriore e interiorità è sfociata in una rassegna dal titolo “Belle dentro con la Biblioterapia”, ideata dalle consulenti di Studio 21 Brebbia.
Il secondo appuntamento con la rassegna è proprio oggi alle 18.30 nel Beauty Salon Cornelia In di via XXV Aprile 116 e vedrà la presentazione del volume Due donne una bandiera di Gianna Parri e Annalina Molteni. Sarà presente anche lo psicologo gallaratese, il dottor Franco Sirianni, che illustrerà i contenuti terapeutici del libro e spiegherà il valore della biblioterapia, da lui impiegata con molti pazienti. Modererà l’incontro chi scrive.
P.Tri