Austrian exposition. How do you like contemporary art?
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Austrian exposition. How do you like contemporary art?
Ugo Mulas, Robert Rauschenberg in front of his silkscreen painting Express (1963) at the XXXII International Biennale of Art Exhibition, Venice, Italy, 1964
By @guaizine from Venice, Italy | May 2026
NAU - Network Associazioni per Ucraina
La Biennale d’arte di Venezia è la vetrina per i migliori artisti contemporanei che espongono la diversità dei loro sguardi creativi, per rappresentare il proprio paese.
Nel 2026 i gestori della Biennale hanno deciso di rianimare un padiglione che preferiremmo vedere chiuso: rappresenta le idee che vanno a cozzare contro lo spirito di pace e armonia fra i popoli.
Non potevamo rimanere in silenzio: per questo abbiamo promosso o sostenuto alcune iniziative ad alto valore simbolico che vi racconteremo nei prossimi giorni.
La prima protesta comincia prima della mostra ed inaugura un padiglione invisibile ricco di eventi, che esiste però unicamente nei manifesti distribuiti in tutta la città che, integrando il padiglione ucraino ufficiale, si diffonderanno per le strade di Venezia ed eventualmente, di altre città.
Il “Padiglione invisibile” è in apparenza un programma culturale composto da mostre, proiezioni cinematografiche, presentazioni di libri, incontri pubblici. Ad annunciarli saranno i manifesti in lingua inglese, che riportano i nomi di artisti e scrittori, le date e i luoghi, come si fa di solito con i numerosi eventi collaterali della Biennale.
C’è però un dettaglio: nessuno di loro potrà fare davvero questo evento, perché sono stati uccisi dai russi. La scritta “CANCELLED because the author was killed by Russia” che attraversa il manifesto mette le cose in chiaro.
I manifesti affissi in città saranno come porte verso una dimensione parallela: un QR code condurrà a un archivio digitale degli artisti, delle loro opere e delle mostre, dei film e dei libri da loro creati, raccolto da PEN Ukraine.
Non potremo aggiungere nuovi progetti al loro curriculum: sono stati uccisi dalla stessa federazione russa che ostenta ora la propria influenza, cercando di tornare nel mondo d’arte nonostante i divieti europei.
Così l’“Invisible Pavilion” trasforma Venezia in uno spazio della memoria, in cui ogni manifesto rappresenta non solo un evento cancellato, ma una vita interrotta e il futuro mancato di un’intera cultura.
silence / Venice / Italy / ©Julia Lametta
Ed Skrein is so damn fine! 🤤
10-17-25 | dinovelvet. Misterlemonztenth.tumblr.com/archive