Blåkulla - Darkened by an Occult Wisdom (2012)

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Blåkulla - Darkened by an Occult Wisdom (2012)
Blåkulla Where the devil held his earthly court, a delicate large Meadow, where of you can see no end. The candlelit midnight feast where everything is done in reverse. Shadows moving backwards as every witch dance in reverse and marry the dark lord as they commit themselves to sodomy and sin.
Considerazioni sui comportamenti attribuiti alle streghe
Il tipo di azioni attribuite alle streghe conosce varianti regionali. Interessante è evidenziare quale è l’origine del concetto di Sabba e da quali aree geografiche esso proveniva in quanto elaborazione dotta. Ma appare evidente che tale elaborazione passando attraverso trattati e predicazioni si diffuse in Europa. Dobbiamo anche dire che la sua diffusione sembrava trovare riscontro nelle confessioni di molte presunte streghe che a loro volta erano latori di un bagaglio di reminiscenze che somigliavano moltissimo alla descrizione dotta del Sabba con il suo volo magico a cavallo di un bastone o di un animale. In particolare la figura della strega a cavallo di un bastone emerse già nel corso del Quattrocento e diventerà particolarmente frequente grazie all’iconografia. Il bastone potrebbe rinviare alla dimensione casalinga attribuita al ruolo femminile così come essere uno strumento magico. Gli elementi orgiastici che confluiscono nel Sabba sono resi perfettamente da un passo del Faust di Goethe nel quale si descrive la notte di Walpurga fra il 30 aprile / 1° maggio: ”si balla si chiacchiera si cucina si beve si fa all’amore. Dimmi tu dove si potrebbe trovare di meglio”. La piacevolezza del Sabba è presente nelle confessioni di molti accusati : ad esempio nella caccia esplosa nei paesi baschi francesi del 1609 il giudice Pierre de Landre si convinse dell’esistenza di una setta diabolica di streghe molte delle quali avevano descritto i loro accoppiamenti con il demonio e come questi fossero risultati gradevoli nonostante diversi trattatisti li avessero in altre occasioni descritti come dolorosi. Sembra ormai accertato che il racconto del Sabba non fosse una semplice invenzione i giudici e inquisitori i quali talvolta reagirono con scetticismo alle confessioni degli accusati. Quando l’ondata di panico dovuto alle streghe superò il confine spagnolo richiamando l’attenzione le persecuzioni delle autorità locali l’inquisitore Friart intervenne rendendosi conto dell’inconsistenza delle accuse e delle confessioni spesso volontarie. Per convincere le stesse presunte streghe dell’assurdità delle loro testimonianze ne condusse alcune per luoghi che avevano indicato quali mete del Sabba mostrando loro quanto poco corrispondessero alla realtà. Queste narrazioni dovevano risalire almeno in parte a tradizioni di origine pre-cristiane alcune tracce delle quali sembrano emergere dagli incartamenti. I casi più noti sono quelli esemplificati da Carlo Ginzburg con i benandanti friulani. I benandanti erano un gruppo di contadini che si pensava fossero in grado di combattere contro gli stregoni cattivi proteggendo la comunità e i raccolti. I benandanti richiamarono l’attenzione dell’Inquisizione che ovviamente tendeva a interpretare in chiave demoniaca i comportamenti dei benandanti. Ginzburg interpreta la credenza dei benandanti come un residuo di rituali sciamanici e estatici. A sua volta Ening ben argomenta che il culto dei benandanti non mostra i segni principali dello sciamanesimo. Interessanti sono poi gli studi condotti da Ening Ben sulle “donni di fori siciliane”. Ening Ben parla di gruppi di donne che si riteneva avessero il potere di trasformarsi in animali volare guarire e divinare in una specie di “sabba bianco“ nel quale incontravano creature fatate. Secondo Ening Ben le “donni di fori” così come tutti i racconti attinenti al Sabba sono fenomeni collettivi che riguardano gruppi di individui mentre il volo di cui parlano le donni di fori corrisponde a un sonno assai profondo nel corso del quale le donne sognano di volare. Per tale ragione Ening Ben non parla di sciamanesimo ma di “dream cult”. Anche il celebre medico napoletano Gianbattista della Porta la pensa come Ening Ben. Egli scettico sulla realtà della stregoneria scrisse un suo famoso libro di aver pagato una donna che aveva fama di strega affinché compisse la preparazione al Sabba. Gian Battista della Porta osservò tale donna ungersi rigorosamente con un unguento e crollare in sonno profondo dal quale non era possibile risvegliarla. Tale donna gli avrebbe una volta sveglia gli avrebbe raccontato di aver volato sopra montagne e mari. Della Porta annotò anche la formula per preparare l’unguento formula che conteneva anche alcune piante che possono indurre in sonno allucinogeno. Sarebbe tuttavia riduttivo spiegare l’intero complesso del Sabba chiamando in causa l’effetto di droghe allucinogene. Con tutta probabilità le droghe allucinogene sono un elemento presente di un certo numero di Sabba ma non svolgevano certamente un ruolo determinante nei Sabba. Un probabile sostrato precristiano è forse individuabile anche nella scelta dei luoghi nei quali si diceva che avvenissero i Sabba alcuni dei quali godevano di fama internazionale. Per fare un esempio concreto è il caso del Broken la cima principale della catena dell’Hart in Sassonia dove secondo la tradizione si riunivano le streghe nella notte di Walpurga ed infatti anche Goethe ambienta il Sabba del Faust. Probabilmente tali credenze affondano le radici nell’antica mitologia germanica e potrebbero collegarsi a residui di credenze nelle valchirie le quali scortavano le anime dei morti che nella notte del 1° maggio si voleva vagassero in corteo. È invece immaginario il Blakulla reso celebre dall’ondata di processi svedesi del 1668-1676. Il Blakulla forse originariamente legato a un isola appartenente alla Scandinavia ma successivamente collegato a località differenti. Migliaia di possessioni e di voli diretti al Sabba avrebbero avuto come meta tale luogo immaginario complice forte il folclore locale nel quale si credeva che le persone potessero essere portate magicamente fino alla mitica terra del Troll e che fossero in grado di trasformarsi esse stesse in Troll. Tuttavia a livello regionale i luoghi indicati come punto d’arrivo e di svolgimento del Sabba sono numerosi. Anche in Italia esisteva un luogo di tale tipo ovvero il Noce di Benevento. La tradizione magica di Benevento si può far risalire agli anni del principato longobardo: la vita del vescovo Barbato ambientata nel VII secolo afferma che i longobardi guidati dal principe Romualdo praticavano un culto dendro latrico o presumibilmente sacrificavano un animale appendendolo a un albero. Tuttavia l’albero sacro dei longobardi non era un noce. Infatti l’identificazione avvenne soltanto nel Seicento quando gli scritti del medico beneventano Pietro Piperno portavano alla sovrapposizione dei due motivi. È stato anche ipotizzato un collegamento tra il Sabba quattrocentesco un culto isiaco precristiano a dire il vero poco convincente perché durante almeno 15 secoli mancano attestazioni di tale persistenza. Le notizie intorno a Benevento come luogo di diabolici incontri notturni risalgono a quanto sappiamo al II decennio del 400: ne accenna Bernardino da Siena durante una predica a Siena nel 1427 ma in modo piuttosto confuso. Più interessante la testimonianza offerta dagli atti del processo contro Matteuccia da Todi la quale con altre streghe si recava presso il Noce di Benevento. Oltre il volo verso il Sabba e alle cerimonie che si sarebbero svolte molti altri erano i crimini di cui le streghe potevano essere accusate: anzi in numerosi processi il sabba pur così centrale per la demonologia cede il passo ai malefici più tradizionali. La magia tempestaria così come la fabbricazione di pozione e veleno è molto frequente e corrisponde a timori radicati nelle popolazioni ben più del sabba e del suo corredo demonologico. Entrambi sono crimini che possono essere commessi a distanza e in modo occulto e che emergono ovunque vi siano crisi di vario genere come un aumento della mortalità infantile le carestie il problema delle intemperie. Tali fenomeni in genere si collegavano tra loro creando uno stato di ansia collettiva. La fama negativa e il sospetto potevano condurre ad additare come responsabili persone marginali o che per tradizione erano riferite in grado di esercitare arti magiche o con cui si erano instaurate tensioni di vicinato. Perfino l’apparenza delle streghe e i segni da individuare per riconoscerle potevano variare fortemente. Per esempio il cosiddetto “marchio del diavolo” o “marchio della strega” era una anomalia della pelle che si riteneva fosse il segno lasciato dal diavolo sul corpo dell’iniziato al momento del passo. Motivo relativamente poco noto nei primi tempi della caccia alle streghe divenne frequente a partire dal 500 inoltrato in molte zone d’Europa. I sospettati venivano spogliati e rasati completamente per individuare il maschio oppure potevano venire puniti per individuare doni di insensibilità pure considerate un lascito del demonio. Una variante curiosa di tale credenza è quella relativa al terzo capezzolo che sarebbe servito ad allattare i demoni familiari. Trattasi di una variante particolarmente presente in Inghilterra. A tale proposito non si può fare a meno di notare come secondo alcuni naturalisti del mondo classico a cominciare da Plinio il vecchio fosse diffusa la credenza che le streghe pungessero le mammelle ai bambini per avvelenarli. La presenza di tale credenza è un'altra conferma del rapporto tra credente stregoniche moderne e mondo classico. Concludiamo il nostro discorso mettendo in evidenza che nel corso del 700 mentre in alcune regioni d’Europa i processi per stregoneria continuavano numerose voci contrarie si levarono. Dovendo assumere un parere come pragmatico del cambiamento si potrebbe ricorrere alle parole lapidarie di Voltaire il quale nel “dizionario filosofico” dedicava molte pagine a magie superstizioni stregoneria. Voltaire non era certo né il primo né il solo a denunciare i processi per stregoneria. Voci critiche si erano già alzate nel corso dei due secoli precedenti. Le voci che già nel 500 si erano levate a denunciare gli eccessi della caccia alle streghe si fecero più forti e presenti nel secolo successivo. A tale riguardo riteniamo opportuno citare il gesuita tedesco Von Spee. Il gesuita era stato testimone di numerosi processi per stregoneria spesso conclusisi tragicamente con la condanna al rogo. Alla luce di quanto visto egli aveva maturato posizioni negative rispetto alla realtà della stregoneria. Prof. Giovanni Pellegrino Read the full article
Ann-Mari Forsberg
Blåkulla - Darkened by an Occult Wisdom
BLÅKULLA - SIRENERNAS SÅNG (1975)
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