Il Centauro italiano nella guerra in Ucraina
La blindo italiana Centauro diventa un'arma ibrida in mezzo a guerra dei droni come in Ucraina. Il conflitto in Ucraina sta modificando profondamente l'impiego dei mezzi corazzati sul campo. La blindo ruotata italiana B1 Centauro viene oggi utilizzata dalle forze ucraine come piattaforma mobile per il tiro indiretto, integrata in una rete di droni e sensori e impiegata secondo la tattica "shoot-and-scoot" (spara e scompari).
Il nuovo contesto operativo
Sul fronte del Donbass e nelle regioni meridionali, le operazioni terrestri non prevedono più l'avanzata in massa di mezzi corazzati in spazi aperti. La costante presenza di droni FPV, munizioni circuitanti e sensori termici rende la linea del fronte totalmente trasparente: qualsiasi mezzo visibile viene individuato e preso di mira immediatamente.
Per sopravvivere, i veicoli da combattimento devono cambiare radicalmente modalità d'impiego. In questo scenario si inserisce l'utilizzo della Centauro da parte della 78ª Brigata Separata d'Assalto Aereo ucraina, come documentato da recenti video operativi.
Le origini industriali della Centauro
Il veicolo nasce negli anni Novanta da un consorzio industriale italiano che ha visto la collaborazione di Leonardo ($LDO.MI ) e Iveco-Oto Melara (con la componente Iveco oggi parte di Iveco Group ($IVG.MI )).
L'obiettivo iniziale era disporre di un mezzo ruotato 8x8 altamente mobile, dotato di una potenza di fuoco simile a quella di un carro armato (un cannone da 105 mm sulla versione B1 e da 120 mm sulla Centauro II), ma con costi di gestione inferiori e maggiore rapidità di rischieramento strategico rispetto a un pesante carro da combattimento cingolato.
Dal fuoco diretto al tiro indiretto di precisione
La minaccia dei droni e dei radar controbatteria impedisce ai carri e alle blindo di effettuare assalti frontali diretti. Di conseguenza, questi mezzi vengono arretrati e impiegati come sistemi di artiglieria tattica semovente.
I report dal fronte indicano che gli equipaggi ucraini utilizzano la Centauro per colpire obiettivi non in linea di vista, sfruttando le coordinate fornite in tempo reale da droni da ricognizione. È stato documentato un attacco condotto con successo contro un edificio a una distanza di 11,1 chilometri. Il mezzo spara da posizioni coperte e si sposta immediatamente per evitare la reazione dell'artiglieria o dei droni kamikaze russi.
I limiti della corazzatura
La Centauro offre una velocità massima su strada superiore a 100 km/h e richiede una catena logistica e di manutenzione meno complessa rispetto ai mezzi cingolati. Questa mobilità è fondamentale quando i tempi di reazione sul campo si misurano in pochi minuti.
Tuttavia, la protezione resta l'anello debole. La corazzatura laterale della B1 Centauro è vulnerabile non solo alle cariche cave dei droni FPV, ma anche al munizionamento pesante da 12,7 mm. Per compensare questa debolezza, sul campo vengono installate coperture metalliche artigianali, reti e gabbie anti-drone per proteggere il mezzo dagli attacchi verticali.
Digitalizzazione e integrazione di rete
Anche l'addestramento e le competenze richieste agli equipaggi si sono evoluti. Più che alla manovra offensiva classica, il personale deve essere addestrato alla gestione di sistemi digitali interconnessi. È fondamentale saper dialogare con i droni da ricognizione (ISR), utilizzare comunicazioni radio criptate e ridurre al minimo le emissioni termiche ed elettroniche.
Sotto questo aspetto, i militari ucraini hanno espresso un giudizio positivo sui sistemi di comunicazione interni della blindo italiana, considerati nettamente superiori a quelli dei vecchi carri di concezione sovietica come i T-64 e T-72.
Sviluppi futuri e munizionamento guidato
L'efficacia di queste piattaforme potrebbe aumentare significativamente con l'adozione di munizionamento guidato avanzato, come il sistema Vulcano da 120 mm sviluppato da Leonardo ($LDO.MI ). Questo tipo di proiettili permette di trasformare il cannone del mezzo in un sistema di precisione a lungo raggio, inserito in una catena di comando e controllo digitale supportata da sensori e intelligenza artificiale.
Per gli eserciti occidentali, l'esperienza del conflitto ucraino evidenzia che la sopravvivenza e l'efficacia sul campo di battaglia moderno dipendono dalla mobilità, dalla connettività e dalla capacità di operare all'interno di una rete informativa coordinata, piuttosto che sulla sola pesantezza della protezione passiva.
“Questo articolo ha beneficiato dell’assistenza di Gemini, un modello linguistico AI”

















