El día en que el mundo cambió: Imágenes reales de Robert Oppenheimer probando la bomba atómica...
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El día en que el mundo cambió: Imágenes reales de Robert Oppenheimer probando la bomba atómica...
En pleno siglo XXI, la bomba atómica (https://orbesargentina.com/bomba-atomica-en-la-actualidad-riesgos-politicas-y-futuro-nuclear/) sigue siendo un tema central en la política internacional. No solo por su capacidad destructiva, sino también por su valor simbólico como herramienta de poder y disuasión.
#BombaAtomica
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Han llevado el Barbenheimer a su máxima expresión cuando le tiran una bomba atómica a Barbie y ella busca venganza contra Oppenheimer.
Bom dia amigos, hoje tem novo vídeo no meu canal Marcuslash, Episódio 5 - Especial do filme 💥Oppenheimer💥, SE INSCREVAM NO CANAL(para ativer as notificações), deixem seu like, comentem sugestões, compartilhem com seus amigos 😉💥
Primo esperimento al Mondo di un ordigno nucleare
"Morte, distruttore di mondi". Il Trinity Test e la prima bomba atomica. Gadget, la prima bomba atomica della storia, segna la svolta della Seconda Guerra Mondiale. Una creazione della quale lo stesso padre, Robert Oppenheimer, era spaventato. Il 16 luglio 1945 esplose la prima bomba atomica. Il Trinity Test, così chiamato, fu il risultato di tre anni di ricerche e sperimentazioni portate avanti dal governo americano: il Progetto Manhattan. La corsa all'arma nucleare Lanciato dagli Stati Uniti nel 1942, si trattò di un progetto militare segreto la cui pianificazione era iniziata a partire dal 1939, quando all'allora presidente Franklin Delano Roosevelt era giunta voce delle ricerche messe in atto dalla Germania nazista: a Berlino, infatti, quello stesso anno erano riusciti a dividere per la prima volta un atomo, dando così il via alla ricerca sulle armi nucleari. Il punto di svolta avvenne con l'attacco da parte dei giapponesi al porto militare americano Pearl Harbor il 7 dicembre 1941: fu questo l'evento a spingere gli Stati Uniti a entrare in guerra come alleati della Gran Bretagna e dell'Unione Sovietica.
Fonte: Los Alamos National Laboratory Vedendo l'intensificarsi della guerra e avendo presente gli impegni tedeschi nello sviluppo di armi nucleari, ma soprattutto il loro vantaggio rispetto agli Alleati, il governo americano decise così di dare il via al Progetto Manhattan. Sotto assoluta segretezza, tanto che non vennero neanche coinvolti fisici del calibro di Albert Einstein per paura che potessero lavorare per la controparte - Einstein era un rifugiato ebreo, ma pur sempre di origini tedesche - il progetto doveva da un lato portare informazioni sullo stato di avanzamento delle ricerche del nemico, come sviluppare un'arma che potesse essere utilizzato come vantaggio tattico e militare per vincere la guerra. Per quest'ultimo venne creata un equipe di alcuni dei fisici migliori dei tempi, fra cui Enrico Fermi, Leo Szilard e Julius Robert Oppenheimer. L'ordigno che poteva dar fuoco alla Terra Le ricerche per creare la prima arma atomica durarono tre anni. A capo vi furono il generale Leslie Groves, dal lato del coordinamento gestionale-amministrativo e Oppenheimer come direttore scientifico. I fisici coinvolti erano consapevoli solo fino a un certo punto della forza che una reazione a catena di fissione nucleare poteva generare, non essendo mai stata raggiunta prima. Non poche erano quindi le paure legate alla creazione di un'arma atomica. Secondo una testimonianza di Fermi, lo stesso Oppenheimer all'inizio del Progetto Manhattan era spaventato della possibilità che un ordigno nucleare potesse dare fuoco all'atmosfera, segnando così la fine dell'umanità. Ma la ricerca dimostrò che un evento del genere sarebbe stato "altamente improbabile". Nonostante questo il rispetto per una tale arma rimase costante, soprattutto per i fisici coinvolti, alcuni dei quali, dopo aver visto la detonazione durante il Trinity Test, chiesero di non utilizzare una tale arma. La prima detonazione di una bomba atomica Il 16 luglio 1945 la prima bomba nucleare, denominata The Gadget - congegno, aggeggio - è stata fatta detonare nel deserto della Jornada del Muerto in New Mexico, nella base di Los Alamos. The Gadget era una bomba a plutonio, contenuta in una struttura sferica che pesava 48 chilogrammi, fatta esplodere durante l'operazione. Inizialmente l'ordigno doveva essere fatto esplodere all'interno di un contenitore, soprannominato Jumbo, che doveva servire come protezione in caso la reazione non fosse andata a buon fine. Alla fine delle ricerche la fiducia nel funzionamento corretto della bomba era però tale che si decise di detonarla sganciandola da una torre alta 30 metri, senza alcune protezioni attorno. L'operazione fu denominata, come scritto, Trinity Test, perché l'area del deserto fu battezzata "Trinity" dallo stesso Oppenheimer. Il fisico teorico aveva una passione per la letteratura e la filosofia e la parola "trinity", ovvero trinità, si riferiva a un poema dell'americano John Donne, in cui parlava della possibilità di redimersi agli occhi di Dio attraverso un atto abbastanza potente. La bomba atomica era vista, secondo alcuni, come la possibilità di porre fine per sempre alle guerre e di redimere quindi l'umanità. Alle 5:29:45 esplose la prima bomba atomica della storia. Con una potenza di 19 tonnellate di tritolo, la bomba "illuminò la notte come il giorno", lasciando un cratere largo 80 metri e profondo 1,4. L'impatto venne percepito fino a 160 chilometri di distanza, con i ricercatori che avevano cercato riparo a 8 chilometri dal punto di detonazione. La nuvola, tipicamente a forma di fungo, si raggiunse i 12 chilometri di altezza. L'unico fisico che osservò l'esplosione a occhio nudo fu Ralph Carlisle Smith, che descrisse come la luce emanata "era bianca, poi gialla, poi rossa fino a diventare un bellissimo colore viola". Il successo del test dette il via libera all'uso operativo della bomba atomica, infatti, neanche un mese dopo, due ordigni nucleari vennero utilizzati per attaccare le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, rispettivamente il 6 e il 9 agosto, segnando la fine della Seconda guerra mondiale. Il Trinity Test segna un punto di non ritorno: per guerra, ma anche per l'attualità. La storia da lì in poi è stata fondamentalmente plasmata dall'esistenza dell'arma nucleare. Oppenheimer dichiarò che, mentre osservava la detonazione di Gadget, gli passò per la testa un passaggio di una scrittura indù: "Ora sono diventato Morte, il distruttore di mondi". La prima bomba atomica: le immagini del Trinity Test Il 16 luglio 1945 è stata sganciata Gadget, la prima bomba nucleare della storia. Figlia dei risultati del Progetto Manhattan e del suo direttore scientifico, Robert Oppenheimer, le immagini del Trinity Test hanno fatto la storia. Read the full article
Le leggi della robotica e la moderna intelligenza artificiale
AI, le leggi di Asimov sono carta straccia. L'etica dell'intelligenza artificiale manderà definitivamente in soffitta le famose leggi della robotica di Asimov. L'esplosione dell'intelligenza artificiale e della classica divisione in "sette", tra gli esaltati e i catastrofisti (un po' di equilibrio mai) hanno riacceso il dibattito sull'etica dell'AI. Un tema vivo da decenni, per la verità. Fin dal concepimento della parola "robot" ci si interroga su come limitaree macchine perché non distruggano l'umanità. Do you remember? Leggi di Asimov e via ad andare. L'opera di Isaac Asimov e le sue leggi Sono l'esempio più famoso di riflessione su come limitare la tecnologia. Le leggi della robotica di Isaac Asimov, che in opere come il racconto "Runaround" o "Io, Robot", vengono incorporate in tutte le intelligenze artificiali come misura di sicurezza.
Qualcuno si è illuso che in qualche modo avrebbero funzionato nella realtà, o ispirato soluzioni simili. Non è così, e ve la faccio breve: le leggi di Asimov non sono reali, e non esiste un modo per implementarle nella realtà. Sono già carta straccia, come vi mostra anche Midjourney. Ve le ricordate? Facciamo un ripasso? Le leggi di Asimov sono quattro: - Prima legge: un robot non può recare danno a un essere umano o, per inazione, permettere che un essere umano subisca danni. - Seconda legge: un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, a meno che tali ordini contravvengano alla Prima Legge. - Terza legge: un robot deve proteggere la propria esistenza, purché tale protezione non contravvenga alla Prima o alla Seconda legge. I più appassionati lettori di Asimov sanno poi che esiste una quarta legge, introdotta nel 1985 con il romanzo "i robot e l'impero". Si chiama Legge Zero e recita così: Un robot non può nuocere all'umanità o, per inazione, permettere che l'umanità subisca danni.
Isaac Asimov Ora dimenticatele. Pur iniziando a scrivere e ragionare negli anni '40 del secolo scorso, Isaac Asimov non capì semplicemente che sarebbe stato necessario programmare le AI con leggi specifiche per impedire loro di nuocere. Realizzò anche che queste leggi avrebbero fallito. La Prima per problemi etici troppo complessi per avere una semplice risposta sì o no. La Seconda per la sua stessa natura non etica: richiede ad esseri diventati senzienti di rimanere schiavi. La Terza perché comporta una stratificazione sociale permanente, con una vasta quantità di potenziale sfruttamento. E la legge Zero? Viene meno da sé, con tutte le altre. In sintesi: le leggi di Asimov rappresentano un interessante punto di partenza per riflettere sull'etica dell'intelligenza artificiale, ma il mondo reale richiede soluzioni più concrete e adattabili. Quali? Gli esperti stanno lavorando per garantire che l'intelligenza artificiale sia sicura ed etica, esplorando in diverse direzioni. Le 4 principali: - Trasparenza e spiegabilità: Gli algoritmi dovrebbero essere trasparenti e spiegabili, in modo che gli utenti possano comprendere come e perché l'AI prende determinate decisioni. - Valori umani e bias: I sistemi di AI dovrebbero essere progettati per rispettare i valori umani fondamentali e ridurre i bias indesiderati. Ciò include la formazione su set di dati diversificati e l'analisi degli effetti delle decisioni prese dall'AI su vari gruppi di persone. - Sicurezza e affidabilità: Questa si spiega da sé. Va evitato il rischio di malfunzionamenti o attacchi informatici. - Controllo e responsabilità: È importante stabilire chi sia responsabile delle azioni compiute dall'intelligenza artificiale, per attribuire conseguenze in caso di problemi. A queste "nuove leggi di Asimov" (che non sono di Asimov) vanno aggiunti regolamenti e standard etici globali: per questo serve cooperazione internazionale sullo sviluppo delle intelligenze artificiali, e non settarismo. Geoffrey Hinton, uno dei "papà" dell'AI, ha definito l'intelligenza artificiale come "la nuova bomba atomica". Non concordo, e non sono il solo. Potrebbe diventarlo, però, e sarebbe colpa nostra, non dell'intelligenza artificiale. Specie se la concepiamo noi per primi come una "clava" contro altri.
E non mi fare il muso, dai. Leggi di Asimov, addio. Nuove leggi, fate presto I primi veicoli autonomi, anzi: semi-autonomi hanno già il "potere" di uccidere persone inavvertitamente. Le armi come i droni killer possono, di fatto, uccidere addirittura agendo autonomamente. Parliamoci chiaro: attualmente l'AI non è in grado di comprendere le leggi, figuriamoci seguirle. L'emulazione del comportamento umano non è ancora stata ben studiata, e lo sviluppo del comportamento razionale si è concentrato su aree limitate e ben definite. Due lacune gravissime, perché permetterebbero ad un'AI senziente (cosa che al momento, sottolineo, non esiste e a dispetto di quanto dicono i suoi pigmalioni non sappiamo se esisterà) di disinterpretare qualunque indicazione. E finire, in due semplici parole, fuori controllo. Per questo, non so quanto tempo abbiamo. Un anno, dieci, l'eternità. So che, come fu per le leggi di Asimov serve che qualcuno risolva il problema di come prevenire i danni dell'IA agli esseri umani, e lo faccia adesso. Skynet è solo finzione, ma nella finzione non ci ha dato scampo. E si sa: la fantascienza non prevede il futuro, ma spesso lo ispira. Read the full article
La prima bomba H ha cancellato un'isola del Pacifico
Il primo test di una bomba all’idrogeno, 70 anni fa. Cancellò dalla mappa l'isola su cui fu condotto, e diede inizio a una nuova era di deterrenza nucleare. Il 1° novembre del 1952, settant’anni fa, gli Stati Uniti fecero il primo test nucleare della storia con una bomba all’idrogeno. La bomba, che aveva il nome in codice Ivy Mike, era 500 volte più potente di quelle che pochi anni prima erano state sganciate sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki e che posero fine alla Seconda guerra mondiale. Il test eliminò dalla carta geografica l’isoletta disabitata del Pacifico su cui era stato condotto, e diede avvio a una nuova e più pericolosa fase della Guerra fredda, aprendo alla possibilità che un conflitto nucleare avrebbe davvero potuto significare l’estinzione dell’umanità. Semplificando moltissimo, in una bomba nucleare tradizionale (detta anche “bomba A”) si sviluppa una reazione di fissione nucleare, in cui il nucleo di un atomo – di molti atomi in realtà – viene “spezzato” in due parti liberando energia, che poi è l’energia distruttiva della bomba. In una bomba a idrogeno (detta anche “bomba H”, dal simbolo dell’idrogeno, o “bomba termonucleare”) la fissione nucleare viene usata per innescare una fusione nucleare, in cui i nuclei di due atomi di idrogeno si uniscono assieme per formare un atomo di elio. Questa seconda reazione genera molta più energia della prima a parità di masse in gioco, e per questo fu usata per amplificare la potenza della bomba nucleare convenzionale. Si parla inoltre di bomba “all’idrogeno” perché il combustibile termonucleare è composto da isotopi dell’idrogeno.
1st April 1954: One hundred miles of sky covered by smoke and radioactivity from the first H-Bomb explosion (US) at Eniwetok Atoll in the Pacific. (Photo by Keystone/Getty Images) Della possibilità di usare la fusione nucleare per creare una bomba di eccezionale potenza si era cominciato a pensare prima ancora che fosse creata la tradizionale bomba A: nel 1941 ne parlarono, per esempio, i fisici Enrico Fermi ed Edward Teller, entrambi membri del Progetto Manhattan, il grande progetto segreto finanziato dal governo degli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale che portò alla costruzione della bomba atomica. Dopo la Seconda guerra mondiale, però, il Progetto Manhattan fu di fatto sciolto e molti degli eminenti studiosi che ne facevano parte tornarono alle loro vite in università o nei centri studi. Benché l’amministrazione americana del presidente Harry Truman volesse proseguire con lo sviluppo e la ricerca sulle armi nucleari, vi fu tuttavia un periodo di stanca che durò qualche anno, anche perché usare la fusione nucleare per la costruzione di una bomba si rivelò estremamente difficile. Le cose cambiarono il 23 settembre del 1949, quando il presidente Truman annunciò pubblicamente di avere le prove che l’Unione Sovietica aveva testato una propria arma nucleare. Gli Stati Uniti smisero di essere l’unica potenza nucleare del mondo e cominciò l’era della deterrenza. A quel punto, l’amministrazione Truman decise di andare avanti con più decisione con i lavori per la realizzazione di una bomba a fusione nucleare, nonostante l’opposizione di vari esperti e scienziati, compreso il fisico Robert Oppenheimer, che era stato il capo del Progetto Manhattan. La decisione di lavorare a una bomba a fusione (che al tempo veniva chiamata “super bomba”) fu resa pubblica dall’amministrazione Truman, ma ovviamente le modalità e le tempistiche del progetto furono tenute segrete.
circa 1952: The mushroom cloud of fire and smoke rises 40,000 feet in two minutes after the Hydrogen Bomb explosion at Eniwetok Atoll in the Pacific. (Photo by Three Lions/Getty Images) La grossa scoperta che rese possibile la costruzione della bomba H arrivò due anni dopo, nel 1951, quando Edward Teller e Stanislaw Ulam, due fisici che avevano partecipato al Progetto Manhattan, capirono che per realizzare una bomba termonucleare era necessario mettere assieme le due reazioni di fissione e fusione nucleare. Nelle bombe che usano il cosiddetto “design Teller-Ulam”, una fissione nucleare viene usata per innescare la più potente fusione: semplificando ancora una volta all’estremo, all’interno di una bomba H viene fatta scoppiare una bomba nucleare “convenzionale” per avviare la reazione di fusione. La decisione di costruire una “super bomba” usando il “design Teller-Ulam” fu presa nel giugno del 1951 e in poco più di un anno, a metà del 1952, era pronto un prototipo funzionante. La super bomba fu chiamata Ivy Mike, e chiaramente non era adatta per un utilizzo in combattimento: era un oggetto enorme, che pesava 82 tonnellate e occupava moltissimo spazio perché il deuterio (l’isotopo dell’idrogeno usato come combustibile della fusione) doveva essere mantenuto in forma liquida da un gigantesco impianto di refrigerazione. Per il test fu scelta l’isola di Elugelab, un’isoletta che faceva parte dell’atollo di Enewetak, che a sua volta fa parte delle Isole Marshall, nell’oceano Pacifico. Lo spostamento e il posizionamento della gigantesca Ivy Mike richiese l’utilizzo di una portaerei, il lavoro di migliaia di persone e la collaborazione di esercito, marina, aviazione e intelligence degli Stati Uniti. L’esplosione avvenne la mattina del 1° novembre del 1952: fu sprigionata un’energia di 10,4 megatoni, oltre 500 volte quella della bomba sganciata su Nagasaki in Giappone qualche anno prima (1 megatone è pari all’energia sviluppata dallo scoppio di un milione di tonnellate di tritolo). L’esplosione cancellò dalla carta geografica l’isola di Elugelab e cambiò la conformazione delle isole di fianco: creò un cratere di 1.900 metri di diametro di 50 metri di profondità. L’enorme fungo atomico arrivò a 41 chilometri di altezza e a 161 chilometri di diametro. La vegetazione di tutte le isole dell’atollo fu completamente rasa al suolo.
L’atollo di Enewetak in una foto aerea d’epoca, prima e dopo l’esplosione Straordinariamente i giornali del giorno dopo, sia quelli americani sia quelli internazionali, non riportarono la notizia del test. La sua realizzazione non era stata resa pubblica, e per qualche giorno l’amministrazione statunitense riuscì a mantenere il segreto, complice il fatto che le Isole Marshall erano molto remote e che i giornali americani erano concentrati sulle elezioni americane del 4 novembre, che sarebbero state vinte da Dwight Eisenhower. Come ha ricordato lo Smithsonian Magazine, il primo giornale a dare la notizia del test fu il Los Angeles Examiner l’8 novembre, basandosi sulla parola di un solo testimone oculare che aveva assistito all’esplosione da una delle navi di osservazione posizionate attorno.
Nei giorni successivi, poi, vari altri giornali cominciarono a ottenere nuove testimonianze, e nel giro di qualche settimana l’amministrazione americana confermò il test. Tempo dopo pubblicò uno dei video girati durante l’esplosione, che è tuttora uno dei più celebri e impressionanti di quell’epoca. Negli Stati Uniti la notizia del test della bomba H fu accolta al tempo stesso con orrore e con sollievo di esserci arrivati per primi. Il test fu condannato dall’Unione Sovietica, che tuttavia si mise immediatamente al lavoro per costruire una propria bomba all’idrogeno. Fece il suo primo test appena tre anni dopo, nel 1955, anche grazie alle intuizioni di Andrei Sakharov, il grande fisico che poi sarebbe diventato dissidente e avrebbe ricevuto il Nobel per la Pace. Nel 1961 l’Unione Sovietica testò in un’isola artica la cosiddetta Bomba Zar, la più potente bomba H mai fatta esplodere, con una potenza di oltre 50 megatoni, contro i 10 di Ivy Mike.
Il grande buco nell’atollo di Enewetak dove un tempo c’era l’isoletta di Elugelab, visibile su Google Maps Read the full article
4 fatos históricos de hoje, 6 de agosto. 1661 Na cidade de Haia, Portugal e Holanda assinam um Tratado de Paz segundo o qual os holandeses desistem definitivamente das terras brasileiras que ocuparam durante trinta anos (1624-1654). 1890 O assassino condenado William Kemmler torna-se a primeira pessoa executada pela cadeira elétrica. 1914 Império austro-húngaro declara guerra à Rússia, à Sérvia e à Alemanha. 1945 Os Estados Unidos lançam, às 8h15 da manhã, uma bomba atômica sobre a cidade japonesa de Hiroshima, destruindo-a. Fonte: EducaBras Crédito de imagens: luckyalves / WinchWeb / WikiImages / PublicDomainPictures / VinnyCiro em Pixabay Tags: #hiroshima #bombaatomica #eua #japao #ww2 #segundaguerramundial #russia #alemanha #servia #russia #ww1 #primeiraguerramundial #cadeiraeletrica #portugal #holanda #brasil #historia #hojenahistória https://www.instagram.com/p/Cg8KcwYupCu/?igshid=NGJjMDIxMWI=